Capodanno, si sa, è il giorno della grande abbuffata serale. La sua vicinanza col Natale rende le festività di fine anno il periodo dei saldi dei dietologi.
Camminando per le vie di una qualsiasi città era semplice buttar l'occhio sulla vetrata di un ristorante e leggere menù e prezzo per il cenone. Ci ho fatto caso, a 'sta cosa dei menù. Quasi tutti recitavano: antipasti misti carne e pesce, primo con ragù di carne o pesce, secondi di carne o pesce, etc...
Quel che mi fa pensare è che capodanno a tavola è diventata un'impropria nemesi per i vegetariani. Eh sì, perchè essere vegetariani a capodanno significa spendere cifre alte per poco, pochissimo cibo, visto che la tradizione non prevede una cucina così avanti da diversificare i menù in base alle nuove esigenze delle persone. Carne o pesce, per salutare l'anno che passa.
E allora, per il prossimo capodanno, che ne dite di avere un pensiero anche per questi poveri esseri sfortunati, cari peripatetici delle cucine?
"Ce l'hai la roba?"
"Sì"
"Quanto?"
"10 euro... ma stavolta faccio io..."
Ora, detta così sembra che due amici abbiano acquistato dell'hashish e stiano spartendo la spesa, invece...
Io l'avevo detto che tra le tante cose che avrei voluto fare c'era anche questa. No, ancora per i due figli non ci siamo; di libri ne ho scritto uno solo; in Messico non ho aperto un bar sulla spiaggia; non sparisco per un po'; non vado a fare il giro in moto del Che; non ho scritto una canzone.
Mentre tutto questo ha dei tempi di realizzazione piuttosto lunghi, una cosa che posso fare subito, in realtà, c'è...
"Vediamo: scalogno... c'è... olio, pepe, sale... ci sono... zucca e salvia... ci sono... cognac... c'è... riso, c'è... ok cominciamo"
Il massimo della mia espressione culinaria la raggiunsi quando preparai piada, prosciutto, pomodoro, insalata, mozzarella, mais, pepe e peperoncino. La piada, naturalmente, era precotta...
Ah, la gola...
Io al ristorante ci vado spesso e volentieri, e di solito non per una pizza... adoro i piatti sofisticati il giusto, ricchi di aromi, speziati in abbondanza. Ho sempre avuto un'invidia epidermica per i cuochi, questi peripatetici delle cucine, che non escono mai, neppure quando il piatto di punta riscuote gli applausi degli ospiti. Le poche volte che vengono richiamati fuori dalla loro tana di fornelli e cibo, sorridono, ringraziano, poi scappano via timidi come le marmotte, senza dir nulla perchè per loro ha già parlato il sapore...
Cose da fare: imparare a cucinare.
Manuela io l'adoro. Lei ha una pazienza biblica e l'entusiasmo dei bambini. Mai una volta che non trovi del buono nelle strambe idee che spesso, quando il buio scende, tiro fuori dalla mia mente malata.
"Voglio imparare a cucinare, Manu..." e lei non si tira indietro. Scopriamo un bell'elenco di ricette, scartiamo quelle con carne e pesce, perchè la roba, poi, buona o cattiva che sia, ce la mangiamo, e lei è vegetariana...
"Dai", mi dice con gli occhi sorridenti...
3, 2, 1, via...
Ok, io taglio lo scalogno e piango, tu metti a bollire l'acqua e prepara la zucca. Sono decisissimo, da grande mica voglio morire di fame se non trovo piada e prosciutto...
Taglia, taglia, taglia... lo scalogno è pronto. Mentre lei affetta la zucca, io stappo il vino e verso, con le lacrime agli occhi. Si, perchè mica lo sapevo che la cipolla fa davvero un effetto così....
"Mettici dell'acqua..."
"No, no... io 'st'esperienza mica l'avevo mai fatta... di piangere sulle cipolle, intendo... e quindi me la voglio godere fino all'ultima lacrima..."
Soffriggiamo due scalogni con la salvia per qualche minuto, poi togliamo la salvia e ci buttiamo dentro tre etti e un po' di zucca a dadini piccoli piccoli. Dopo diversi minuti trascorsi a mescolare e tracannare vino, ci buttiamo il riso e il cognac. Quando il cognac si asciuga, iniziamo a versare il brodo vegetale...
Il piatto è buonissimo. E' un inizio, in fondo le rare volte che ho toccato dei fornelli ne ho tirato fuori dei deliri...
L'idea è di continuare a provare. In queste sere d'inverno, tanto, mica ho più così voglia di star in giro fino a tardi per strade deserte...
Solo che... o impariamo ad essere più veloci, o il vino lo stappiamo dopo aver finito di cucinare. Perchè anche a sorseggiare, se stappi alle nove e ceni alle dieci e mezza...

(grazie a Manu per la segnalazione)

Se c'era una cosa che amavo da piccolo, e che in fondo amo tuttora, è la natura. In modo particolare, gli animali. In modo ancora più particolare, i cuccioli di animale.
Non sono un vegetariano, ma ne comprendo l'etica, di chi fa una scelta di questo tipo.
Avete mai giocato con un cucciolo? Un cucciolo qualsiasi? Sì, va bene anche quello di gatto o di cane...
Non trovate che siano meravigliosi, nella loro genuinità? Il cucciolo di essere umano sa essere anche cattivo, nei suoi giochi, ma un cucciolo di animale no.
Ti saltano in braccio, ti mordicchiano le dita, ti cercano, ti rincorrono e poi scappano. Ti scaldano il cuore, insomma.
Poi il cucciolo di animale cresce e diventa indipendente. Comincia a cercare nutrimento e un partner per accoppiarsi.
Il cucciolo di uomo, cresce pure lui. Non cerca nutrimento soltanto, perchè la competizione con quelli della propria specie si sposta su livelli intellettivi che molti definiscono superiori, complessi: la ricchezza, il profitto, le leggi economiche che sostituiscono gli istinti basilari di sopravvivenza.
Si spostano su livelli intellettivi che molti definiscono superiori, complessi. Già...
Giusto, verrebbe da pensare. In fondo, noi siamo gli esseri più intelligenti ospitati da questo pianeta, no?
E allora, dei due cuccioli, di umano e di animale, che un tempo erano felici di giocare insieme, che avevano quel rapporto così intimo di amicizia, quando crescono, che ne è?
I cuccioli... ti saltano in braccio, ti mordicchiano le dita, ti cercano, ti rincorrono e poi scappano. Ti scaldano il cuore, insomma...
E quando crescono, sono sempre loro, solo un po' più grossi... Cerchiamo di non dimenticarcene, altrimenti il buio dentro di noi prende il sopravvento...
(ATTENZIONE, le immagini del video sono estremamente cruente.
Raccomando di pensarci bene, prima di avviare.
Io ho dovuto smettere di guardare dopo pochi secondi)

FASE 1: DURATA CIRCA 1 MESE
Spuntino [omissis]
Pranzo [omissis]
Merenda [omissis]
Cena [omissis]
PIETANZA: [omissis]
FRUTTA: [omissis]
BEVANDE: [omissis]
[omissis]
[omissis]
FASE 2: DURATA CIRCA 15 giorni
Colazione [omissis]
Spuntino [omissis]
Pranzo [omissis]
Merenda [omissis]
Cena [omissis]
VERDURE: [omissis]PIETANZA: [omissis]
FRUTTA: [omissis]
BEVANDE: [omissis]
[omissis]
[omissis]
Non so che animale o vegetale sia, ma dicono che l'Omissis sia ottimo. Crudo, soprattutto ;-)




prima di iniziare a leggere, vi ricordo che la richiesta di aiuto del post precedente è ancora valida. E vi annuncio che ho messo una canzone in sottofondo, così se vi collegate a notte fonda, spegnete le casse...
Mi capita, a volte, quando mi infilo in un supermercato, di passare davanti al reparto carni e sentirmi salire in bocca l'acquolina davanti a quei bei filetti di manzo incellophanati, che sembra che ancora trasudino sangue. E' facile, quando si passa nel reparto frutta e verdura, immaginarsi quei deliziosi pomi che penzolano dall'albero, o quelle foglie di lattuga ancora infilate nella terra, pronte per essere colte. Ma non ho mai provato ad immaginare come ci sia finita, quella carne, là in mezzo, avvolta dalla pellicola trasparente.
E' quando questi pensieri non si materializzano che ricorro al genio creativo del mio amico Robo, il Re indiscusso dell'ironia della vita, vegano evoluto al crudismo, di cui avevo già scritto in un post finito nel silenzio di un click affrettato sul pulsante "cancella".
E lui mi ha presentato l'albero della carne, con queste parole:
"Il buio per noi è niente in confronto a quello che aspetta le mucche in un mattatoio."
Godetevelo, se potete. Io ho dovuto smettere di guardare...
No, non confondiamoci. Non sto parlando di Goldrake, miticissimo manga degli anni 80, e quindi della mia gioventù. Sto parlando di una bella parte del nostro paese che ha scelto di nutrirsi solo di vegetali, escludendo dalla propria dieta ogni derivato animale. Ho discusso molte volte con un caro amico dell'onnivorità dell'essere umano, e seppur con molti punti di conflitto devo ammettere che... ha ragione. Ci sono domande a cui non ha ancora risposto, ma credo siano domande a cui non si possa rispondere, perchè hanno poco senso.
Il perchè della sua scelta estremista, vegetariano alla seconda potenza, anzi alla terza potenza, visto che mi sta diventando crudista (evolvo, sostiene), ha una ratio importante, ma di questo ne parlo dopo.
La domanda che gli ho posto è questa: ammettiamo che l'allevamento non appartenga alla cultura alimentare dell'uomo, ma sia stata forzata da eventi successivi, è pur vero che noi sintetizziamo proteine animali, o sbaglio? E allora mi si può concedere che l'uomo, piuttosto che carnivoro, potrebbe essere stato, in origine, necrofago? Ovvero, se trovo una carcassa animale morta, posso nutrirmene? Io penso di si, lui pensa di no. L'esempio che porto io è: in Canada, durante la risalita dei salmoni, dopo la deposizione delle uova e la loro inevitabile morte per lo sforzo, posso raccoglierli? No. Ma perchè non posso? Poi ci penso e mi dico che io non vivo in Canada, come grossa parte della popolazione mondiale. Ma questa discussione non ha senso. Ha più senso eventualmente parlare delle uova di gallina. Posso mangiare le uova di gallina? Escludiamo gli allevamenti intensivi, dove si trattano quei poveri animali come oggetti (dei peggiori), ma le uova di gallina biologica, che scorrazza tutta la vita in un campo, all'aperto, che l'uovo lo fa anche se non è fecondato...?
In realtà, e quando dico che il lunedì sera si fanno discorsi più intelligenti che il sabato o il venerdì parlo di questo, il problema è ben più complesso. Sostengo che il vegetarianesimo light, come amo chiamarlo, sia il futuro inevitabile. Non ho ancora avuto occasione di leggere il libro "Ecocidio" di Rifkin, ma penso ne valga la pena. La teoria che viene sostenuta è che, se tutti noi divenissimo vegetariani, il problema della fame nel mondo sparirebbe. C'è ben più che un fondo di verità, in queste parole. Proviamo ad analizzare un solo dato: "Più di un miliardo di vacche pascolano nei cinque continenti. Un quarto delle terre emerse è usato per nutrire bovini e altro bestiame".
Questo significa, spiega Rifkin prendendo ad esempio gli Stati uniti, che il 70 per cento dei cereali prodotti in America viene utilizzato per l'alimentazione animale. Ma, a fronte di un utilizzo di 157 milioni di tonnellate di cereali per il nutrimento del bestiame da macello, la carne consumata dall'uomo è pari a meno di 28 milioni di tonnellate.
In conclusione, dice Rifkin, "attualmente, il nostro pianeta è popolato da ben oltre un miliardo di bovini. Quest'immensa mandria occupa, direttamente o indirettamente, il 24 per cento della superficie terrestre e consuma una quantità di cereali sufficiente a sfamare centinaia di milioni di persone."
Sulla necessità della carne della dieta umana preferisco glissare. Non sono un medico. Ma sulla moralità, concordo con questo mio Amico che esistano più di una ragione per sostenere una cultura vegetariana, seppur, a mio modesto avviso, non completamente tale.
A chi volesse info maggiori, consiglio di farsi un giro qui: http://www.veganitalia.com/