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La vita, l'Amore, la notte...

giovedì, 10 luglio 2008,ore 16:10


bossifini

Mentre esaurisco tutti gli arretrati che i 15 giorni di delirio per l'evento di cui vi ho parlato mi han lasciato sulla scrivania, una piccola riflessione polemica la voglio fare.

Nulla a che fare col libro o con il viaggio in camper, di cui parlerò di nuovo al più presto.

Premessa:

all'evento han partecipato circa 30.000 persone, atleti amatori provenienti sia dall'Italia che dall'estero. L'Ente organizzatore è riconosciuto anche in Europa, per le sue dimensioni e per le sue finalità. L'evento era patrocinato dalla Regione Emilia Romagna.

La riflessione:

L'Ente, la UISP, aveva invitato delegazioni di atleti da mezzo mondo, e molte di queste non hanno avuto grossi problemi a partecipare: Lituani, Finlandesi, Francesi, Messicani, Brasiliani etc...

E' successo invece che Algerini e Cubani non siano potuti venire. Perchè? Per i capricci delle ambasciate italiane, che han ritenuto di applicare in modo restrittivo la bellissima legge sull'immigrazione Bossi - Fini.

L'iter, tra l'altro rispettato, di questa ca**ta di legge vuole che vi sia un invito scritto da parte dell'organizzazione (fatto...), che le formalità burocratiche siano sottoscritte da un notaio (fatto, e non è gratuito...), che vengano versate le varie tasse, imposte, accise e che cavolo d'altro vi sia (fatto...).

Vien da dire: abbiamo rispettato la legge, giusto? Quindi è tutto a posto, no?

Certo, se non fosse che l'ambasciata ha rimandato discrezionalmente i visti a settembre...

Peccato, cari Bossi e Fini, che 'sta ca**o di manifestazione si svolgesse dal 20 giugno al 6 luglio...

Non capisco perchè ancora ci lascino girare il mondo tranquilli senza tirarci addosso delle secchiate di...

buio07
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lunedì, 07 luglio 2008,ore 18:35


So che non vi frega una mazza ;P, ma in caso qualcuno l'avesse voluta sentire e non ci fosse riuscito...

Intervista a San Marino RTV

 

buio07
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martedì, 29 aprile 2008,ore 13:46


Vista la giornata, sto pensando di metter mano al guardaroba per adattarlo alla stagione che sta incombendo...

 

piumino

 

maglione

sciarpa

 

buio07
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giovedì, 24 aprile 2008,ore 16:39


casa

 

Mi capita, a volte, di buttare un occhio alla situazione del mercato immobiliare. Così... non si sa mai che si trovi una bazza, quattro pareti buttate là, senza niente dentro, che le si può riempir di sogni.

Capita che sfogli una di quelle riviste specialistiche, e non avendo due soldi da spendere, cominci dal minimo, dai prezzi popolarissimi. Un appartamento potenzialmente appetibile ci sarebbe pure, pensi: 55 mq, non troppo lontano dal centro storico. Un po' piccolo, in verità, se decidi che non è che vuoi passare il resto dei tuoi giorni a far l'eremita solitario, ma è sempre meglio di niente. Al modico prezzo di 200.000 euro.

Non so, ci devo pensare. E' da un po' che vacillo tra l'idea del qui e i caraibi.

Chiudo la rivista. La giro. Leggo:

South Florida Investment Opportunities

Villa Ranch Style: 215 mq, da 3 a 5 camere, garage, patio, piscina, campo da golf in comune, vista sul lago. 235.000 euro

Villa con piscina, vista sul lago, campo da golf, 3 camere, garage 2 posti, 225 mq. 280.000 euro

Appartamento lusso, da 1 a 3 camere, sui canali interni, piscina, centro benessere, segreteria, attracco barca. Da 135.000 euro.

Ville 2 piani lusso, 280 mq, 4-6 camere da letto. Da 265.000 euro.

Chissà quanto costerà in Florida un normalissimo appartamento senza piscina, garage, centro benessere, finiture il lusso e vista mare, da 55 mq...?

Vabbè, giustamente San Giuliano di Rimini mica è Miami...

buio07
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giovedì, 17 aprile 2008,ore 21:08


 

...ancora in un paese di destra (ma non mi avrebbe reso felice neppure Veltroni, onestamente), la sbornia elettorale mi è già passata. Poche aspettative, poca apprensione. L'Italia non subirà cambiamenti, comunque.

Lucio ha ragione: mentre la sinistra parla con la erre moscia di cuneo fiscale, rapporto debito - pil etc... senza fornire un traduttore istantaneo di concetti astratti, Bossi dice che allo straniero che vi entra in casa gli fa un culo così. Questione di comunicazione, di arrivare al nocciolo dei problemi spiccioli della gente...

Ci penso sbadatamente, in questi giorni. L'avevo già detto che questo è un paese senza futuro, se la mentalità non cambia. Si sta impoverendo, e la classe dirigente non è all'altezza per impedirlo.

Nel frattempo, il Rockisland ha riaperto le porte. E' stata una serata di festa, come sempre. Col pienone di gente, come sempre, e bella musica, come sempre.

parental adv rock 1

Lorenzo l'aveva visto, il video trailer del mio libro, e gli era piaciuto. E siccome ha messo 4 schermi da 50 pollici nel suo locale, mi ha chiesto di fargliene uno che avesse un senso per un luogo che per me è come una seconda casa. Estiva.

E siccome ora sono nella fase videomaniaca, che come tutte le mie fasi, inizia e finisce sin troppo in fretta (il tempo di capire come si fanno le cose, poi parte il desiderio di impararne altre), l'ho fatto.

Gliel'ho consegnato alle 21.30 di ieri, un'ora prima dell'apertura. Ecco come ho interpretato "avere un senso per il Rockisland". Divertitevi...

scarica
Video Promo Rockisland
ca 20 MB - formato avi

PS: tasto destro > salva oggetto con nome

Se non si vede, avete codec vecchi installati sul PC.
Su google cercate e scaricate K-lite Codepack

Enjoy ;D

buio07
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giovedì, 10 aprile 2008,ore 15:39


voto

Ok, mi ero ripromesso di evitare di parlare di politica. Ma com'è che fai a stare zitto?

Io amo molto l'Italia, il suo modo d'essere, il suo popolo sognatore, e francamente mi dispiace vederlo trattato come un esercito di pecoroni silenti che seguono senza proferire parola il proprio pastore.

Mi spiace anche che troppa gente sia proprio parte di quell'esercito di pecoroni. L'informazione, per avere coscienza di quel che si va a votare e del perchè lo si fa, è essenziale. Per questo nessuno si impegna a diffondere informazione. In questo modo resta al comunicatore migliore la possibilità di convincere il cosidetto esercito degli indecisi, che sono poi quelli che decidono davvero chi ci dovrà governare per i prossimi anni. Triste, eh?

Fatta 'sta premessa, sarebbe utile chiarire cosa differenzia in modo sostanziale la filosofia di destra e quella di sinistra in un settore vitale dello Stato, l'economia.

Prometto di ridurre le tasse...

Preso un microsistema di esempio, composto da 1 azienda, 50 dipendenti, 10 disoccupati e una piccola cittadina-Stato, la prima discussione sarebbe:

la città, come burocrazia, vive sulle tasse, che servono a finanziare i servizi e il sociale (mica li puoi lasciare morire, i 10 disoccupati);

L'azienda produce, guadagna e paga le tasse sulla base di quel che dice di guadagnare;

I dipendenti ricevono uno stipendio fisso, su cui vengono trattenute le tasse;

I disoccupati ricevono un sussidio, frutto delle tasse sul lavoro dei dipendenti e dell'azienda;

Come risolvere il problema della disoccupazione e delle tasse?

Destra: finanzio attraverso fondi pubblici e riduco le tasse all'azienda, l'azienda investe e si espande, serve nuovo personale e assume;

Sinistra: riduco la tassazione dei dipendenti, il loro stipendio aumenta, possono spendere di più, la richiesta dei prodotti dell'azienda aumenta, l'azienda produce e guadagna di più ed usa i suoi guadagni per espandersi e assumere nuovo personale;

Prediligo, personalmente, la seconda impostazione, mai applicata in Italia.

La preferisco perchè è diretta, arriva dritta al portafoglio della gente, non è un'arcana costruzione da scuola di economia. In più, si ha la certezza che il denaro circolante resti in loco. Ridurre le tasse all'azienda vuol dire sperare che poi l'azienda li reinvesta nel paese. Ma l'azienda potrebbe non reinvestirli, o peggio potrebbe investirli in... Cina, ad esempio.

Il motivo per cui non è mai stata applicata, neppure nei pochi anni di governo di "sinistra" (perdonatemi le virgolette, ma che Prodi sia uno di sinistra mi fa rabbrividire...), credo stia nella certezza del gettito fiscale del lavoro dipendente e nell'incertezza di quello dell'azienda.

Specularmente, ridurre le tasse ai dipendenti comporta la certezza della diminuzione di soldi disponibili per lo Stato; ridurle alle aziende ha un rischio molto minore.

Ora, la promessa di riduzione delle tasse è una... truffa, nella semplificazione che viene fatta...

Ridurre le tasse alle aziende o ai dipendenti di un 1 - 2% comporta una minore entrata per lo Stato di qualche miliardo (l'Irpef è sui 200 miliardi, quindi sono 2 - 4 miliardi...). Se lo Stato non riduce le proprie spese, cosa che non avviene, quei soldi li deve trovare altrove.

Di solito riduce i finanziamenti ai Comuni.

I quali, avendo meno soldi, aumentano le tasse di propria competenza (ICI e addizionale Irpef) o, paradossalmente, iniziano a conteggiare le multe come parte delle entrate di Bilancio (le multe sono state sempre delle evenienze imprevedibili: l'anno in cui i cittadini si comportano tutti bene, l'importo è basso. Non puoi preventivare come si comporterà la gente, a meno che non prendi, ad esempio, una strada a 4 corsie e gli metti un limite dei 30 orari, per imporre alle persone di farsi multare...).

La coperta è corta: tolgono da una parte e aggiungono dall'altra. Il risultato elettorale è altissimo, il risultato economico è zero. L'illusione di trovarsi qualche soldo in più in tasca svanisce alla terza settimana del mese...

Rimini, negli anni, ha fatto così: qualche tempo fa ha introdotto l'Ici, l'anno scorso ha introdotto l'Irpef comunale, recuperando una decina di milioni di euro... Non credo sia un'esperienza solo nostra...

Per ridurre le tasse c'è solo una strada: alleggerire lo Stato e combattere l'evasione fiscale. Il resto è aria fritta...

Resta una riflessione: se in quei 6 anni scarsi di governo di pseudosinistra non è stata attuata una politica economica di sinistra, possiamo affermare che in Italia abbia mai governato una sinistra?

E soprattutto, siamo sicuri che oggi vi sia uno scontro elettorale tra destra e sinistra? O si tratta semplicemente di due fazioni legate a poteri economici con interessi differenti?

Ho un sentore, ma aspetterò l'ultimo giorno per esprimere le mie perplessità sul futuro che ci aspetta...

buio07
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sabato, 23 febbraio 2008,ore 18:12


libro

Era il 29 novembre 2003 quando di nuovo qualcosa nella mia vita non ha funzionato. Quella volta fu dura, particolarmente, perchè assolutamente inaspettata.

Ho sempre pensato che il 2004 fosse un anno da cancellare, e lo avrei fatto davvero se la distruzione emotiva che portavo dentro non mi avesse spinto a riprendere in mano l'ennesimo manoscritto iniziato e buttato nel cassetto.

A me piaceva scrivere, inventare storie, vite, colori e profumi. L'ho sempre fatto, sin da ragazzino. Iniziare una trama e perdermi senza concluderla.

Quell'anno, invece, spinto da una rabbia forte, un'ira incontenibile, ripresi quelle ottanta pagine e decisi di non fermarmi.

Avvenne per caso. Una sera Lorenzo del Rock ricevette da Robo alcuni racconti surreali (Robo scrive divinamente...). Mi misi a ridere, dicendo: anche io ho scritto una cosa... Lorenzo mi invitò a portargliela, avvertendomi che se era brutta, mi avrebbe detto che era brutta senza mezzi termini.

Dopo una settimana, non aveva ancora fatto un commento. Gli chiesi se l'aveva letta.

"Sì, l'ho letta..."
"Quindi?"
"Te la dico così: se fossi entrato in libreria, avessi acquistato un libro e le prime 80 pagine fossero state quelle... penserei di aver speso bene i miei soldi. Niente di straordinario, ma comunque una buona lettura..."

Mi appiccicai al computer, in fuga dai ricordi. In pochi mesi scrissi le altre trecento pagine, spinto da Flo, un'amica barista del Caravaggio, che ogni giorno mi chiedeva di portarle il seguito.

Come le avevo promesso, il 10 dicembre del 2004, il giorno del suo compleanno, le consegnai l'ultimo capitolo.

Non lo ritenevo un brutto libro. Neppure un'opera eccezionale, ma di certo non un brutto libro. Era figlio della mia rabbia, e conteneva quell'ira che in un anno avevo trasferito dai neuroni alla carta. Una storia d'amore, di libertà, di scelte e di vendetta.

Poi il Messico, la quiete ritrovata, nuove storie da scrivere. Nel 2005 decisi di spedire il manoscritto ad un'Agenzia Letteraria. Spedirlo ad un editore sarebbe stato folle, probabilmente sarebbe stato accantonato in un cassetto. L'Agenzia Letteraria ha invece il compito di scremare l'immensa produzione di libri italiana (ne arrivavano sulle scrivanie degli editori fino a 100 al giorno, impossibile leggerli tutti...). Legge i manoscritti, invia una risposta all'Autore dove spiega i punti forti, i punti deboli, le possibilità di pubblicazione, il tipo di editore, il tipo di mercato.

Ricevetti una risposta positiva. Firmai un contratto di editing prima e di agenzia dopo. Eravamo nel gennaio 2006. Ci avrebbe pensato l'Agenzia a trovare l'editore adatto.

Dopo quasi due anni, ecco la telefonata. Poco prima di Natale, Rossano mi chiama. Voglio farti passare un bel Natale, a breve firmiamo un contratto di edizione.

Sì, un bel Natale...

Eccoci lì, il 22 febbraio, in auto verso Pesaro. Andiamo da Neftasia, una casa editrice che, se raggiungerà la metà degli obiettivi che si pone, diventerà presto molto conosciuta.

Rossano e Massimiliano sono arrivati in treno da Verona. Troppa nebbia per venire in auto. Li porterò io, vestito in giacca per l'occasione (una delle rare possibilità per il completo grigio di mettersi in mostra). Niente cravatta, sono contro.

Stefania ci accoglie col sorriso. "Mi è piaciuto moltissimo il tuo libro", esordisce. "Come a tutta la nostra redazione e al comitato di lettura. Hai avuto il 100% di pareri favorevoli per la pubblicazione".

"Sei gentilissima, grazie. Perdonami se ora divento viola in viso...". Ridiamo. Rompiamo il ghiaccio.

Parliamo dei tempi e delle modalità. Giugno, oppure Natale. Queste le date possibili per l'uscita. Più probabilmente fine Giugno. Essere di Rimini, una città che nel corso dell'estate accoglie 15 milioni di persone, è un vantaggio che sarebbe un peccato perdere. Presentazioni, giornali, televisioni locali. Una visibilità importante.

Quando ripartiamo per Rimini è buio. C'è nebbia, in autostrada, ma non abbiamo fretta. Alle sette siamo arrivati. Il tempo di passare da casa, lasciare un mezzo post, e ripartiamo per festeggiare l'evento.

C'è ottimismo. "Non dimenticare che tu sei una sfida", mi dicono. "Perchè?" "Perchè sei il primo autore italiano che scrive libri di taglio anglosassone, dei thriller all'americana. Sei una sfida, perchè le case edritici, fino ad ora, hanno acquistato diritti stranieri per pubblicare un libro come il tuo. Sei il primo caso di technical thriller italiano..."

Perchè il Soldato Perfetto, titolo che sarà probabilmente cambiato, è questo. Un thriller fatto di ritmo, velocità, vendetta, colpi di scena a catena. La fuga solitaria di un uomo straordinario che desidera solo essere normale, in un futuro molto prossimo e realistico, fuga impossibile perchè è depositario di un segreto che molti vogliono. Ma non ambientato a New York o Washington. Ambientato in gran parte a Rimini, "un luna park che d'estate ha tutte le luci accese, un luna park chiuso avvolto dalla nebbia d'inverno...", come ha detto Rossano 'stanotte, prima di andare a letto.

Sono le 4 e dieci. Siamo in auto fuori dall'albergo, io, Manu, Ross e Massi. Stiamo pensando alla copertina. Vengono in mente un sacco di idee stravaganti a quell'ora. L'editore ha dato il suo ok a che la grafica venga curata da Luna Grillo. Tempi stretti, strettissimi. Serve la scheda per metterlo in catalogo. Devo darmi una mossa e avvisarla che ha solo 10 giorni per buttar giù le sue idee...

Metabolizzo la giornata, riordino il caos calmo dei miei pensieri. Buffo. Non ci avevo pensato. Il guanto di sfida da esordiente non lo lancio a Moccia o Volo. Lo lancio a Crichton, Follett, Brown. Dei mostri sacri.

Fortuna che stan dall'altra parte dell'oceano...

Trentin e Zantedeschi Agenzia Letteraria

Neftasia Editore

buio07
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sabato, 16 febbraio 2008,ore 21:26


libreria

A volte capita di imbattersi in un luogo magico, un luogo nascosto all'interno della propria città, di cui nessuno sa dell'esistenza, perchè forse non esiste.

In una via, in un angolo oscuro lontano dalle luci, una piccola vetrina si apre sulla strada deserta.

Una stanza, una signora anziana che ti accoglie col sorriso.

Tutto intorno, libri. Libri usati, giornalini usati, riviste usate. Consunti dal tempo. Titoli famosi, titoli improbabili. Parole appartenute ad altre generazioni, vecchie di decenni, (dis)ordinate in scansie che occupano tutto lo spazio, invadenti fino ai soffitti bassi.

La luce del neon illumina le polveri che li ricoprono, mentre i miei occhi volano sulle copertine usurate.

In mezzo a loro, personaggi di fantasia usciti dalle penne dei loro autori si rincorrono attenti a non far cadere nulla.

L'anziana signora li guarda con un sorriso, poi somma i prezzi sulle copertine dei libri che ho comprato e li dimezza.

In fondo, sarà anche un luogo magico, ma continua a celarsi dietro le spoglie di un negozio di libri usati...

 

buio07
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venerdì, 08 febbraio 2008,ore 13:52


Stamattina ho scoperto quanto è duro il cemento:

motore, macchia d'olio in curva, volo...

Il ginocchio pulsa un po', una piccola escoriazione alla mano... Nulla di preoccupante, insomma. Neppure lo spavento. Son caduto "in piedi", come si suol dire...

Curiosa e bella la reazione della gente che ha visto la mia fantastica performance, sbandata con decollo e atterraggio: una ragazza che ha interposto la sua auto tra me e il traffico, 'che nessuno mi investisse; l'uomo che che mi ha chiesto mille volte se era tutto a posto ("Non vi preoccupate, penso che sopravviverò", ho risposto ridendo); la signora in bici che ripeteva "quasi ci cadevo anche io, su quella macchia".

Mi son alzato, dopo che avevano tolto la moto dalla mia caviglia.

Tutto bene, grazie. Sono ancora vivo.

Ho ringraziato i soccorritori.

Ho chiamato i vigili.

"C'è dell'olio sulla rotonda. Son caduto, ma sto bene. Venite a pulire, che non è detto che il prossimo sia così fortunato..."

Poi ufficio, che gli amici mi stavano aspettando...

buio07
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martedì, 29 gennaio 2008,ore 22:51


bersani

Capita a volte, quando sei un ragazzo, di accettare ogni lavoro pur di tirar su due soldi.

A quell'età tutto va bene: comparsa in un film, montaggio di un palco, controllo delle porte ad un concerto...

Non so se quel che sto per raccontare faccia parte di un solo evento o sia un mix di più avvenimenti. Forse Lucio, il mio amico Lucio, non quello di cui sto per narrare, ricorda meglio di me e potrà confermare o smentire, in fondo è passato un mucchio di tempo...

Quella volta il concerto era proprio grosso. Lucio Dalla aveva scelto Rimini, tra le tante date possibili. Dopotutto lui è emiliano, passare di qua era pure conveniente. D'estate, poi, con tutti i turisti che c'erano...

"Driiiiiinnn", il telefono di casa suona. "Ciao, sono Lollo. Mi han cercato per montare il palco al concerto di Dalla e fare la sicurezza la sera. Ci stai? 180.000 lire..." "Sì, ci sto."

Era un pomeriggio caldo, in maglietta io e i miei amici eravam là a supportare i montatori esperti: trasportavamo pezzi, fiduciosi nei nostri fisici giovani e atletici, portandoli ai responsabili perchè li mettessero insieme.

"Voi siete i ragazzi dell'agenzia? Bene, la prima cosa che dovete tirare giù dai camion è questa..."
"Er Gufo", come si faceva chiamare, ci fece tirar giù il pezzo più importante: la sua mountain bike, il modo più veloce per portare i dispacci da un lato all'altro dello stadio.

Lo stadio di Rimini era irreale, quel pomeriggio. Vuoto, con le voci di decine di operai che si accavallavano le une alle altre. "Ehi, portatemi quello... portatemi questo... più veloci, il concerto è stasera..."

Alle 18 stacchiamo proprio su un "Ehi, voi, andate a prendere..."

Quella sera l'organizzazione decise di metterci nel backstage. C'erano ospiti illustri: Morandi, ad esempio...

Io alle otto ero vicino alla mensa, proprio dietro al palco. Uno di una radio locale, Radio Gamma, mi chiama. Vuole un'intervista con Morandi. "Morandi sta mangiando..." rispondo educatamente. "Non puoi fare nulla?"

Lo guardo, sorrido. Sorrido all'idea che sto per andare da Morandi, bussargli sulla spalla e dirgli: "Scusi, c'è uno di una radio che vorrebbe intervistarla..."

Lo faccio. Lui mi risponde pacatamente che sta mangiando. "Dopo, semmai..."

Giusto, penso. In fondo, a quest'uomo, gli stresseranno l'anima ogni minuto.

Torno dal Dj e spiego. Lui capisce, mi sorride e se ne va.

In realtà io lo conoscevo, quello della radio. Pochi minuti prima era passato proprio davanti a me insieme ad un ragazzetto. Non mi avevano calcolato. Stavano andando verso un'area riservata. Ricordo che con piglio deciso li bloccai: "Scusate, qui non potete entrare..."

Il ragazzetto mi risponde: "Sono Rosario Di Bella". Lo guardo, con un punto interrogativo sulla faccia: "ma qui non si può entrare...". "Ma sono Di Bella...". Il mio punto interrogativo si amplifica sulla fronte: "E quindi?", mi verrebbe da chiedere... "Canto qui, stasera...". Divento rosso per l'imbarazzo. Mica è colpa mia se non ascolto le tue canzoni, scusa... Dillo subito, no?

Il concerto inizia. Dalla entusiasma i suoi fans, lo posso sentire da dietro il palco. Uno dell'organizzazione passa da noi, a tutte le porte. Ci passa un ordine perentorio: "C'è un tizio... è grosso, con una maglietta a strisce bianche e blu orizzontali. Non deve assolutamente arrivare da Dalla..."

Affiniamo l'attenzione: nessun uomo grosso con una maglia come l'ape maia, ma blu e bianca, deve entrare dal retro.

Dopo un po' faccio un giro di relax. Mi sposto sul davanti del palco, giusto per vedere che aria tira. All'altra porta c'è Fabione. Studia giurisprudenza e lavora come portiere di notte. Diventerà un ottimo avvocato, lo so...

Mi guarda, sorride. "Ehi, hai visto chi c'è sotto il palco? Quello là, dai..."
"E' lui? Davvero? Ma dai..." "Giuro, avvicinati..."

Mi avvicino, guardo. Ora, io non voglio rivelare di quale famoso personaggio televisivo si trattasse, non sarebbe corretto. Posso solo dire che è noto per una telecronaca di una gara di canottaggio avvenuta molti anni fa in cui gli italiani vinsero l'oro. Lo vedo, proprio davanti al palco. E' lui, e... indossa una maglia bianca e blu a larghe strisce orizzontali.

Abbiamo fallito, caspita...

La sera prosegue senza tanti colpi di scena. Siamo lì, io ed un amico, a controllare la porta del backstage. Nessuno deve passare. Da dietro il palco, l'area riservata, si avvicina un ragazzino. E' giovane, vestito con l'umiltà degli sconosciuti. Si siede vicino a noi, stanco di aspettare che la strizza gli passi. Inizia a parlare, forse per togliersi l'ansia di dosso.

Ci racconta che per lui, quella, è la prima volta che sale su un palco davanti a tanta gente....

"Avevo scritto dei pezzi miei. Un giorno li ho mandati a diversi artisti, tra cui Dalla. A lui son piaciuti, e visto che son di qua, di Cattolica, mi ha chiamato per cantare un pezzo al suo concerto riminese."

Flemmatico, racconta cosa lo ha portato al debutto con uno importante come Dalla.

Ci lascia, con tranquillità. Deve andare a cantare, dice. Prima di muoversi, ci stringe la mano...

"Ciao, buon lavoro. Ah, io mi chiamo Samuele..."

"Ciao Samuele, in bocca al lupo..."

Dopo qualche minuto, si sente la voce di Dalla che lo invita sul palco. Distrattamente, mentre le urla risuonano nello stadio, ascolto, attento a che nessuno si intrufoli nel backstage.

Una voce lontana lo chiama per nome. Ascolto, contento che uno di delle mie parti abbia quell'opportunità...

"E adesso ho il piacere di invitare sul palco un giovane promettente... Samuele Bersani..."

Speriamo che questa serata gli porti fortuna, penso. Poi torno distrattamente a controllare che nessuno si intrufoli nel backstage...

buio07
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