"Ce l'hai la roba?"
"Sì"
"Quanto?"
"10 euro... ma stavolta faccio io..."
Ora, detta così sembra che due amici abbiano acquistato dell'hashish e stiano spartendo la spesa, invece...
Io l'avevo detto che tra le tante cose che avrei voluto fare c'era anche questa. No, ancora per i due figli non ci siamo; di libri ne ho scritto uno solo; in Messico non ho aperto un bar sulla spiaggia; non sparisco per un po'; non vado a fare il giro in moto del Che; non ho scritto una canzone.
Mentre tutto questo ha dei tempi di realizzazione piuttosto lunghi, una cosa che posso fare subito, in realtà, c'è...
"Vediamo: scalogno... c'è... olio, pepe, sale... ci sono... zucca e salvia... ci sono... cognac... c'è... riso, c'è... ok cominciamo"
Il massimo della mia espressione culinaria la raggiunsi quando preparai piada, prosciutto, pomodoro, insalata, mozzarella, mais, pepe e peperoncino. La piada, naturalmente, era precotta...
Ah, la gola...
Io al ristorante ci vado spesso e volentieri, e di solito non per una pizza... adoro i piatti sofisticati il giusto, ricchi di aromi, speziati in abbondanza. Ho sempre avuto un'invidia epidermica per i cuochi, questi peripatetici delle cucine, che non escono mai, neppure quando il piatto di punta riscuote gli applausi degli ospiti. Le poche volte che vengono richiamati fuori dalla loro tana di fornelli e cibo, sorridono, ringraziano, poi scappano via timidi come le marmotte, senza dir nulla perchè per loro ha già parlato il sapore...
Cose da fare: imparare a cucinare.
Manuela io l'adoro. Lei ha una pazienza biblica e l'entusiasmo dei bambini. Mai una volta che non trovi del buono nelle strambe idee che spesso, quando il buio scende, tiro fuori dalla mia mente malata.
"Voglio imparare a cucinare, Manu..." e lei non si tira indietro. Scopriamo un bell'elenco di ricette, scartiamo quelle con carne e pesce, perchè la roba, poi, buona o cattiva che sia, ce la mangiamo, e lei è vegetariana...
"Dai", mi dice con gli occhi sorridenti...
3, 2, 1, via...
Ok, io taglio lo scalogno e piango, tu metti a bollire l'acqua e prepara la zucca. Sono decisissimo, da grande mica voglio morire di fame se non trovo piada e prosciutto...
Taglia, taglia, taglia... lo scalogno è pronto. Mentre lei affetta la zucca, io stappo il vino e verso, con le lacrime agli occhi. Si, perchè mica lo sapevo che la cipolla fa davvero un effetto così....
"Mettici dell'acqua..."
"No, no... io 'st'esperienza mica l'avevo mai fatta... di piangere sulle cipolle, intendo... e quindi me la voglio godere fino all'ultima lacrima..."
Soffriggiamo due scalogni con la salvia per qualche minuto, poi togliamo la salvia e ci buttiamo dentro tre etti e un po' di zucca a dadini piccoli piccoli. Dopo diversi minuti trascorsi a mescolare e tracannare vino, ci buttiamo il riso e il cognac. Quando il cognac si asciuga, iniziamo a versare il brodo vegetale...
Il piatto è buonissimo. E' un inizio, in fondo le rare volte che ho toccato dei fornelli ne ho tirato fuori dei deliri...
L'idea è di continuare a provare. In queste sere d'inverno, tanto, mica ho più così voglia di star in giro fino a tardi per strade deserte...
Solo che... o impariamo ad essere più veloci, o il vino lo stappiamo dopo aver finito di cucinare. Perchè anche a sorseggiare, se stappi alle nove e ceni alle dieci e mezza...
