
Mentre esaurisco tutti gli arretrati che i 15 giorni di delirio per l'evento di cui vi ho parlato mi han lasciato sulla scrivania, una piccola riflessione polemica la voglio fare.
Nulla a che fare col libro o con il viaggio in camper, di cui parlerò di nuovo al più presto.
Premessa:
all'evento han partecipato circa 30.000 persone, atleti amatori provenienti sia dall'Italia che dall'estero. L'Ente organizzatore è riconosciuto anche in Europa, per le sue dimensioni e per le sue finalità. L'evento era patrocinato dalla Regione Emilia Romagna.
La riflessione:
L'Ente, la UISP, aveva invitato delegazioni di atleti da mezzo mondo, e molte di queste non hanno avuto grossi problemi a partecipare: Lituani, Finlandesi, Francesi, Messicani, Brasiliani etc...
E' successo invece che Algerini e Cubani non siano potuti venire. Perchè? Per i capricci delle ambasciate italiane, che han ritenuto di applicare in modo restrittivo la bellissima legge sull'immigrazione Bossi - Fini.
L'iter, tra l'altro rispettato, di questa ca**ta di legge vuole che vi sia un invito scritto da parte dell'organizzazione (fatto...), che le formalità burocratiche siano sottoscritte da un notaio (fatto, e non è gratuito...), che vengano versate le varie tasse, imposte, accise e che cavolo d'altro vi sia (fatto...).
Vien da dire: abbiamo rispettato la legge, giusto? Quindi è tutto a posto, no?
Certo, se non fosse che l'ambasciata ha rimandato discrezionalmente i visti a settembre...
Peccato, cari Bossi e Fini, che 'sta ca**o di manifestazione si svolgesse dal 20 giugno al 6 luglio...
Non capisco perchè ancora ci lascino girare il mondo tranquilli senza tirarci addosso delle secchiate di...
(mentre io trascrivo questo resoconto, trovato in un baule di quercia nei sotterranei di una torre d'avorio, Roby The Brain ha costruito un album fotografico per festeggiare il ventennale con i ragazzi che vi parteciparono, a quel viaggio. Aggiungerò l'indirizzo, ma per ora lo userò per trasformare questa narrazione in una sorta di Wiki-qualcosa)

Dove eravamo rimasti? Ah, sì, giusto: siamo rimasti alle 21.41, quando scatta una "rissa" territoriale all'interno dell'Enterprise. La "rissa" non ebbe conseguenze gravi, anche perchè in realtà non si tratto di una rissa vera e propria. Solo che...
Vi ricordate che durante il pomeriggio parigino Roby incocciò in un'auto facendo retromarcia? E che l'auto non si fece nulla? Ecco, l'auto non si fece nulla, ma la collisione con quel piccolo asteroide su ruote, aggiunto alle vibrazioni dovute ad un salto iperluce (130 kmh) in autostrada, qualche danno collaterale lo provocò.
Sono le 23.58 quando ci fermiamo in una piazzola di sosta a nord di Parigi. L'intenzione è di mangiare con calma e di controllare i cedimenti strutturali della nostra Enterprise. Così, nelle parole dell'equipaggio, si descrive quella notte:
"Ora abbiamo un paraurti nuovo in nastro adesivo, la panca in fondo riaggiustata a colla e facendo nuovi buchi per viti. Dobbiamo ancora lavare i piatti, siamo in una stazione in autostrada, abbiamo fatto la doccia per camionisti, Andy si è perso nei bagni, non abbiamo mangiato, il cacciavite s'è rotto, non ci resta che piangere..."
Si sente il dramma di questi cinque giovani uomini, in questa registrazione ingiallita, ma la disperazione non l'ebbe mai vinta sull'ottimismo di una crew disposta a tutto pur di arrivare in Danimarca.
E' l'8 settembre...

Lucio che ripara...
Reperto 3: un pezzo di camper Lollo che cerca di riparare la panca in fondo con colla e cacciavite...


La doccia per camionisti non è un luogo ameno. Certo, direte voi, è meglio del bagno 1x1 dell'Enterprise, in cui ogni piccola oscillazione provoca il rischio di una frattura. Ma nel bagno dell'Enterprise mica li incontri, certi camionisti inquietanti con i baffoni e la pancia da birra, alti uno e novanta per centotrenta chili.
Fatto sta che Andy si era portato le chiavi nella doccia e lì le ha smarrite. Provate ad immaginare la scena: 5 sbarbati chinati in terra a scrutare dovunque ed un camionista che vuol fare la doccia in pace prima di andare a nanna e dopo aver percorso 5.000 anni luce di autostrade.
E' mezzanotte. Aspettiamo. Mica avrà le branchie, no?
A mezzanotte e trenta, finalmente, le chiavi tornano...
In quella mezz'ora, sicuramente abbiamo filosofeggiato di qualcosa. Eravamo specialisti, in questo. Di notte, certe notti, andavamo a berci una birretta (sì, già allora...) al Bouillabaisse, un pub a Miramare di Rimini. Ricordo che la notte prima degli esami di maturità non è che fossimo preoccupatissimi. Fu così che ci presentammo, quella domenica sera, armati di libri e poca voglia di leggerli, al nostro amato locale e ci perdemmo in racconti e chiacchiere senza capo nè coda. Il giorno dopo ci presentammo a scuola... ma vabbè, questa è un'altra storia...
Quando ormai la sfuortuna sembra averci abbandonati, bastano 5 minuti per renderci conto che non è così. Lucio rovescia i piatti sporchi nel camper appena pulito. E' qui che mettiamo mano alla cannella dell'acqua e ricominciamo daccapo...

Lollo, io e Andy, lavando i piatti in autostrada...
Non so se questa fu l'ultima goccia. So che però decidemmo di partire in fretta e furia per Le Havre, senza guardarci indietro. E' ormai l'1.26 del mattino quando usciamo finalmente dall'autostrada. Ci stupiamo del congegno presente al casello: una specie di retino in cui far centro con gli spiccioli. Certamente, qualche domanda sorgeva: e se uno non ha gli spicci? E se volessimo il resto?
Gli spicci li avevamo. Giusti giusti. Non è che potessimo permetterci tanto di lasciar in giro denaro in più. Anche se succederà, almeno una volta...
Non so cosa accedde tra quel momento e le 2.40. A questo punto, però, era ora di dormire.
Avevo già accennato ai litigi tra Lucio e Lollo, vero? Sì, avevo già detto. Mica per nulla, è che sennò non riuscirei a farvi capire il perchè Lucio, completamente nudo come mamma l'ha fatto, stia correndo nel buio dell'autogrill in cui abbiamo parcheggiato, inseguito da un Lorenzo urlante armato di bastone: "te lo metto nel c...".
Non è una bella immagine, prima di andare a dormire...
E meno male che avevamo il nastro adesivo...
[continua: arriviamo a Etretat; un tossico cerca di scassinarci l'Enterprise...]
Prima che riprenda a scrivere, e prima che mi tuffi a 4 di spade nel letto, vista l'ora, una cosa la vorrei chiedere:
ma che ci han scritto di 'sto blog nel forum di italianelite.it, the world of warcraft (gioco che ho amato profondamente...), che mi son ritrovato mille mila visite provenienti dal topic n. 3810?
Dai, uno che me lo dica, che son curioso come una scimmia...
Sembra stupido per uno che ha fatto del tempo libero una necessità, ma son due giorni che corro in continuazione.
Rileggo il diario. Val la pena continuare. Solo che è ora di metter su qualche foto.
Parliamo di 20 anni fa, le digitali erano solo una fantasia. Lo scanner funziona, ora devo solo trasferire la carta sullo schermo.
Devo, assolutamente! Potrei non scannerizzare la multa che ci fecero a Parigi?
Non ho molto tempo.
Sono giorni intensi.
Perdono.
Domani recupero.
PS: manca veramente poco all'uscita del libro, e sento le gambe che mi cedono. No, non è vero. Solo un piccolo tuffo al cuore, quando ci penso.
PPS: al momento, mi han trasferito qua...
Mi son perso un po' per strada, lo so.
Capita a volte che nulla vada come deve andare.
Capita invece a volte che le mille cose che metti in piedi, anche solo per gioco, si trasformino in opportunità reali nel complesso flusso della tua vita.
Eccoli, i nodi che vengono al pettine.
Un lavoro strano, come base.
Un altro lavoro in potenza, come ufficio stampa.
Le scadenze con l'editore. Le scadenze con l'agenzia letteraria. (ma qui siamo nell'ambito del piacere)
Le scadenze con dei video che hai promesso di fare.
La promozione di eventi. Eventi che non tardano ad arrivare.
E poi, la tua vita. Disordinata, disorganizzata, come in un cazzo di film senza finale.
Adesso, stop!
Voglio raccontare una storia, voglio avere il tempo di farlo. Per me, non perchè qualcun altro se lo aspetta.
Cinque amici alla fine dell'estate della maturità. Un viaggio che attraversa tutta l'Europa, un'Europa senza euro, su su fino ad Arus, in Danimarca. Tante tappe, in quei diciannove giorni stupendi in cui cinque ragazzini ha scoperto il piacere della vita, il piacere dello stare insieme, il piacere del viaggio. Tante città varcate senza timore. Tante strade percorse senza paura. Sempre con un sorriso sulle labbra.
Ho qui, al mio fianco, il diario di quel viaggio. Minuto per minuto, ogni evento è stato raccolto nelle pagine di un quaderno a righe. Ed ora voglio raccontarlo anche a voi. Provando a romanzarlo, se mi è concesso.
Insomma, per citare Pennac, Ecco la storia.
Venerdì.
Torno a casa alle 2.15.
Ho un'idea per il nuovo video del Rockisland.
Mi metto al lavoro subito.
Faccio a pezzi decine di filmati, pronto a riunirli in una nuova creatura come un novello Frankenstein.
4.30, sono nel pieno delle mie sinapsi.
5.30, un bagliore leggero si intravede dalle finestre. Non ho sonno, sono concentrato su quel che sto facendo.
6.30, comincio ad assemblare i pezzi. L'idea prende forma. Fuori, esseri diurni riconquistano lentamente il mondo.
7.20. Il lavoro è finito. E' brutto, vorrei buttarlo e ricominciare. Ma fuori c'è il sole, perdo l'energia che mi regala la notte.
7.30. Decido di andare a dormire. Non ho sonno, ma non vorrei che il sole mi sorprendesse fuori dalla mia bara.
La notte, il buio. Il suo silenzio è adorabile. Nessuno che si intrometta tra me e i miei pensieri. Mi sento libero, completamente. Libero di dar spazio alla mia creatività da dilettante. Professionalmente lucido, come un chirurgo in sala operatoria.
Di giorno sono una persona come tante, presa dai problemi pragmatici della quotidianità.
Di notte sono Buio, colui che scrive, che pensa, che libera la mente per portarla oltre confine.
Due vite. Forse complementari, forse contrapposte. Non potrà essere sempre così, dovrò scegliere.
Per ora, spengo la luce...
Caro Blog,
scusa se ultimamente ti ho un po' trascurato. Mi son perso a guardare il cielo. Ho molte, troppe idee che frullano in testa, non riesco a fermarle. Il libro, il nuovo libro, il modo per risolvere il problema energetico mondiale, i video, le notti insonni...
Prometto che adesso mi calmo, e domani ricomincio a scrivere. Ho la storia di un viaggio, di cinque ragazzi appena diplomati che saltano su un camper per andare in Danimarca. Con tutte le disavventure che ne sono conseguite...
Domani, però. Che oggi ho da fare altro...
;P
PS: ho letto tempo fa che ci son state 80.000 persone al concerto degli "Amici di Maria" e 1.500.000 alla riesumazione di Padre Pio. Dov'è che ci si dimette da cittadino italiano?
Vista la giornata, sto pensando di metter mano al guardaroba per adattarlo alla stagione che sta incombendo...




Mi capita, a volte, di buttare un occhio alla situazione del mercato immobiliare. Così... non si sa mai che si trovi una bazza, quattro pareti buttate là, senza niente dentro, che le si può riempir di sogni.
Capita che sfogli una di quelle riviste specialistiche, e non avendo due soldi da spendere, cominci dal minimo, dai prezzi popolarissimi. Un appartamento potenzialmente appetibile ci sarebbe pure, pensi: 55 mq, non troppo lontano dal centro storico. Un po' piccolo, in verità, se decidi che non è che vuoi passare il resto dei tuoi giorni a far l'eremita solitario, ma è sempre meglio di niente. Al modico prezzo di 200.000 euro.
Non so, ci devo pensare. E' da un po' che vacillo tra l'idea del qui e i caraibi.
Chiudo la rivista. La giro. Leggo:
South Florida Investment Opportunities
Villa Ranch Style: 215 mq, da 3 a 5 camere, garage, patio, piscina, campo da golf in comune, vista sul lago. 235.000 euro
Villa con piscina, vista sul lago, campo da golf, 3 camere, garage 2 posti, 225 mq. 280.000 euro
Appartamento lusso, da 1 a 3 camere, sui canali interni, piscina, centro benessere, segreteria, attracco barca. Da 135.000 euro.
Ville 2 piani lusso, 280 mq, 4-6 camere da letto. Da 265.000 euro.
Chissà quanto costerà in Florida un normalissimo appartamento senza piscina, garage, centro benessere, finiture il lusso e vista mare, da 55 mq...?
Vabbè, giustamente San Giuliano di Rimini mica è Miami...

Eh, come dite? Nonono, non si tratta di diete o altro, anche se il periodo si presta...
Mi è capitato di pormi delle domande sul funzionamento della giustizia in 'sto paese, invece.
Mi sono sempre lamentato del fatto che molte, troppe persone la passassero liscia per il dilungarsi del processo. Troppi furbi che han speso bene i soldi con gli avvocati, come alcuni che gironzolano per le stanze del potere.
Prescrizione, si dice. Il processo finisce perchè il reato è a tempo, e scaduti i termini, tutti a casa con un nulla di fatto.
Se è vero questo, vi è un'altra faccia di questa giustizia imballata e lenta. Chi viene accusato e portato in aula, viene comunque giudicato (di solito male...) dall'opinione pubblica. Spesso si tratta di persone innocenti, che han dovuto subire lo zelo di qualche rancoroso con legale disposto a tutto pur di incassare la propria parte.
La prescrizione, in questo caso, chiude il processo, ma non riabilita del tutto la persona inquisita agli occhi della gente, persona che "si è salvata perchè son scaduti i termini".
Non sarebbe giusto, forse, che queste persone avessero la facoltà di chiedere la non prescrizione del processo, per poter far valere la propria innocenza?
Pensandoci bene, darebbe anche una bella scrematura tra chi innocente lo è davvero e chi invece lo si proclama in piazza...