Il viaggio...
Luglio 2002.
Piove. Tutto era pronto per la partenza, ma piove. Avevamo stipato il mio scooter di tutto quel che ci occorreva per un viaggio in Toscana.
Ma piove. Partire con una pioggia così in scooter, rischiando non solo di subirla nel viaggio di andata, ma pure durante la permanenza in città, sarebbe stata una follia.
Io e F. ci pensiamo un po' su, poi sganciamo il portapacchi stracolmo di abiti e lo carichiamo in auto.
Siena ci accoglie con sterminate vedute di campi in fiore di girasoli. F. ama i girasoli, ma anche se non li amasse, e se anche io non li amo più delle gardenie o delle margherite, quel panorama non potrebbe lasciarci indifferenti.
La strada si snoda tra colline dolci, senza strappi o curve improvvise, permettendo al nostro sguardo di viaggiare lontano senza rischi.
La fortuna ci aveva baciato. In quella settimana di brutto tempo sembrava quasi che il sole avesse deciso di fare un buco nelle nuvole per lasciarci godere di quei pochi giorni. In quell'anno, il mio amico German Scarone giocava a basket proprio là. Quando seppe che avremmo trascorso quel periodo a Siena, insistette perchè alloggiassimo in quella deliziosa villetta che la società gli aveva messo a disposizione, "tanto io sto a Rimini, quest'estate...".
Di luoghi belli, nei dintorni di Siena, ve ne sono veramente molti, e Siena stessa, nel periodo del Palio, assume tutti i colori delle sue contrade in guerra, le loro feste, i loro cori. Eppoi i toscani, popolo godereccio e allegro dalla parlata godereccia e allegra...
Montalcino, Montepulciano, Volterra, San Gimignano... E Monteriggioni, che ispirò Dante... non esiste borgo che non vorresti vedere, non esiste borgo che vorresti lasciare dopo esserci stato.
Di Siena rammento immagini meravigliose. L'amicizia con Scarone ci aprì molte porte inaspettate, di suoi amici e tifosi senesi che ci introdussero ai segreti del Palio, un anno intero di preparazione per pochi minuti di gara ed un altro anno intero di cori e sfottò...
Ma io non volevo raccontarvi il viaggio a Siena, quindi non lo farò.
La leggenda.
Volevo raccontarvi di Re Artù e della sua leggenda, perchè vicino a Siena c'è un luogo magico e misterioso che si lega incredibilmente con la saga dei Cavalieri della Tavola Rotonda.
Se uscite da Siena e vi dirigete a sud-est, seguendo la strada provinciale 73 bis, troverete l'indicazione per un piccolo paese. Si chiama Chiusdino. Chiedendo in giro, vi forniranno facilmente le indicazioni per arrivare all'Abbazia di San Galgano.
Perchè andare all'Abbazia di San Galgano? L'abbazia è ormai un rudere medievale, una cattedrale a cielo aperto. Bella, ma un rudere. E allora perchè andare a vedere quell'Abbazia?

Guardando l'ingresso dall'esterno, quello che incontrerete subito dopo aver posteggiato l'auto, volgete il vostro sguardo sulla sinistra. Vedrete una collinetta, in cima alla quale sorge una piccola costruzione, una specie di cappella.
Prendete il sentiero che la raggiunge, trattenete il fiato ed entrate in silenzio...
Nel lontano 1180, un uomo, un nobile della zona, Galgano, lasciò le armi per dedicarsi alla preghiera. La leggenda vuole che conficcasse la sua spada nel terreno in segno di rinuncia alla violenza.
Trattenete il fiato ed entrate in silenzio, perchè quella spada è ancora là, conficcata in una roccia di arturiana memoria, da cui nessuno è riuscito ad estrarla, dopo ottocento e rotti anni...

Il mistero... cos'è che rende il mistero tale?
Studiosi di varie università la stanno esaminando. Hanno quasi capito come ciò sia stato possibile, presto o tardi qualcuno ce lo dirà...
Ma quando ce lo diranno, il mistero non sarà più tale.
Il mistero ci attira, ci pone domande, ci stimola la fantasia. Io spero di non sapere mai cosa accadde quel giorno del 1180. Mi piace pensare che una forza magica abbia spalancato le rocce per permettere alla lama di conficcarvisi dentro, e che poi quella stessa magia abbia richiuso le rocce su di essa, perchè nessuno potesse violarla.
Quando un mistero muore, la fantasia muore. Resta solo la realtà, che però non ci attira più...
Meglio Merlino. E Morgana, naturalmente...