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Buio : la falsità, l'ipocrisia, la guerra; la musica universalmente inascoltabile, i libri universalmente illeggibili, i film universalmente inguardabili; i silenzi di alcune persone, le parole di altre; certa politica, le frasi fatte, la codardia; chi non sa assumersi responsabilità...

Luce : le persone semplici, il coraggio delle scelte, i pensieri complessi, la notte...

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La vita, l'Amore, la notte...

lunedì, 14 aprile 2008,ore 16:32


voto

Ci siamo.

O meglio, non ci siamo...

Sembra che il dato si attesti sui 40 del PD e 42 della PDL. Se è vero che alla Camera vi sarà un solo vincitore, al Senato si potrebbe tornare a quella situazione di pareggio sostanziale che non permetterebbe di governare.

Con chi me lo ha chiesto, questa situazione l'avevo già discussa un mese fa.

Troppo rinunciatario il leader della PDL, molto convincente quello del PD. La mia impressione è che si volesse arrivare a questo, per dar vita ad un Governo istituzionale, non politico, che avesse il compito di fare la riforma elettorale. Una riforma elettorale che decidesse il duopolio dei maggiori partiti italiani.

Ancora è presto, comunque, per discuterne. Vedremo stanotte, cosa succederà.

Di fronte a tanta bulimia politica, però, io resto per l'alternativa: un bel posto caldo ai tropici...

buio07
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lunedì, 17 marzo 2008,ore 18:46


sole

Arriva sempre un tempo in cui si sente il bisogno di rimettere in fila noi stessi. Accumuliamo talmente tante cose, ogni giorno, che abbiamo la necessità di chiudere la mente per un po', come quando si sogna, per riordinare le idee, i pensieri, selezionare quelli utili e scartare quelli inutili...

Da un po' non mi soffermo più su tutto questo. Stancamente mi trascino per le vie della vita, senza più chiedermi cosa vale la pena fare, quali sogni inseguire, quali profumi mi inebriano, quali colori mi eccitano, bloccato nel traffico delle informazioni che faccio sempre più fatica a decodificare.

Ho bisogno di una pausa.

Mi sento ammorbato da voci insistenti: "Vota me, che sono migliore...", "lavora, che ci sono scadenze da rispettare", "muoviti, che sei in ritardo...", "fai così, che è meglio...", "ricordati gli impegni che hai...".

Ho bisogno di una pausa.

Le voci che sento non mi danno il tempo di scegliere quali scartare. Arrivano tutte insieme, come un fiume in piena. Mi sveglio con l'ansia di dimenticare anche il più piccolo degli impegni della giornata.

In questo momento, sogno il silenzio. Silenzio di immagini e parole. Una radio spenta, che se ne stia lì ad aspettare che la riaccenda, al momento giusto, quando mi sentirò più libero di decidere quale stazione ascoltare, su quale frequenza soffermarmi.

Ho bisogno che sparisca quell'ansia.

Che torni a svegliarmi e a guardare se fuori c'è il sole, prima di ogni altra cosa.

 

buio07
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lunedì, 31 dicembre 2007,ore 17:52


Leggetelo o... lasciate che ve lo racconti io...

 

1 - 2 - 3 - 4 - 5 - 6 - 7 - 8 - 9 - 10 - 11 - 12

Numeri, numeri che scandiscono il passare del tempo.

Tutto è iniziato il primo di gennaio. Non dimentico che fossi con dei cari amici a Lenola, nel Lazio, a passare il capodanno, ma quel sms di auguri, appena bucata la mezzanotte, inviato a Ilaria - svanita, scomparsa, in viaggio - quel sms di auguri senza risposta avrebbe segnato i primi freddi - freddissimi! - mesi del 2007, lasciandomi in una solitudine amara, inaspettata. Così fu, e di quell'inverno ormai lontano ricordo solo questo: un sms, quell'unico sms spedito a mezzanotte e un minuto, senza risposta, preludio di un telefono che non avrebbe più squillato e di una neve fitta sui miei pensieri.

Ma non ci si può spegnere, nessuno ha il diritto di spegnermi, così ripresi in mano la mia vita, come avevo fatto altre volte, e ricominciai a correre.

La prima corsa doveva essere verso il Messico, quel magico mondo di fantasia, fermata da necessità e responsabilità che con riluttanza dovetti accettare.

La seconda corsa fu verso un altro mondo di fantasia, quello che si nasconde in ogni anfratto del mio cervello. Creare mondi, vite, eventi, è un gioco che mi porto dietro sin da bambino, ed allora eccomi lì, ancora a scrivere, a raccontare storie inventate di uomini e donne inventati. Ma non si può solo inventare, esiste anche la vita reale, che merita di essere raccontata come ogni altra. Così nacque Buio07. Buio07, perchè Buio e basta esisteva già. Per raccontare me e il modo in cui vedo il mondo, quel mondo che immagino ancora immerso in un crepuscolo medievale, nonostante ogni giorno provino a dirci che è tutto bellissimo.

Gennaio - febbraio - marzo - aprile - maggio. Dal freddo al caldo, un tepore dolce dal profumo di vita che ritorna sempre più intensa. Il rockisland che riapre, l'estate che avanza, il mare, le notti insonni. Manuela.

Manuela la conoscevo già. In realtà, io e lei avevamo iniziato un cammino a passo leggero già nell'estate del 2006. Solo che tutti noi abbiamo un passato che presto o tardi decide di farsi vivo, di interrompere le nostre sinapsi, di interferire col nostro futuro. Il passato è egoista, ci vuole tutti per se. Quelle orme sulla sabbia da quattro divennero due, e mi ritrovai a camminare da solo.

Fu allora che incontrai Ilaria. Guardavo il riflusso delle onde sulla spiaggia, in una solitaria passeggiata al tramonto, quando lei si parò davanti a me, chiedendo di farle compagnia fino all'alba.

Ma anche con lei il passato fu egoista, e decise di riprendersela.

Nel 2002 devo aver rotto uno specchio. Non uno specchio normale, uno specchio minore. Se avessi rotto uno specchio normale, avrei subìto i sette classici anni. Uno specchio minore, da cinque anni. Cinque anni in cui ho passato il capodanno immancabilmente da solo. Con gli amici, ma sentimentalmente solo. Non che non abbia avuto relazioni. Di relazioni ne ho avute molte, ma mai nessuna che avesse varcato il confine immaginario del tempo che passa, il 31 dicembre.

Giugno - luglio - agosto - settembre - ottobre - novembre - dicembre. Il tempo è passato, dove ho perduto Manuela ho trovato Ilaria, dove ho perduto Ilaria ho ritrovato Manuela. Di nuovo a camminare insieme, con un passato che forse a volte prova a tormentarci, ma che abbiamo imparato a deridere, perchè il futuro è più bello, la sfida tra la cupa realtà di fatti già successi e la fantasia su eventi ancora da costruire che riempie le nostre notti insonni è vinta in partenza.

Ed eccoci qua, felici in un abbraccio, a condividere sogni e speranze, ed ora che lo specchio minore ha perso la sua nefasta influenza, a varcare insieme la soglia temporale immaginaria tra oggi e domani.

Come spero sia per tutti voi.

Vi abbraccio con affetto.

buio07
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giovedì, 20 settembre 2007,ore 20:37




torta_nuziale
"Gli ho fatto un regalo..."

"Ma un mese fa disse che non voleva regali..."

"Sì, ma è un bel regalo. Abbiamo fatto una colletta e abbiamo comprato uno scatolone di libri, del genere che lui adora..."

"Due settimane fa gli volevo regalare un libro. Mi ha detto che non lo voleva, perchè non ha tempo. Eppoi gli si stanca la vista..."

"Robo..."

"Dimmi..."

"Mavafanculovà..."

E' sabato sera. Domani Lorenzo si sposa. Oddio, Lorenzo in realtà si è già sposato. Dieci minuti in Comune, i testimoni e una firma, giusto per formalità. Niente pranzo luculliano, nessuna folla, niente riso.

"L'addio al celibato non lo faccio. Però faccio il benvenuto al matrimonio, la sera dopo..."

Domani Lorenzo fa la festa di matrimonio, al Rockisland.

Io e Manu abbiamo passato tutto il pomeriggio a mettere insieme il regalo. Non amo andare a far shopping, tranne che nelle librerie e negli store informatici. Tra una Ram e un "La Cattedrale del Mare", ecco il mio shopping. Il regalo si è composto completamente all'interno di un paio di librerie e qualche cartolerie per il packaging.

Il bello del regalo? Il tempo insieme a Manu...

La festa è informale. Il Rockisland è chiuso al pubblico, dentro ci siamo solo noi: duecento invitati che si conoscono quasi tutti. Il buffet, le chiacchiere le foto... il pomeriggio passa senza clamore, con un divertimento sobrio nell'aria.

Ma appena inizia a scendere il buio, tutto si trasforma: la musica si alza, la gente accenna a ballare, Davide inizia i suoi monologhi. Scopriamo la bombola dell'elio per i palloncini. Avete mai provato ad aspirare l'elio e poi a parlare? Sembravamo tutti Paperino.

Lo sposo toglie la giacca e la camicia, infila un berrettino in testa, gli occhiali scuri, poi prende la chitarra e scarica un sol elettrico di cattiveria. La sera procede tra la musica dal vivo e gli applauso del pubblico.

Alla fine, questa è stata una bella festa di matrimonio.

Io non so se mi sposerò. Se dovessi fare una festa, la vorrei più o meno così.

Io non so se mi sposerò. Solo che se accadesse, l'unica cerimonia che mi viene in mente è noi due, i testimoni e una spiaggia caraibica bianchissima. Non so mica se trovo duecento amici disposti a prendere l'aereo per venire alla mia festa...
buio07
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martedì, 19 giugno 2007,ore 21:42




U2


A volte mi capita di essere un po' duro. A volte acido. Ci ho pensato, a 'sta cosa. Io credo che sia il caldo. Sì sì, deve essere il caldo. Non c'è altra spiegazione.

Dovermene star in casa perchè i posti che amo son chiusi, dopo essermi strafogato di lavoro tutto il giorno... Eppoi non c'è proprio nessuno in giro, in queste serate, degli amici, quelli veri.

Meno male che domani è mercoledì. Il Rockisland sta lassù, in cima al molo.
Lassù è ventilato, quasi ti devi mettere qualcosa addosso, perchè quando arriva la notte, rinfresca assai.

Eppoi domani ci son gli U2. Cioè, non gli U2 quelli veri. Ma la loro imitazione, sì. E questi qua son proprio bravi, a cantare le canzoni degli U2.

Li ho sempre amati, 'sti irlandesi. Ricordo quando a Bologna, a spasso sotto i portici tra una lezione e l'altra, mi fiondavo nei negozi di dischi a cercare i "Best Price", squattrinato come ogni studente che si rispetti, quando ancora il vinile era l'unico modo per ascoltare musica, quando ancora emule era un miraggio e i cd solo delle copie pacchiane senza cuore, senza graffi e anima. Hendrix, Vanilla Fudge, Bob Dylan, ma anche i Guns n' Roses... e gli U2...

Domani sera, mercoledì, potrò godermi il fresco, gli amici e la mia musica, lassù al Rockisland. Magari invitare qualche amica a cena, pesce e vino bianco, prima del concerto. E perchè no?

Il caldo mi piace, molto, ma rischia di darmi alla testa.

Con questo caldo possono pure venirti le visioni, sai?

Potresti iniziare a pensare davvero che il luogo in cui vivi non è che ti piaccia poi tanto.

Per cominciare, potresti credere che questo non è un paese libero come ti dicono in Tv. Che se lo vuoi, puoi davvero diventare qualcuno. E non stare a sentire, quando ti dicono che se non hai le amicizie giuste, non farai mai strada. Sono le idee, quelle che contano.

Sì, lo so cosa dicono. Ma finiamola con 'sta storia della massoneria, che tanto non è vero. Tu sragioni, se pensi che che il potere si divide in politico ed economico e che esiste una cupola che riunisce il meglio che qua si possa trovare.

Se tu le idee le hai giuste, puoi arrivare dovunque. In fondo, è il popolo che decide, come in una vera democrazia, no? Sei tu che voti, mica loro che ti dicono per chi votare...

Sicuramente è il caldo, poi, che ti fa vedere la gente così, disinteressata di tutto, egoista ed egocentrica, affezionata al proprio conto in banca e alla bella trasmissione dei pacchi. Come, quale? Ma dai, quella sulla Rai... Non mi dire che non la segui...

Vedi come sei? Vuoi essere anticonformista a tutti i costi...

Ma dai, che non ci credo che non ti interessa....
E... vediamo, allora. Cos'è che ti interessa, a te?

Lo sapevo, ne ero certo... Goditi gli U2 e non pensare, che poi giovedì è un altro giorno...


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giovedì, 17 maggio 2007,ore 02:25


Giorno 10: 78 kg ca...

"Attenzione, l'utente da lei chiamato
non è al momento raggiungibile..."


E' un lunedì. La festa della Bacardi sta iniziando solo adesso. Ci sono, come sempre. Io non ho rimpianti, non ho fantasmi da portarmi a letto. Io mi diverto, ogni occasione è quella giusta per farlo.
Paolo arriva, mi lancia un oggetto da lontano. D'istinto alzo il braccio per proteggermi. L'oggetto è una semplice parrucca verde, simbolo della serata, ma l'istinto è l'istinto. Alzo il braccio destro, alla fine del quale c'è la mia mano, che forte tiene una birra piena. Alzo il braccio e la birra vola su Lorenzo. Un po', qualche goccia...

<<Ti ho chiamato, oggi>> mi dice Paolo.
<<Ero in ufficio, fino alle sei>>
<<Ti ho chiamato, dopo. Avevo bisogno di una cosa...>>
<<Mi spiace, ho la batteria finita...>>

Ci ho pensato, a 'sta cosa. Perchè dovrei essere reperibile sempre?

Da tre giorni ho spento il cellulare. Da tre giorni non guardo la posta elettronica. Da tre giorni mi sento meglio...

Non mi va. E' permesso?

Sì! Cavolo, sì!

Io ho un problema di comunicazione. Un problema evidente. Ma forse non ce l'ho io, il problema.

Chi vuole trovarmi, sa come farlo. In ufficio, durante gli orari d'ufficio. Più o meno...
Gli amici che mi cercano, sanno dove trovarmi, la sera...
Eppoi, dov'è finito quel romanticismo di un biglietto lasciato sotto il tergicristallo dell'auto, o di una lettera anonima scritta a mano...? Queste son le cose che mi mancano, non il cellulare

Ho smesso di usarlo, da tre giorni ad oggi.

Io odio essere contattato con un messaggio. Odio essere contattato via telefono. Odio essere contattato via posta elettronica. Io amo le persone che, quando devono dirmi qualcosa, me lo dicono guardandomi negli occhi. Mica mordo, dal vivo...

Spesso sembra un obbligo essere presente sempre, comunque.
<<Son due giorni che ti chiamo...>>
<<Chiama più forte...>>

Io, da domenica sera, non esisto più... Ho spento il mio cellulare, ho smesso di leggere la posta elettronica, sono tornato agli anni '80, quando nulla di tutto ciò esisteva.

Le persone che han voglia di vedermi, o di parlarmi, sanno dove trovarmi. Chi non ne ha voglia, non ha l'obbligo di farlo. E viceversa...

Sono stanco di dialogare con uno schermo luminoso. Quasi non ricordo più nemmeno i volti delle persone che mi scrivono.

Ho giocato molte volte con i miei sms, con le mie mail, ma tutto questo non mi ha dato nulla. Perchè le parole di una persona non valgono nulla se non puoi guardarla negli occhi, se non puoi ascoltare il tono che usa, mentre certe parole te le dice. Se non puoi carpire la verità o la menzogna, l'ironia o la serietà, da un gesto, da uno sguardo, da un sorriso...

Mi arrendo. Spengo ogni cosa che non mi conceda di poter cogliere il senso di una parola, di un pensiero...

Sono quieto, tranquillo. La mia serenità è stata una conquista, per questo spengo ogni via virtuale per trovarmi. Non voglio essere trovato, non in questo modo inutile. Un sms, un messaggio di posta, sono solo il tramite tra la mia serenità e il nulla.

Per il resto, torno a scrivere i miei libri, a leggere, ad andare a pesca, a correre con la mia bici, o la moto. Gli unici modi che ho per fuggire da una realtà fatta di stereotipi, di standard da raggiungere, di obiettivi da conseguire. Una realtà da cui mi sento un po' alieno...

buio07
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sabato, 21 aprile 2007,ore 03:24


La siesta

Io ne avevo già accennato, al piano B, quando ho (s)ragionato sul suicidio. In quel post dicevo che la vita è fatta di un piano A, che è un piano standard, che sta nella vita di ognuno di noi. Studio, lavoro, famiglia...

Il problema nasce quando le cose non vanno come previsto, e allora ti trovi davanti a delle scelte, che nei casi peggiori, la non scelta, culminano col suicidio.

Beh, le cose non vanno come previsto più spesso di quanto uno creda, e dal piano A si passa la piano B, l'alternativa. Come? Boh? Il piano B non è standard, deve essere costruito su misura: da un concetto di vita standard si passa ad un concetto di vita... come la vorremmo veramente.

Io ci ho pensato a lungo, al mio piano B.

Come la vorrei, la mia vita? Di sicuro, diversa da adesso. Non è che stia male, in verità, solo che... non ci vedo l'allegria che avrei sperato. Sento sempre gente che parla di lavoro, dei problemi, dei casini della vita familiare. Nessuno mai che esordisca con un semplice: sono la persona più felice del mondo!

E allora mi sono posto una domanda: perchè i centro - sudamericani che vivono in Italia ad un certo punto se ne tornano a casa loro? Tornano in paesi che nella nostra definizione standard sono "poveri"?

Forse la povertà/ricchezza non si misura in denaro. Almeno io non la misuro in denaro. Ci sono un sacco di altre cose per cui ci si può considerare ricchi.

Io ci ho pensato a lungo, al mio piano B.

Ho iniziato a pensarci dopo aver trovato un vuoto infinito in molte persone che ho frequentato negli ultimi 15 anni: la vita, qui, è diventata un'ossessione, fatta di obiettivi in una scala di valori sempre crescente, di status symbols, dell'erba verde del vicino. Di invidie e sogni infranti. Di cuori spezzati che non sanno più riprendersi. Di persone che preferiscono scappare, piuttosto che affrontare le responsabilità. Che di punto in bianco svaniscono, per poi tornare dopo mesi o anni e pretendere che a qualcosa di più profondo si sia sostituita un'amicizia superficiale. Senza l'obbligo di dar spiegazioni.

Quante ne ho sentite, di queste storie... Di persone, donne o uomini, che hanno coperto il loro male di vivere con l'indifferenza, l'arroganza di far valere un diritto che hanno perso: il diritto di incidere sulla vita delle persone che hanno... "amato".

Ed io, di queste cose, non ne ho bisogno.

Il mio piano B è semplice: centro - sudamerica. Messico, in primis.

Messico perchè so dove andare. Playa del Carmen sarebbe l'ideale. Ad Holbox però conosco una persona, con la quale potrei decidere di dar vita a qualcosa, giusto per partire. Poi nulla vieta di mollare tutto e di spostarmi a Cuba, Santo Domingo, Venezuela, Brasile. In fondo è tutto là: e come dire che domani dall'Italia mi trasferisco a Parigi, o Londra, o Praga...

Qual'è il luogo giusto? Per me, dove la gente riesce a sorridere nonostante la vita non gli sorrida. Almeno non gli sorrida come lo intendiamo noi, perchè in realtà hanno tutto ciò di cui hanno bisogno. Veramente bisogno...

Per quanto possa scrivere di coloro che ho amato, di Ilaria per prima, restare mi svuota, ogni giorno di più. I messaggi che arrivano sono devastanti. Se lo stile di vita deve essere comparato con "basura" (immondizia) come il Grande Fratello, o Amici di Maria, meglio iniziare a pensarci, a un piano B.

E se il mio piano B si è interrotto solo per vedere cosa sarebbe accaduto con lei, non significa che si sia interrotto per sempre. Devo solo decidere una data. Non la dico, ma in testa l'ho già :-)

Ilaria ora non c'è, e penso che non tornerà. Dopo un viaggio così lungo non si torna mai... Lo so bene, io che di questi viaggi ne ho fatti tanti. E di persone capaci di stupirmi ne ho incontrate veramente poche.

Mi restano comunque i sogni. Quelli non se ne vanno mai. E sono loro che mi aiutano a vivere bene...

Per ora, credo che tra domenica e lunedì sarò a Roma, una città che amo. Una aperitivo al Wine Time, la serata al Baja, a salutare amici. In fondo, Rimini è qui, e non si muove. E continuerà ad esserci anche quando avrò solcato l'Oceano. Oceano che solcherò se nulla accadrà prima che io abbia deciso di farlo...
buio07
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venerdì, 02 marzo 2007,ore 02:10


Stasera mi gira male. Ma male male male! Ho ricevuto una brutta notizia, una pessima notizia. Per motivi superiori, il mio Messico è rimandato a tempi da definire. Non è sceso giù Dio, a dirmelo, no. Solo che qualcuno mi ha comunicato che la mia presenza qui è decisiva, nel prossimo futuro. Responsabilità, dicono. Ok, sono responsabile. Resto. Ma con beneficio di inventario. Tradotto, se non ne posso più, mollo tutto, ma proprio tutto, e vado via. Era importante, per me, andare. Era necessario. Il Messico è la mia droga, il mio cocktail di droghe:
- Il caldo, la mia marijuana;
- La gente, la mia extasy;
- Il mare cristalino, la mia eroina;
Io non necessito di droghe reali, se non queste. Mi emoziono davanti ad un quadro, una scultura, una costruzione Maya, un panorama, una foresta, uno specchio d'acqua. Avevo il mio viaggio:
Campeche, Palenque, San Cristobal, Campeche, Merida, Villadolid, Tulum, Playa del Carmen, Holbox, Cancun. Tutto pronto, e non posso andare. Dio, quanto odio questo sistema impositivo. Claro che mi gira male perchè la decisione non è in mano mia, ma qualcuno me la chiede fortemente. Mi dice che se voglio posso andare, ma...
Certo che voglio andare. E magari non tornare. Ma...
Ma devo restare, per responsabilità. "Me ne vado in settembre... Posso?" "Vediamo..."
Allora segnatelo in agenda: tra un anno di me ti lascio solo una foto, così risolviamo il problema. Dopo, se mi vuoi vedere, vieni tu a cercarmi a 11.000 km di distanza.
Cavolo, questa discussione apre un mondo nuovo di interrogativi: perchè dovrei restare? Faccio la conta. A cosa rinuncio, se parto?
...
Appunto, poco o niente.
Altri interrogativi.
Il problema di fondo sta nella capacità delle persone che ho incontrato di trovare il coraggio di essere coerenti non fino in fondo, ma proprio all'inizio. Hai qualcosa da dirmi? Dimmela, avanti. Non sono mica idiota... Mica ti pesto a sangue... Non sono un violento. Ti ascolto, punto. Ma questo fa più paura...
Persone che mi hanno detto in faccia quello che pensavano:
- Fra: "Io non ti amo più". Grandissima. L'adoro, questa ragazza. Dovevo anche sposarla, ma fa niente. Tutta la mia stima.
- M.A.: "Ma io e te, cosa stiamo insieme a fare?". Leggendaria. Le ho risposto: "Cavolo, hai ragione! Io e te non abbiamo senso". La strizzo come un agrume, quando la vedo.
Io odio quelli/e che le cose te le vogliono far capire. Non sono stupido, le cose le capisco. Ma ti aspetto. Aspetto che tu venga lì, davanti a me, a dire quello che pensi. Perchè poi ti rispondo. Ma so che non hai abbastanza fegato, per ascoltare la mia risposta.
Diciamolo pure, non sono tenero, se decidi di startene là, a distanza, ad aspettare che il tempo faccia il suo corso. Per me il tempo che passa non ha valore, in questo caso, e dopo dieci anni posso sempre permettermi di chiedere: "Perchè?".
Poi i/le peggiori sono coloro che non solo te le vogliono far capire, ma compiono gesti inenarrabili.
"Ho fatto questa cosa..."
"... perchè?..."
"non lo so..."
"ma come cazzo fai a non saperlo, chiedo io? Eri impasticcato/a?"
"Adesso lo so cosa pensi di me..."
"Cosa vuoi che pensi? Che sei un/a cretino/a, che i due neuroni che ti son rimasti nel cervello in mezzo hanno la nebbia della Val Padana. Guarda, questa è la mia strada, quella è la tua, e va in un'altra direzione. Prendi e vai. Ciuff ciuff, io sono il trenino che, in questo caso, non ripassa..."
Questi/e li/e schivo, se me ne accorgo subito, perchè sarebbe solo un perdere del tempo. Vuoti a perdere. D'altra parte, cosa dovrei dire?
"Ti capisco...."?
Ma vai, dai. Studia e ripassa a settembre, quando sei cresciuto/a e riesci a mettere in fila due pensieri coerenti. O scopri di avere un po' di coraggio. Alla larga, finchè non l'hai capita. Il concetto di "comprometterti" e "rischiare di perdere" lo trovi sul vocabolario.

Ok, ok. Oggi mi gira male. Sono un po' acido, lo ammetto. Eppure, per farmi perdere la pazienza devi proprio metterti d'impegno. Capita raramente, ma quando capita divento intrattabile. Quindi, per almeno una settimana, forse due, forse di più, sarò totalmente intrattabile! Alla larga tutti, non rispondo di me!

No, non dovevano togliermi il Mex. Tutto, ma non questo! Avevo una storia da raccontare, durante il viaggio. La ricerca di Ilaria, una delle poche cose buone che mi sono capitate da qualche anno a questa parte, mescolata alla ricerca dei miei sogni. So che l'avrei incontrata sotto una quercia, a San Cristobal; so che avrebbe ballato per me sulla spiaggia di Playa del Carmen. So che sarei partito alla sua ricerca, verso Madrid, dove qualcuno l'ha incontrata immobile per interminabili minuti, a guardare il "Guernica" di Picasso, e l'avrei inseguita fino a Granada, il luogo che ama. L'avrei cercata per sempre, se fosse stato necessario, per scavarle dentro e toglierle il dolore. So che sarei tornato qui, perchè una volta mi disse: "Sono a casa. Ma faccio fatica a definire questo luogo 'casa', perchè, da quando sei comparso nella mia vita, 'casa' è dove sei tu". Lei è Poesia. E 'casa' per me, da allora, è dove è lei.

"Se non parto, compro un Ak47 e faccio una strage", avevo detto.

Qualcuno sa dove posso comprare un Ak47?

______________________________________________________________

A chi non sa cosa vuole...

Canto del Vuoto
(Ustamamò)

Lasciar passare sorvolare
perdere tempo e non cercare
non si sa poi bene cosa
 
Tempi infiniti a guardare
le nubi soffici e leggere
tempeste che ritardano a scoppiare
 
Meglio svanire in questa indefinita età
a immaginare quello che potrebbe essere
Meglio sperare nella propria identità
Che compromettersi per poi sbagliare e perdere
 
Come non potere più spiegare
ali che non servono a volare
sogni che non sogna mai nessuno
modi di pensare questa vita
Come non potere più aspettare
cose che ritardano a venire
lenti mutamenti di stagione
una qualche verità
 
Ora persi nel mare profondo
ora in alto a sfiorare le cime
abbracciati al tempo che passa
aspettando una buona ragione
 
Lasciarsi andare dondolare
e continuare a galleggiare
scivolando sulle cose
Abbandonati a immaginare
un'altra strada da seguire
lasciando quel che resta sempre uguale
 
Come non potere più spiegare
ali che non servono a volare
sogni che non sogna mai nessuno
modi di pensare questa vita
Come non potere più aspettare
cose che ritardano a venire
lenti mutamenti di stagione
una qualche verità
 
Ora persi nel mare profondo
ora in alto a sfiorare le cime
abbracciati al tempo che passa
aspettando una buona ragione
 
 
buio07
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categoria : pensieri liberi, messico e nuvole


mercoledì, 21 febbraio 2007,ore 17:37


Due anni fa, nel 2005, un amico mi convinse ad andare in vacanza in Messico. Se ne parla sempre, di questo luogo mistico, della sua storia, della sua gente, ma avevo l'animo talmente a terra che avrei preferito le fredde distese della steppa siberiana. In fondo, pensai, non mi farà male staccare un po' da tutto. Accettai. Quel viaggio, posso dire adesso, mi ha segnato. E' vero che quei quindici giorni li passammo tutti a Playa del Carmen, salvo qualche estemporanea uscita a Tulum, Xelha (meravigliosa) e Cancun (il Coco Bongo merita di essere visto), ma in quel tempo mi sono potuto rendere conto di come la gente affronti diversamente la vita. Non c'è fretta, in quel luogo, tutto si svolge al rallentatore, e la frenesia che mi ero portato dall'Italia è scivolata via nell'indifferenza di tutti. Nel momento in cui appoggi il piede a terra (e passi la dogana), tutti diventano "amici". Non amici perchè porti con te moneta pregiata, ma perchè è così. Mi son visto offrire da bere da perfetti sconosciuti solo perchè pochi minuti prima ci avevo scambiato una battuta. Baristi, camerieri, persone comuni: basta un cenno, una parola, nessuno si volta dall'altra parte. Si fermano, parlano, ti raccontano. Non ti chiedono nulla. Al ritorno ero letteralmente rinato.

V Avenida 2005V Avenida

<<Prova ad immaginare come potrebbe essere vivere qui. Apri qualcosa, quel tanto che basta per vivere bene, e ti godi la vita. Poi, vecchio, ti siedi sotto una palma e ti bevi una sorsata di Sol. E mentre ti gusti i pellicani che si tuffano nell'oceano cristallino al tramonto, un uomo della tua età, con la pelle arrossata, si ferma e ti guarda. Riconosci in lui un vecchio amico che hai perso di vista quando ti sei trasferito in Messico. Ti saluta e comicia a parlare:
- Ma guardati. E' questo ciò che hai fatto della tua vita? Avevi una laurea, eri uno in gamba, ed hai mollato tutto. Io, invece, sono rimasto in Italia. Ho lavorato duro, a volte trascurando gli affetti, ed alla fine ho costruito un impero. Oggi ho più denaro di quel che potrò mai spendere, una moglie, dei figli col futuro assicurato... Tu, invece, cosa ne hai fatto della tua vita? L'hai passata all'ombra di una palma a bere birra, guardando il culo delle donne che passano o i pellicani che si tuffano nell'oceano al tramonto, ed ora questo è tutto quello che ti resta...
Tu lo gurdi sorridendo, ci pensi un attimo e rispondi soddisfatto:
- ...Sì...>>

Chi mi raccontava questa storia poi ha avuto un magnifico maschietto ed ha aggiunto: <<Tu intanto vai avanti, io ti raggiungo tra 18 anni...>>

Se tutto va bene, tra meno di due settimane sarò in viaggio di nuovo. Parto alla ricerca di Ilaria, la ragazza che sorride. Si dice l'abbiano incontrata tra lo Yucatan ed il Chiapas, diretta a San Cristobal. Ma il resto di questa storia la racconterò direttamente da laggiù.

buio07
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