So che non vi frega una mazza ;P, ma in caso qualcuno l'avesse voluta sentire e non ci fosse riuscito...
Intervista a San Marino RTV

(foto by Cinzia D. - Presentazione del 28 giugno
Mucho Macho di Rimini)
Finalmente è andata.
Quindici giorni a 14 ore al giorno a sbattersi perchè l'evento riuscisse bene. Peccato che non sia venuto così bene... Pazienza. Mica è colpa mia...
Comunque, nel frattempo mi hanno avvisato che l'intervista a RTV San Marino andrà in onda oggi stesso alle 17.45 (su 102.7, per chi fosse della zona)
Nonostante gli impegni enormi di questo periodo, sono riuscito a farmi inserire in una rivista a grandissima distribuzione gratuita, diffusissima e letta da molti in Romagna. Italia Notte, anzi l'inserto di Italia Notte, cioè Riviera In, rintracciabile in moltissimi locali notturni.
Devo dire che han fatto un gran bel lavoro, a cominciare dall'impaginazione...
Ora ne devo trovare qualcuna per gli archivi di editore e agenzia. Non credo sarà un problema.
Insomma, qualche fiume di parole solo per dire "Eccomi, sono tornato, più tranquillo e determinato che mai"
E mi prudono i polpastrelli...
Non ricordo se l'ho detto, la mia memoria mi frega un po' in 'sti giorni. Comunque volevo raccontarvi come è andata la presentazione de "Il Soldato Perfetto". Anzi, anche no. Ve la lascio raccontare da chi vi ha partecipato con me, visto che l'han già fatto e molto bene:
Mentre la festa UISP - Rimini 2008 si avvia al gran finale della Notte Rosa del 5 luglio, io procedo a correre dalla mattina alla notte, con una densità di impegni che da un po' non ricordavo più.
Oltre all'evento, infatti, la promozione del libro si intensifica.
Sabato 28, il Girolibro a Rimini, una presentazione itinerante in luoghi molto conosciuti della mia città, di cui potrete leggere qui.
Il primo luglio, mese del mio compleanno (lo scrivo, che sennò me ne dimentico...), intervista a RTV San Marino + intervista per un paio di riviste locali.
Come suggerito da persone più esperte di me, visto che la distribuzione deve affrontare tutte le difficoltà editoriali del caso (ma chi è questo, un esordiente, no non prendo nulla grazie, etc...), le vie con cui voi mi potete aiutare sono:
Stressare l'anima ai librai della vostra città: "Ciao, cell'hai Il Soldato Perfetto? No? Come mai? Nell'altra libreria l'avevano, ma è finito..." (sì, perchè anche la finzione aiuta la realtà)
Entrare nei siti vendita book online e lasciare un commento sul libro (anche falso, se l'avete letto e non vi è proprio piaciuto...), qui (http://www.webster.it/libri-soldato_perfetto_gaudi_iuri_neftasia-9788860380227.htm), o qui (http://www.qlibri.it/narrativa-italiana/gialli,-thriller,-horror/il-soldato-perfetto/), o qui (http://www.ibs.it/code/9788860380227/gaudi-iuri/soldato-perfetto.html)...
Me la date una mano? Dai, che non vi costa niente...
Così poi posso smettere di correre come un pazzo e posso ricominciare a scrivere nel blog...
Uff, fare lo scrittore esordiente è proprio un casino... ;P
Sono a pezzi. Piccoli piccoli, tra l'altro.
Sto seguendo dal punta di vista promozionale questo benedetto evento, che mi succhia il sangue da giorni. Sabato un'altra presentazione del libro, che si sovrappone a tutto il resto.
Resisto. Pensando anche che finalmente pure IBS se n'è accorta...
Doccia, poi torno in darsena a seguire la serata...
Ma si potrà?
Perdonatemi, ma mentre aspetto di riprendere a raccontare del viaggio, ne approfitto per fare un piccolo spot, magari per coloro che passano di qua casualmente. Lo metterò e lo toglierò ad ogni pausa di scrittura, per il mese di giugno.
Tutto considerato, ci tengo a 'sto libro, e dopo averlo dovuto rileggere per correggere gli ultimi errori prima della stampa, anche se cambierei/aggiungerei tante cose, non mi dispiace. E devo tener conto che dietro di me c'è un buon editore, ma non è che possa investire migliaia di euro per promuovermi...
Quindi...
Sono stato creato per essere perfetto.
Non voglio essere perfetto.
Voglio essere libero.
Trama
(così come l'han scritta sulla copertina...)
Futuro prossimo venturo. L’Europa è un’unica grande confederazione di Stati in cui uomini senza scrupoli manovrano le vite di intere popolazioni, seminando odio, guerra e distruzione. In una base segreta dispersa nelle Alpi, un gruppo di giovani soldati viene iniziato alla guerra tecnologica, alle armi più potenti e avanzate. Tra di loro c’è un uomo speciale, un soldato perfetto, invincibile e spietato. Sarà la sua recondita umanità, conservata nonostante addestramenti e condizionamenti psicologici, a portarlo alla fuga e a intraprendere la sua personale guerra contro chi l’ha fatto diventare ciò che è. Un avvincente technical thriller, una trascinante lettura, uno sguardo spietato sulle ambiguità dell’animo umano.

Iniziamo la giornata alle 9 circa. Quel che vediamo aprendo le tapparelle è un leit motiv del nostro viaggio: la piazzola dell’autogrill che ci ha ospitato per la notte. Facciamo colazione sotto un cielo plumbeo, circondati dalla foschia. Lucio non lo dice, ma mica si è ripreso dalla caduta della notte prima dal suo loculo, rinominato dalla truppa “la tana della scimmia”. Lo capiamo dal fatto che rovescia tutto il caffè nell’area di sosta. Imperdonabile, quello spreco.
Alle 10.08 siamo a Lille. Sto guidando io, mentre ci troviamo ad un incrocio con una segnaletica mai vista prima: un semaforo col suo rosso, il giallo, il verde e poi un altro verde, con uno strano disegno. Comprendo quando è troppo tardi: sto attraversando i binari del tram, nel momento in cui il tram ha il verde, ma soprattutto nel momento in cui il tram è a pochi metri dall’Enterprise. Siamo giovani, meno male. I riflessi sono buoni, così con una buona accelerata coperta da un urlo usciamo dalla zona pericolo.
Sono le 11.00 quando superiamo la frontiera belga. Il franco belga valeva, alla data di cui sto scrivendo, ben 36 lire. Sono stato deposto dal mio ruolo di pilota – lo si vede dal fatto che la calligrafia sul documento di viaggio, in questo momento, è la mia – a favore di Lucio. Avremmo dovuto ripensare a quel che era accaduto e renderci conto che probabilmente non era in grado di guidare: la caduta, il caffè...
Lo lasciammo fare, ignari di quel che sarebbe successo in seguito. Sono le 13.00 quando il nostro Mr Spork azzarda una manovra scaraventando un motociclista in mezzo alla carreggiata. In questi casi, essendo ospiti in un paese straniero, la cosa più logica da fare sarebbe chiedere scusa. All’occhiataccia del malcapitato, invece, Lucio diede sfoggio di tutta la sua diplomazia, chiedendogli gentilmente: “Cazzo vòi?!” (Traduzione Vulcaniano/Italiano: “In cosa posso esserle utile?”)
Il povero conducente del mezzo a due ruote, dopo aver letto la targa dell’astronave, decide di battere in ritirata. In realtà non credo sia fuggito a causa della targa. Penso vi siano delle concause di cui tenere conto, tipo l’abbigliamento del nostro Spork, che di certo non lo ha favorito nello scambio culturale...

Finalmente decidiamo di fermarci a mangiare. Per una volta, scegliamo una vista più amena che ci accompagni durante le libagioni. È lì che ci ammicca, quel magnifico luogo, mentre io rimesto nel sugo sotto le sapienti direttive di Andy. Certamente, avremmo potuto cercare un parco dove fermarci. O un monumento, un panorama, qualsiasi cosa per rifarci delle tante volte che abbiamo mangiato per strade sporche di periferia. Ma visto che eravamo a Bruxelles, in Belgio, uno dei pochi paesi europei ancora monarchici, perché non dall’altro lato della strada rispetto all’ingresso del Palazzo Reale...

Quando gli spaghetti sono cotti, Andy lancia una proposta provocatoria: “Andiamo a scolare la pasta sotto la stanza del Re?”
Passano davvero pochi minuti a che un poliziotto bussi alla nostra porta in vetroresina, invitandoci a spostarci. Gli facciamo cenno di aver capito, poi uno di noi, quello che parla francese, gli spiega che “finiamo di pranzare, poi andiamo, eh?”
Ora, noi a Bruxelles c’eravamo passati solo per vedere questo:

Seppur delusi dalla pessima manutenzione di questo simbolo conosciuto in tutto il mondo (sembrava una discarica...), pensiamo di rifarci visitando la capitale belga. Eravamo certi di trovare qualche punto di interesse, portandoci nel centro città. Le solite cose: palazzi storici, statue, musei, fontane... Ci pensò un’emigrante italiana a spegnere i nostri entusiasmi, raccontandoci di che luogo triste fosse quella metropoli. In effetti, non ci piacque...
Dovevamo restare fino al giorno dopo, prima di riprendere verso nord, ma ci vollero appena 4 ore e 23 minuti per decidere di ripartire. In quelle quattro ore facemmo tutto l’indispensabile: prendemmo la metropolitana senza pagare, prelevammo cartoline ricordo senza pagare, Lucio incrementò la propria collezione di stemmini di stoffa. Senza pagare.
Mentre Mr Spork gongola al pensiero che il sottocamper è pieno, alle 19.35 lasciamo la città senza grossi rimpianti, verso un’ignota destinazione notturna. Ci imbattiamo casualmente in un luogo che da tutti è conosciuto come la Caporetto di Napoleone, la caduta di un impero, cioè Waterloo.
[parentesi]
Adesso, proprio da tutti no. C’e stato quel manager Telecom che qualche settimana fa la descrisse come il capolavoro strategico di Napoleone. Forse, nel corso di formazione che stava tenendo per i dirigenti, l’intento era quello di motivarli richiamando un grande successo di un leader storico, ma a me viene un solo pensiero: sarà per questo che Telecom ha tutti ‘sti problemi...?
[/parentesi]
“Paura e delirio a Waterloo”

Lollo guida a modo suo, gridandoci schizofrenicamente: “alla vostra destra, un parco; alla vostra sinistra, una statua; davanti a voi, un palazzo...”.
Dopo 13 minuti di delirio stradale, ha già bruciato altri due rossi.
4 minuti dopo, un altro.
Vede una bella ragazza e le fa un cenno, a cui lei, ingenuamente, risponde salutando.
Lollo, con gli ormoni in subbuglio, rallenta, si ferma e l’aspetta.
Lei, spaventata, sale su una moto che riparte veloce. Ma appena supera l’Enterprise, il nostro mentalmente - e momentaneamente - insano pilota si lancia in un inseguimento senza tregua, bruciando un altro rosso e suonando il clacson come se avesse un moribondo a bordo.
L’inseguimento termina quando, pochi minuti dopo, nota due belle autostoppiste dall’altro lato della strada. In mezzo ad un incrocio, inverte improvvisamente a U, mentre Lucio, affacciato al finestrino, si sbraccia e sorride in fase di avvicinamento fuori dal finestrino. Una volta affiancate, il nostro addetto al cesso otturato chiede cortesemente dove vogliono andare, e loro indicano la direzione opposta.
Ma c'era da aspettarsi una risposta diversa?
Sarebbe sufficiente per chiunque, questo poco velato diniego, ma Lollo le invita a salire lo stesso, senza preoccuparsi dei nostri risparmi che nel frattempo si disperdono in gasolio bruciato. Al loro rifiuto, il nostro pilota se la prende con l’abbigliamento del copilota, reo, a suo modo di vedere, di averle intimorite a causa del look. Gli strappa di testa il berrettino del Bandiera Gialla e lo butta dal finestrino, per poi ripartire di scatto.
Ripensandoci, non so di chi dei due fu la causa, ma il look c’entrava eccome...

Ci volle del tempo affinché Lucio si riprendesse completamente dallo shock. Il suo risveglio avvenne quando, arrivati a Malines, trovammo un posto per eliminare le acque nere e ci ritrovammo con lo scarico intoppato...
Del Belgio, insomma, non restò molto nella nostra memoria. Tranne quella sera, a Malines. Sì, perché quella sera decidemmo di chiuderci in un piccolo pub per gustare le rinomate birre di quel paese, e ne uscimmo veramente... alterati.
Che posso dire? Cinque birre, allora, ci facevano 'st'effetto...
[Continua: le birre, il pub, la notte insonne di cinque ragazzi con lo stomaco in subbuglio. L’Olanda, direzione Amsterdam]



(mentre io trascrivo questo resoconto, trovato in un baule di quercia nei sotterranei di una torre d'avorio, Roby The Brain ha costruito un album fotografico per festeggiare il ventennale con i ragazzi che vi parteciparono, a quel viaggio. Aggiungerò l'indirizzo, ma per ora lo userò per trasformare questa narrazione in una sorta di Wiki-qualcosa)

Dove eravamo rimasti? Ah, sì, giusto: siamo rimasti alle 21.41, quando scatta una "rissa" territoriale all'interno dell'Enterprise. La "rissa" non ebbe conseguenze gravi, anche perchè in realtà non si tratto di una rissa vera e propria. Solo che...
Vi ricordate che durante il pomeriggio parigino Roby incocciò in un'auto facendo retromarcia? E che l'auto non si fece nulla? Ecco, l'auto non si fece nulla, ma la collisione con quel piccolo asteroide su ruote, aggiunto alle vibrazioni dovute ad un salto iperluce (130 kmh) in autostrada, qualche danno collaterale lo provocò.
Sono le 23.58 quando ci fermiamo in una piazzola di sosta a nord di Parigi. L'intenzione è di mangiare con calma e di controllare i cedimenti strutturali della nostra Enterprise. Così, nelle parole dell'equipaggio, si descrive quella notte:
"Ora abbiamo un paraurti nuovo in nastro adesivo, la panca in fondo riaggiustata a colla e facendo nuovi buchi per viti. Dobbiamo ancora lavare i piatti, siamo in una stazione in autostrada, abbiamo fatto la doccia per camionisti, Andy si è perso nei bagni, non abbiamo mangiato, il cacciavite s'è rotto, non ci resta che piangere..."
Si sente il dramma di questi cinque giovani uomini, in questa registrazione ingiallita, ma la disperazione non l'ebbe mai vinta sull'ottimismo di una crew disposta a tutto pur di arrivare in Danimarca.
E' l'8 settembre...

Lucio che ripara...
Reperto 3: un pezzo di camper Lollo che cerca di riparare la panca in fondo con colla e cacciavite...


La doccia per camionisti non è un luogo ameno. Certo, direte voi, è meglio del bagno 1x1 dell'Enterprise, in cui ogni piccola oscillazione provoca il rischio di una frattura. Ma nel bagno dell'Enterprise mica li incontri, certi camionisti inquietanti con i baffoni e la pancia da birra, alti uno e novanta per centotrenta chili.
Fatto sta che Andy si era portato le chiavi nella doccia e lì le ha smarrite. Provate ad immaginare la scena: 5 sbarbati chinati in terra a scrutare dovunque ed un camionista che vuol fare la doccia in pace prima di andare a nanna e dopo aver percorso 5.000 anni luce di autostrade.
E' mezzanotte. Aspettiamo. Mica avrà le branchie, no?
A mezzanotte e trenta, finalmente, le chiavi tornano...
In quella mezz'ora, sicuramente abbiamo filosofeggiato di qualcosa. Eravamo specialisti, in questo. Di notte, certe notti, andavamo a berci una birretta (sì, già allora...) al Bouillabaisse, un pub a Miramare di Rimini. Ricordo che la notte prima degli esami di maturità non è che fossimo preoccupatissimi. Fu così che ci presentammo, quella domenica sera, armati di libri e poca voglia di leggerli, al nostro amato locale e ci perdemmo in racconti e chiacchiere senza capo nè coda. Il giorno dopo ci presentammo a scuola... ma vabbè, questa è un'altra storia...
Quando ormai la sfuortuna sembra averci abbandonati, bastano 5 minuti per renderci conto che non è così. Lucio rovescia i piatti sporchi nel camper appena pulito. E' qui che mettiamo mano alla cannella dell'acqua e ricominciamo daccapo...

Lollo, io e Andy, lavando i piatti in autostrada...
Non so se questa fu l'ultima goccia. So che però decidemmo di partire in fretta e furia per Le Havre, senza guardarci indietro. E' ormai l'1.26 del mattino quando usciamo finalmente dall'autostrada. Ci stupiamo del congegno presente al casello: una specie di retino in cui far centro con gli spiccioli. Certamente, qualche domanda sorgeva: e se uno non ha gli spicci? E se volessimo il resto?
Gli spicci li avevamo. Giusti giusti. Non è che potessimo permetterci tanto di lasciar in giro denaro in più. Anche se succederà, almeno una volta...
Non so cosa accedde tra quel momento e le 2.40. A questo punto, però, era ora di dormire.
Avevo già accennato ai litigi tra Lucio e Lollo, vero? Sì, avevo già detto. Mica per nulla, è che sennò non riuscirei a farvi capire il perchè Lucio, completamente nudo come mamma l'ha fatto, stia correndo nel buio dell'autogrill in cui abbiamo parcheggiato, inseguito da un Lorenzo urlante armato di bastone: "te lo metto nel c...".
Non è una bella immagine, prima di andare a dormire...
E meno male che avevamo il nastro adesivo...
[continua: arriviamo a Etretat; un tossico cerca di scassinarci l'Enterprise...]
Parigi, Parigi, Parigi... Come si fa a visitare una città così grande in così poco tempo? E' necessario scegliere con cura i posti dove andare. E noi lo facemmo...
Torniamo a dove eravamo rimasti. Sono le 21.21 quando siamo di nuovo all'Enterprise, a pezzi per la lunga camminata per la Città. Ci aspetta, a proposito di luoghi da scegliere, il Pigalle, famosissimo quartiere a luci rosse della capitale francese.
La lunga passeggiata ci ha lasciati stanchi, esausti, ma abbiamo ancora energie per vivere la notte. Prima, però, dobbiamo risolvere un... piccolo problema.
Il bagno del camper è un luogo angusto, piccolo, scomodo. Non avremmo molti problemi, se non fosse che a volte si... intoppa. Questo accadde quella sera. Certamente, non potevamo andarcene così, senza far nulla, e allora Lucio, il più intraprendente, si offrì per risolvere la difficile situazione.
Ora, potrei discorrere per ore raccontando come fece, ma forse un'immagine val più di mille parole...

Passiamo oltre...
Facciamo una cena frugale, a base di hamburger. Una nota a margine specifica che non è che fossero proprio un granché buoni, ma la fame resta pur sempre un condimento ottimo per ogni pietanza.
Ci siamo, finalmente potremo muoverci verso la nostra meta. Non ricordo se quella sera usammo la metro o il camper. Ricordo però un particolare non citato nel racconto di viaggio.
[parentesi]
Ci avevano avvisati che la sera, andare in metropolitana a Parigi, non è proprio sicurissimo. Ci avevano avvisati che dovevamo essere prudenti.
Ma voi, a 5 diciannovenni, come fate a spiegare che cosa vuol dire "pericoloso"?
Ed eccoci là, in Metro, vestiti come i Guerrieri della Notte, brutti che non ci si guardava. Perchè noi pensavamo che, vestendoci brutti, ci avrebbero lasciati stare...

Ed eccoci là, dentro quei tunnel da film, inguardabili, usciti da un B-movie anni '70, a muoverci guardinghi tra... una folla di gente normale. Non dimenticherò mai quella coppia che parla allegramente, zittitasi improvvisamente alla nostra comparsa, che ci segue con lo sguardo preoccupato (o divertito?) mentre li superiamo innocui...
Non pagammo il biglietto, questo sì.
Almeno recitammo la parte fino in fondo.
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Pigalle, dicevo. Non so se ci andammo in metropolitana o in camper, ma da quel che trovo a pagina 25 del diario, immagino sia la seconda...

Vado a memoria, perchè questa parte è omessa nello scritto. Là sembra un mercato delle vacche. Ad ogni passo c'è uno strip club, ad ogni strip club c'è un francese che cerca di convincerti ad entrare. Quella sera non sembra essere una sera di punta, per quel posto. Farebbero di tutto per convincerci ad entrare, ma noi vogliamo resistere, evitare di farci fregare dal primo che capita.
Uno dei tanti buttadentro ci si para davanti infilando una serie di parole in idioma a noi sconosciuto. Beh, Andy un po' lo conosce il francese, ma ve ne parlo poi...
Comunque, quando gli rispondiamo che non capiamo, ci guarda e dice: "italiani?" "Sì" "Ah, di dove?" "Di Rimini" "Di Rimini? Davvero?! Davide! Davide, vieni qui, ci sono dei ragazzi di Rimini!"
Davide arriva. Non ricordo come fosse, che aspetto avesse, ma ricordo perfettamente quel che seguì.
"Davvero siete di Rimini? Ma dai, io sono di Miramare (frazione di Rimini, ndt)"
Da qui, una serie di reminescenze della sua infanzia, della città etc..., per poi arrivare allo sconto e, pochi secondi dopo, a noi seduti dentro 'sto posto piccolo, scuro, con sto palchetto piccolo dove un uomo col cappello da cowboy sparava con una pistola giocattolo facendo non-ricordo-cosa.
Ci guardiamo intorno. Siamo soli. Cerchiamo di scivolare sotto il tavolo, ci vergogniamo come marmotte. Siamo soli in uno strip club e sul palco si sta esibendo un uomo...
Finalmente se ne va e noi possiamo risalire. Eccola là, quella bella e longilinea francese brunetta dai capelli lunghi. La fissiamo, e lei fissa noi (vi ricordo che siamo gli unici nel locale...), e ne nasce subito un feeling. Fa il suo spogliarello, un nudo integrale, poi ringrazia e se ne va...
Dopo poco siamo all'aria aperta. Chissà cosa ci aspettavamo dal Pigalle. Delusione, ecco cosa abbiamo trovato. Uno spettacolino rapido e indolore, da eiaculazione precoce, tanto fu breve, o da impotenza erettiva, tanto fu scarso.
Non importa, quel che importa è che potremo raccontare che siamo stati al Pigalle, nel nostro viaggio per andare in Danimarca. E magari inventare chissà quali storie, su quel che accadde in quel posto, come ad esempio...
...Siamo appena usciti dal locale, ed ecco che la spogliarellista francese si avvicina a noi. Ci sorride, ci fa un cenno col capo invitandoci a seguirla. In realtà, indica uno solo di noi, che avrà, il giorno dopo, la possibilità di raccontare di una notte folle.
Questo accadde...
Ma solo nella nostra testa. La spogliarellista ci passò vicino davvero. E davvero ci fece un sorriso e un cenno. Quel cenno era solo un saluto, ma fu sufficiente per scatenare in noi delle strane fantasie: "avete visto? ci ha riconosciuti..."
Sì, ci aveva riconosciuti. Cinque minuti prima eravamo il suo pubblico, il suo unico pubblico. Ci credo, che ci aveva riconosciuti...
Torniamo al camper. Siamo esausti e delusi, in più manca l'acqua per lavarci. Siamo nel centro di Parigi, troviamo un parcheggio proprio su un Boulevard. Sono le due del mattino quando ci apprestiamo ad andare a letto. Lucio, che è uomo di fantasia, si inventa una delle sue per la soluzione del problema igienico.
Prende il borotalco, esce dal camper, si siede su una colonnina e, ignaro del traffico, inizia la sua pulizia personale, in maglietta e mutande. In pieno centro a Parigi. Da non crederci, eh? Eppure...

La mattina successiva ci lanciamo in una visita a Mont Martre e a Le Sacre Coeur. Qui Lucio, sempre lui, prende in comodato gratuito illimitato una maglietta. Scoprirà solo dopo che è una S, adatta si e no ad un bimbo di sei anni. Che volete, mica si può guardare in faccia alla beneficenza.
Sono le 13.23 quando decidiamo di fermarci a mangiare. C'è ancora una tappa prima di abbandonare Parigi, una tappa che non si scorda: il cimitero di Père Lachaise.
Perchè un cimitero? Perchè ci sono morti che non si possono dimenticare. A volte padri, a volte figli, a volte... a volte...
Oscar Wilde, Cyrano de Bergerac, Molière, Bellini, Chopin, Honorè de Balzac, Comte, Delacroix, Rossini, Bizet, Modigliani, Proust, Maria Callas e tanti altri riposano qui. Anche lui, lui che noi stiamo cercando, riposa qui. Il Re Lucertola.
La tomba di Jim Morrison è spoglia, semplice. Ci abbiamo messo del tempo a trovarla, in quel luogo immenso di riposo dell'anima. Andy, raccontavo qualche riga più in su, conosce un po' di francese. E' stato qui che ha sfoggiato una frase da incidere su marmo. Non sapendo più quale sentiero seguire, si è avvicinato ad una persona intenta a guardare la mappa del cimitero e gentilmente, perchè Andy è una persona gentile, gli chiede: "Escuse mois, a pos regardè la carten?". Se qualcuno si stesse chiedendo che lingua è, svelo subito: franco-romagnolo.
Cis siamo. Qualche fan troppo accanito si è portato via il busto che la ornava. Resta qualche fiore e molte scritte sul marmo di uomini e donne che hanno visto in lui un esempio da seguire...

Ripresa la strada, sono le 16.30 del 6 settembre di quell'anno quando Roby, in una retromarcia affrettata tocca appena un'auto dietro di noi. Non so se fu perchè era troppo difficile spiegarsi o perchè effettivamente il tocco fu minimo, ma la chiudemmo con un saluto, con quel ragazzo francese.
Quando arriviamo al centre Pompidou, notiamo subito che campeggia un mega-ultra-tecnologico conto alla rovescia: mancano appena 1.347.028.500 secondi al 2000. Fatevi due conti, sulla data in cui avvenne questo viaggio...
Incontriamo Roberto, uno spacciatore italiano a Parigi da 3 anni. Non ci racconta la sua storia, vuole solo venderci qualcosa che noi, gentilmente, rifiutiamo.
Leggo una nota, nel diario di bordo di quel viaggio, che richiama molte cose. La trascrivo nella sua semplicità, perchè se ne colga l'essenza.
"Siamo fuori dal Pompidou, dove c'è un curioso miscuglio di arabi, cinesi, africani, francesi, turisti, are krishna, gente che fa spettacolini..."
Un curioso miscuglio...
In questa frase si nasconde la meraviglia per una società multietnica che da noi, nelle piccole città di provincia, era ben lontana dall'essere reale.
Penso ad oggi, e rivivo quel momento di meraviglia. Oggi, dove si è deciso di premiare, più di chiunque altri in Italia, uomini che incitano all'espulsione di quelle stesse civiltà che allora ci stupivano fuori dal Pompidou. Ma questa è un'altra storia.
Compriamo generi alimentari di prima necessità: 2 pacchi di "Petit Coeurs", 1 pacco famiglia di Mars, 1 pacco di Brioches e la colla. Lo so, se ci fosse stata almeno una donna, con noi, il nostro stomaco avrebbe festeggiato...
Son le 19.37 quando iniziamo a comprendere che uscire da Parigi non sarà un'impresa facile. Superiamo lo spazio che ci separa da Versailles. Alle 20.26 siamo al Castello, che ci appare incredibile nella sua bellezza.
Iniziano le prime risse di bordo. Lo spazio è piccolo, la nostalgia di casa inizia a farsi sentire...
Le prime accuse volano, almeno verbali, tra Lucio e Lollo: il secondo descrive il primo come il più "lozzoso" della nave. Lucio risponde che mentre Lollo... ehm... defeca e basta, lui si è assunto il ruolo di... scarica-mer... sì, ok, avete capito.
Ne nasce una discussione sugli esquimesi, che secondo Lollo non si lavano perchè non sudano, e bla bla bla...
Son le 21.41 quando Lucio chiede un Mars, ma gli viene rifiutato e scatta una mezza rissa.
Insomma, fa parte della natura umana la preservazione di uno spazio proprio. Non ci si poteva aspettare che nel lungo periodo l'intelligenza dei membri dell'equipaggio prevalesse sull'istinto. Non accadrà molto spesso di vedere i membri dell'Enterprise accusarsi e aggredirsi, ma accadrà di nuovo. Siamo appena all'inizio del viaggio, e già sorgono i primi problemi. Ora c'è una notte da affrontare. Una notte di viaggio. E non sarà semplice, a meno che non accada qualcosa che consolidi la solidarietà del gruppo. Come un camper che comincia a perder pezzi per strada...
[Continua: il camper cade a pezzi. In un autogrill, Andy perde le chiavi del mezzo. Lucio viene inseguito nudo nel parcheggio...]