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Luce : le persone semplici, il coraggio delle scelte, i pensieri complessi, la notte...

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La vita, l'Amore, la notte...

giovedì, 28 febbraio 2008,ore 16:35


Passata l'abbuffata di pensieri liberi sulla buona notizia, da lunedì ho ben riposto le mie pagine, ho appoggiato i piedi a terra, ho ripreso la routine quotidiana, tra lavoro e lavoro e lavoro.

E' da un po' che non parlo di film. Eppure al cinema ci son stato e qualche nuova serie tv l'ho intercettata, sempre in inglese e coi sottotitoli.

L'ultimo lungometraggio che ho visto al supermercato della celluloide, le maestose multisala che spuntano come funghi, è stato INTO THE WILD.

intothewild

Che dire...
Niente. Come fai a dire qualcosa su un film esistenziale come questo? Bello, sicuramente. Bella la fotografia, con 'sti panorami infiniti e 'sta natura invadente. Bella la sceneggiatura, che, anche se c'è un sacco di silenzio, riesce a far parlare le immagini deliziosamente. Bravi gli attori, tutti. Bella la storia. Vera, anche, la storia.

Dopo questo film, siamo usciti dal cinema con un punto interrogativo in fronte e una strana sensazione sotto la pelle che anche ora non so descrivere. Immagino che quando mi capiterà di trovarmi in mezzo ad un bosco da solo, tutto mi sarà più chiaro...

Altra storia, invece, quella delle serie tv. Lo sciopero degli sceneggiatori ha creato delle difficoltà alle case di produzione, che han dovuto sospendere le attività. Ho accettato in silenzio, felice per 'sti operai del cinema che ricevono poca gloria, nascosti dietro le quinte all'ombra di star protagoniste di storie che non gli appartengono.

LOST

Intanto, Lost è ricominciato: la quarta stagione ha debuttato il 2 febbraio. C'era stato un calo di interesse tale che si pensava di sospenderla. A me Lost piace, ha tutti quei contenuti di mistero che attirano l'attenzione, che incuriosiscono. Per ora, la garanzia è che si arriverà al 2010, con meno puntate annuali, almeno per svelare tutti i punti interrogativi che ha posto durante i suoi primi tre anni di vita. I miei naufraghi preferiti, al momento, sono alle prese con una missione di salvataggio che di salvataggio mica ha poi tanto... Il grande cambiamento, dalle serie precedenti, è che non funziona più a flashback ma a flashforward (manco so se si può dire...). Non viene più raccontato il passato dei protagonisti ma il loro futuro... strano modo di mettere insieme i tasselli, se devo essere sincero, ma intrigante. Me lo devo segnare...

Sono passato pure a trovare il dottor House. Antipatico, anzi proprio stronzo, ma bravo. Almeno passa questo, nella serie. In realtà, prima di beccare un cura e salvare il malato, il mitico House prova di tutto per farlo schiattare, il malato, visto che non azzecca una diagnosi manco a pagarlo...

Come passatempo, anche Primeval non è da buttare. Che è? Una serie inglese dove quattro tizi, esperti di dinosauri, collaborano col governo inglese per fronteggiare delle anomalie temporali che portano animali preistorici tra le strade di Londra. Sarebbe una serie giusta per un adolescente, e fin qui tutto ok visto che io sono Peter Pan. Solo che... la tigre dai denti a sciabola che si mastica mezzo parco dei divertimenti, i velociraptor che si divorano gli inservienti di un grande magazzino, il coccodrillo che si ciba di nuotatori, e così via... Certo, visto quel che succede nel mondo reale, queste sono sciocchezze, però...

Un suggerimento, se posso:

K-Ville e Life.

Lifekville

C'è pure il ritorno di Dirt, con la bella e cinica Courtney Cox (ma sarà il suo nome vero?), di Grey's Anatomy, CSI, Criminal Minds e così via...

Naturalmente, non manca quel piccolo gioiello di Prison Break, giunto ormai alla fine della terza serie.

A ognuno la sua.

Io, in attesa del Rockisland, il 19 marzo, scelgo queste. Aspettando che l'inverno si suicidi in fretta, che ormai il suo tempo è scaduto...

buio07
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categoria : film


martedì, 18 dicembre 2007,ore 19:21


 

 

<<E' l'ultima volta che salgo su un palco. Il teatro fatto così, per qualche amico che a fine spettacolo ti applaude anche se non dovrebbe, non ha senso. Gli amici, quelli veri, ti applaudono già fuori dal palco. Per quello che sei, non per quello che fingi di essere...>>

Così avevo motivato il mio addio al teatro, nel 2006. Era il '91 quando mi iscrissi per la prima volta a un corso di recitazione. Volevo fare "cinema", illuso da luci colorate che poi tanto colorate non sono. E dopo tre anni di corsi, una presenza in radio alla Rai, come voce di uno sceneggiato audio, e decine di presenze in film come comparsa, mi ritrovai un giorno del '94 a calcare un palco teatrale. Ed è qui che inizia questa storia, la storia d'amore tra Buio e Sipario...

~ ~ ~maschere

<<Ciao, tu sei quello che ha mandato Natasha? Bene. Allora, questo è il copione di Enrico IV, tu sei Landolfo. Sali, che ti spiego e iniziamo...>>

La folta barba bianca di Enrico, solo omonimo del protagonista pirandelliano, incorniciava un sorriso sincero. Lui, e solo lui, fu il primo impatto con il mondo del teatro. Un impatto caldo ed appassionato, un imprinting che mi avrebbe segnato nel tempo, impedendomi di mollare un'arte spesso povera e sottovalutata, che attira spettatori solo se "c'è uno famoso". Poco importa se è bravo, preparato, capace. L'icona vince sulla narrazione, l'apparire sull'essere. Un po' come nella vita, in fondo...

Quell'anno scoprii che dopo tutto, a me, di diventare una stella del cinema, importava poco. Avevo molto da imparare, e non solo di recitazione vera, di dizione, di immedesimazione.

Il teatro non consente sbagli. In un film, se sbagli, rifai la scena, ma in teatro, se sbagli devi avere calma e pelo sullo stomaco per non farti prendere dal panico, che è la via più semplice per giustificare l'errore e quelli successivi. Li, se sbagli, devi contare fino a dieci e mettere a posto le cose. Devi fidarti dei tuoi compagni, i migliori amici che tu possa avere in quelle due ore di spettacolo. Solo così, ne esci: calma, pelo sullo stomaco e fiducia.

Il teatro non consente stanchezza. Hai un pubblico davanti, e quel pubblico non ha un telecomando. Tu e loro, in un orgia emozionale, e sei tu che dirigi quell'orgia. Non puoi permetterti di non avere l'erezione.

Il teatro non consente timidezza e insicurezza. Devi trasmettere emozioni, e lo puoi fare solo con la voce e con i movimenti. Se ti trattieni, se non scavi dentro di te per sentirla, quell'emozione che devi trasmettere, tutto suonerà falso. Bene che ti vada, regalerai qualcosa alle prime due file, che ti vedono bene. Ma gli altri, quelli seduti laggiù in fondo?

Il teatro non consente egoismo. Hai un pubblico, a loro regali tutto te stesso. Hai dei coprotagonisti, non puoi farli sentire degli esclusi. La scena è una melodia d'insieme, nessuno deve stonare. Se tu stoni, perchè pensi che sia un assolo, rovini tutto.

Il teatro vuole amor proprio. Sei su un palco, davanti a persone che hanno aspettative. Non le puoi tradire perchè non hai carattere.

E' facile capire che presto o tardi, tutte queste cose si spostano dal palco alla vita vera. E questo è accaduto a me, andando su e giù per il palco. Ho imparato molto più di quel che ho dato...

In questi mesi d'autunno, mi sono ritrovato seduto in teatro, qualche volta. La febbre del sabato sera, Lascio alle mie donne, Lei dunque capirà, eppoi Davide Enia, sabato e domenica, con "Antoniuccio si masturba" e "Piccoli gesti inutili che salvano la vita".

Io, Enia, l'ho conosciuto per caso nel 2006. Amici comuni. Ora ogni volta che passa di qua ci si vede e si beve una birra insieme. No, lui il Negroni. Per lui, alcune delle cose che ho detto non valgono. E' un narratore, tra i migliori. Sta da solo sul palco, e racconta storie che portano a ridere e a piangere. Forse anche le chiacchiere fatte con lui, sulla passione che ci mette, su quanto creda nei suoi lavori, hanno riacceso in me questa voglia sopita, amplificandola al punto di desiderare ardentemente di scrivere anche un copione o una narrazione, e di dedicarmi alla regia, oltre che alla recitazione.

Un pensiero mi sfiora, immagini lontane prendono vita...

Eccole che le sento tornare, le sette vocali, a e è i o ò u, che infarciscono il nostro parlare e lo rendono tanto diverso da città a città, perché se dico pésca, intendo il pescare, se dico pèsca, intendo il frutto. (L'ho imparata, alla fine, 'sta cosa che non mi entrava in testa...).
Ecco che sento tornare il ritmo dei dialoghi, lenti e soavi in amore, concitati nelle liti, tremanti nelle paure.
Ecco quel morso nello stomaco, quando cala il silenzio e lentamente il sipario si apre.
Ecco quel brivido per un applauso conquistato.
Ecco il tempo in cui si montano e si smontano le scene.
Ecco il momento in cui si ride di quell'errore o di quella battuta, tutti insieme, davanti ad una pizza. Dopo.

E allora, adesso mi chiedo, perchè rinunciare ad un amore così vero? Buio e Sipario si sono conosciuti, compresi, accettati ed infine amati. Ed hanno ancora voglia di stare insieme...

buio07
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categoria : film, pensieri liberi, io , categorie umane, le cose che non sai di me


lunedì, 12 novembre 2007,ore 23:33


horror

Presto o tardi, nelle cose che uno fa, arriva sempre il momento di ritirarsi. Lo dico per esperienza, sapete? Ne ho conosciute di persone che ad un certo punto della loro storia avrebbero dovuto tirarsi indietro, perchè mica puoi continuare in eterno ai massimi livelli, no?

Inizi una cosa qualsiasi, dimostri di essere bravo, raggiungi la vetta, poi... basta. Stop. Fine. Devi renderti conto quando è il momento di smettere, altrimenti le cose buone che hai creato rischiano di essere sovrastate dalle inutilità di quel che ne è seguito...

Eh? Come? Nonononono, non stavo parlando di me. Ancora ho un sacco di cose da dimostrare, non sono arrivato da nessuna parte, non ho toccato alcun vertice di carriera. In fondo, sono ancora abbastanza giovane, di tempo ne ho. "Spero per te..." direbbe il mio amico Robo.

Parlavo di... ma andiamo con calma, dall'inizio.

Domenica sera, io e Manu, dopo un pomeriggio alla Fiera di San Martino, in quel posto meraviglioso a uno sputo da casa mia che è Santarcangelo, un bomboniera di paese, abbiamo pensato bene di rifugiarci in uno di quei luoghi asettici che comunemente si definiscono Multisala. Una sorta di seconda casa, un centro commerciale della settima arte, un self service della celluloide. L'idea era: vediamo qualcosa di orrorifico, che stimoli i nostri incubi, qualcosa di memorabile.

Dopo un'accurata selezione tra le varie schifezze proposte, la scelta è caduta sull'unica cosa che si portava appresso un nome decente: Dario Argento.

Ora, il nome del regista ed il nome dell'attrice protagonista, sua figlia, dovrebbero essere una garanzia, direbbe chiunque.

Ma voi l'avete visto "La terza madre"? E vi è piaciuto? No, sapete, perchè quel che sto per dire magari potrebbe ferire i sentimenti di qualcuno.

Io, i film di Dario Argento me li ricordo. L'uccello dalle piume di cristallo, il gatto a nove code, Profondo rosso, Suspiria, Phenomena... Ti lasciavano con l'ansia per una settimana, mica scherzi. Ad ogni rumore, di notte, accendevi la luce terrorizzato. Mi aspettavo più o meno la stessa cosa anche questa volta, invece...

Oh, io non sono un critico, quindi quello che dico va preso per quello che è...

In primis, l'unica parte horror che mi ha fatto venire in mente è cosa farei allo sceneggiatore se lo prendessi: un coacervo di dialoghi abominevoli, di deviazioni prese senza spiegare nulla, prive di ogni conclusione, di un senso logico. Neanche dire che lascia alla fantasia del pubblico. Il pubblico, certi passaggi, è costretto a rimuoverli, privi di contenuti come sono...

Poi, la recitazione: gli unici due attori decenti, Philippe Leroy e Udo Kier, muoiono dopo cinque minuti dalla loro apparizione. Gli unici due, dico, perchè, perdonami Asia, non ho visto un interprete che si possa definire attore, tra gli altri. Una recitazione recitata è il peggio che ci si possa aspettare, in un film. Io, nei miei anni di teatro amatoriale, ricordo di aver visto performances migliori...

Ma li hanno pagati? Spero di no, ve'.

Infine, la scenografia e i costumi. Per le scene horror, meglio definirle inutilmente splatter, B movie, la spesa più grossa è stata nel sangue finto e nei pupazzi simil-umani. Non ce n'è stata una credibile, neanche lontanamente. Le streghe? Madonna ai tempi di Like a Virgin, con un look dark anni ottanta da discoteca. Quando da ragazzino andavo all'Altro Mondo di Rimini, vedevo donne vestite uguali...

Per concludere, i dialoghi doppiati. Un film italiano doppiato in italiano mi lascia sempre perplesso...

Presto o tardi, nelle cose che uno fa, arriva sempre il momento di ritirarsi. O magari di provare a far di meglio. Perchè io, caro Dario, mica ci credo che non puoi far meglio di così... Un'ispirazione? Prova a guardare il filmato del mio precedente post. Allora sì che riusciresti a farmi tornare i brividi come una volta...

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categoria : film


martedì, 16 ottobre 2007,ore 19:41




Lo so, lo so. La notizia è un po' datata, però a suo tempo ne avevo parlato del più noto trombato degli States. Eppoi preferisco parlare delle cose che mi interessano quando tutti smettono di discuterne.

Ne avevo parlato raccontando il suo film, Una scomoda verità, invitando ad andarlo a vedere.

Ora Al è tornato alla ribalta portandosi a casa la Coppa dei Campioni della politica, quel trofeo che ti mette tra i favoriti del campionato: il Nobel per l'ambiente. Ti mette tra i favoriti del campionato se però tu al campionato decidi di partecipare...

Perchè Al, a dispetto delle aspettative, ha detto che col cavolo che si presenterà alle prossime elezioni da Presidente degli States.

Come mai, verrebbe da chiedersi? Con delle credenziali simili, poi?

Ci ho pensato, a 'sta cosa.

Le possibilità sono due:

1. Non fuole fare il Presidente perchè lo castrerebbero dopo un mese.

Ci pensate? Tutto il Congresso è finanziato da grandi lobbies industriali che col cavolo che rinuncerebbero ai profitti in cambio di ambiente. Petrolio in testa.

Vi ricordate Clinton quando provò a rendere più difficile l'acquisto di armi negli Usa per contrastarne l'uso dilagante? Ci fosse stato uno, uno solo, anche tra i suoi, pronto a immolarsi per la causa. E Clinton fece un bel passo indietro, ripensando a Gesù ed arrossendo: lasciate che i bambini non vengano a me, ma che continuino a fare il tiro a bersaglio con i professori e i compagni di classe...

Togliete Clinton e metteteci Al Gore, togliete le armi e metteteci il protocollo di Kyoto, togliete la lobby delle armi e metteteci quella del petrolio. Il risultato sarebbe identico.

E il buon Al, dopo tutte le battaglie mediatiche ambientaliste, mica può dire "No, adesso il protocollo di Kyoto non lo firmo. Poi vediamo..."

L'ipotesi sarebbe verosimile, ma io propendo per la seconda possibilità...

2. Al Gore si è inventato tutto. I modelli climatici non ricalcano la realtà, il surriscaldamento è un normale processo di espansione termica che ha interessato il globo da sempre e l'anidride carbonica non c'entra nulla. E siccome c'è qualcuno pronto a metterlo davanti all'evidenza dei fatti, si vergogna a presentarsi alla Presidenza.

Chi lo tromberebbe di nuovo? Ma lui, naturalmente... ;P


 
buio07
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categoria : film, pensieri liberi, vegetariani


sabato, 15 settembre 2007,ore 20:05


...

Sleeper Cell: due serie ben fatte sulle cellule terroristiche e su un poliziotto infiltrato, di colore e musulmano, che in più di un passaggio chiarisce che nel Corano non sta scritto da nessuna parte che in una guerra il combattente di Allah possa uccidere persone innocenti. Io ci penso, al poliziotto. Metti che sia anche comunista...

Burn Notice: una spia viene licenziata telefonicamente nel bel mezzo di una trattativa con dei mafiosi russi. Torna a casa per miracolo decisa a scoprire chi lo ha bruciato e perchè. Nel frattempo, avendogli bloccato tutti i conti, si trova a fare qualche lavoretto come pseudo investigatore privato. Col vantaggio che conosce moooolti trucchetti da... spia. Serie che non entrerà nella storia della Tv, ma divertente. Si lascia guardare.

...
buio07
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categoria : film


venerdì, 14 settembre 2007,ore 20:34


Visto che opera qualche problema coi codici usati in questa pagina
li ha, per la musica vi lascio liberi di decidere se ascoltarla o no...

L'audio e' stato cancellato dallo spazio su Splinder



1. Ho avuto modo di riflettere sul mio passato. Mi fermo a farlo, a volte, perchè aiuta a riprendere il cammino verso il futuro senza tante paranoie. Mettere una pietra sopra fa bene.

1.1 Anche chiedere scusa a persone con cui sei stato un po' duro fa bene. Ed io chiedo scusa senza tante remore, quando so di aver sbagliato. Ma lo chiedo una volta sola. Vorrei che gli altri fossero capaci di fare altrettanto.


2. Ieri sera mi son visto insieme a Manu un film/documentario mica male: What the bleep do we know. Tutto gira su cosa sia la realtà, se si tratta di qualcosa di oggettivo o se è invece soggettiva. Alcuni esperimenti dimostrano che il cervello, dopo aver assimilato informazioni, non è più in grado di distinguere tra pensiero e qeulla che per ora definiamo realtà. Il tutto apre un nuovo scenario: viviamo in un mondo reale o siamo noi a scegliere la realtà che vogliamo? Il problema è che a volte potrebbe essere una realtà tra tante possibili a scegliere noi, perchè questa scelta non è volontaria. Profonda, come ricerca, e porta al senso vero di quella specie di filosofia che è il Positiv Thinking, troppo limitata, per questi ricercatori.
Non c'è in italiano, tocca sorbirvelo, se lo trovate, in inglese, magari sottotitolato.

Cervello di donna
cervello_uomo

2.1 Il cervello. Che meraviglia, il cervello, questo sconosciuto! "Per te di sicuro", mi direbbe Robo... Qualche post fa dissi che se si possono avere malattie psicosomatiche, si dovrebbe arrivare anche alle guarigioni psicosomatiche: Et voilà: oggi un doc su come la nostra mente, sotto ipnosi o sotto stati alterati, possa provocare al corpo ferite e lacerazioni. Come fece uno scienziato tedesco per dimostrare che le stimmate non sono di provenienza divina, ma autoprodotte dall'organismo durante un intenso desiderio mentale dovuto all'estasi religiosa. Allo stesso modo, con l'ipnosi si è stati in grado di invertire alcuni processi, eliminando delle malattie minori (irritazioni cutanee, ad es.).




3. I Russi han fatto "Il padre di tutte le bombe", un'arma convenzionale (non atomica) con la stessa capacità distruttiva di un'atomica. Non essendo atomica, ne possono fare quante ne vogliono. Più o meno. E non ci sarà nessun impatto radioattivo sull'ambiente! Adesso sì che sono più tranquillo...



4. Dedicato ad Always La Fatina, che  da un po' non passo a trovare. Ma in fondo non passo a trovare spesso neppure me stesso... Mi perdoni? Eh? Dai, mi perdoni? PS: sei surreale, nei tuoi scritti.

Comunque, a lei che è come me, appassionata di serie tv in lingua originale:

Serie viste di recente.

Lost: sono in spasmodica attesa della 4^ serie. Adoro 'sti 40 sfigati persi sull'isola misteriosa (poco) deserta.

Damages: vale la pena. In corso la stagione 1. Glenn Close è un'avvocato, avvocata, avvocatessa o come preferite. Ha in corso una causa multimilionaria, che proprio non ha voglia di perdere. E ne combina un po' per non perdere. Non è una serie legal, è una serie thriller. O un mix di entrambi i generi.

Californication: l'ex Mulder di X-files è uno scrittore col blocco, innamoratissimissimo della sua ex che sta per sposare un altro. Si porta a letto tutto quello che respira solo per vendetta, semialcolizzato, discretamente cinico è stronzo. Meravigliosa serie. 1^ st. in corso.

Heroes: personaggi mutanti con superpoteri, esseri comuni, con le loro porche debolezze umane. Un bell'intreccio per salvare New York da un'esplosione atomica. Piacevole... A giorni inizia la 2^ stagione.

Battlestar Galactica: la razza umana è nata su un pianeta che si chiama Kobol. Poi, non ho capito bene perchè, si è sparsa su altri tredici pianeti abbandonando il pianeta madre. Padre, è maschile... Dodici a un tiro di schioppo tra loro, uno 'sperso chissà dove. Gli abitanti di queste dodici colonie, da bravi sfaticati, creano una razza robot per fare tutto il lavoro al loro posto, i Cylon, ma siccome sono robot con un'intelligenza artificiale molto complessa, si incazzano per i turni e sterminano l'intero genere umano. Tranne circa 50.000 superstiti che mentre piovevano le testate nucleari erano a spasso tra le stelle con qualche decina di astronavi. Inizia un viaggio alla ricerca della tredicesima colonia inseguiti dai Cylon. Per info, la tredicesima colonia è la Terra. Così sterminano anche noi... Ben costruita, bella la complessità dei rapporti tra i sopravvissuti, ottimi gli effetti speciali. Sono in attesa della 5^ stagione.

Dexter: un serial killer buono che fa il poliziotto. Per sfogare l'irrefrenabile voglia di sangue, seleziona, e poi seziona, delinquenti di cui nessuno sentirà la mancanza. Ma in città c'è un serila killer più bravo di lui, con cui si crea un rapporto morboso. La seconda serie inizia a giorni.

Traveler: tre ragazzi al termine dell'Università decidono di partire per una vacanza. Durante una visita in un museo, esplode una bomba. Uno dei tre muore, gli altri due vengono incastrati come terroristi. Una fuga serrata, dove niente è come sembra. Bella serie. Aspetto la seconda stagione.

The kill point: una rapina finisce male, i rapinatori si barricano con ostaggi. Iniziano trattative per la resa/fuga. Si lascia guardare, ma per ora non ho visto dei gran colpi di scena. 1^ stagione in corso.

Thief: miniserie su 'sto ladro bravissimo, che però ho già dimenticato...

Kyle XY: vista qualche puntata, ma preferisco altri generi.

The 4400: sarebbe anche una bella serie, se non fosse che la stanno mandando per le lunghe. Carina, ma lenta...

Shark: serie intrigante. Il procuratore di Los Angeles è un ex avvocato pentito (ha fatto scarcerare uno che poi ha ammazzato la moglie) e discretamente incaxxato, che persegue il crimine con sfrenata passione. Unico limite, a metà puntata si sa già che è il colpevole, perchè poi c'è il processo.

Prison Break: un uomo condannato a morte per un crimine che non ha commesso, quel genio del fratello che si fa arrestare per organizzare una fuga coi fiocchi. Intrigante. A giorni la terza serie.

Meadowlands: serie inglese (da come parlano) su una città/esperimento piena di testimoni sotto protezione. Non riesco ad apprezzarla...

Doctor who: una specie di remake dell'omonima serie degli anni '80. Carina, se non si ha di meglio da fare.

CSI: ok, questa è una serie che ha fatto storia. Non sto neppure a commentare. In ordine di preferenza: CSI Las Vegas, Miami, New York. Ris di Parma è fuori concorso...




buio07
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categoria : film, pensieri liberi, io


sabato, 08 settembre 2007,ore 18:14


Serie Tv

Adoro guardare le serie Tv in lingua originale. Qualche sera fa, mentre cenavamo al ristorante messicano, dei miei amici si chiedevano cosa sarebbe avvenuto nelle puntate successive di Heroes tra i fratelli Petrelli.

"Io lo so. La serie l'ho già vista..."

Si son girati tutti a guardarmi, curiosi di sapere un finale che non avrei rivelato comunque.

Nelle serie Tv c'è sempre qualche cosa da cogliere, come in un libro, come tra le parole di un pazzo, come nella vita di ogni giorno. Ci sono dialoghi che riflettono spesso la realtà, o solo dei pensieri che ci attraversano la mente di quando in quando, e ci lasciano incerti su come affrontare veramente le persone che ci circondano.

Ho appena finito di vedere il quarto episodio di "Damages", una serie molto avvincente che arriverà in Italia sicuramente in futuro.

La cinica Hewes (Glenn Close), avvocato di successo, parla con la sua brillante apprendista Ellen:

E: Mi dispiace cosi' tanto, Signora Hewes. Credevo di conoscerla (la testimone, sua amica). Mi fidavo di lei.

H: Katie e' un'ottima bugiarda, Ellen. Aveva fregato anche me. Sei un avvocato, le bugie sono comprese nel prezzo.
...
Succede. Ellen, capisco quanto possa far male, ora... quello che e' successo con Katie... ma... questo ci insegna un lezione molto importante.

E: Che sarebbe?

H: Non fidarti... di nessuno.
buio07
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categoria : film, pensieri liberi


lunedì, 30 aprile 2007,ore 22:23


bandiera_italia
1. Robo, 'sto post, non lo legge perchè è troppo lungo...
2. A me, 'sta musica, mi fa impazzire...


Se c'è una cosa che mi piace, è guardarmi dei films. Mica solo quelli belli, eh? Anche dei films orribili, che nessuno, oltre a me e a pochi altri avrà il coraggio di guardare. E per forza, la maggior parte fanno veramente schifo. Poi, in mezzo, ne trovi qualcuno di carino, tipo, che ne so... Cypher, o... non mi viene in mente altro, perchè sto pensando a quello che ho appena finito di vedere.

Ma vado con ordine: se posso consigliare, uno sguardo a "Il vento che accarezza l'erba" lo darei. Bel film, che racconta la storia dell'Ira, dell'invasione inglese dell'Irlanda, della repressione, della ribellione. Mmmmhhh, mi è proprio piaciuto. Mi è piaciuto anche il pensiero che se Ilaria fosse stata qui, lo avremmo visto insieme. Lei lo avrebbe adorato, lei, che in Irlanda c'è stata per un po' e... ma questa è un'altra storia....

Altro film che mi son goduto è stato "L'ultimo inquisitore", un pezzo di storia spagnola che ha come filo conduttore la vita di Goya. In Spagna devo dire che ultimamente stanno producendo cose interessantissime, molto diverse dallo stile Almodovar che ha caratterizzato molti lungometraggi. Ricordo con piacere quando vidi "Il Labirinto del Fauno", storia di grande spessore.

Infine, quello di oggi: "The Good Sheperd", la storia della Cia, dalle origini alla Baia dei Porci.

Ora, a parte i film, io una spia la vorrei conoscere. Mica per niente. Solo che devono essere persone con un sacco di problemi, di quelli che al minimo rumore scattano in piedi, agorafobici da morire, alienati come un minatore del Congo.

Mi piacerebbe conoscerla, una spia. Per aiutarla a reinserirsi nella società civile. Un po' come si fa con gli ex carcerati...

Me l'immagino la scena:

"Dai, questa birra la offro io..."
"No, conti separati. Non dobbiamo dare nell'occhio. Vai avanti tu e paga la tua parte. Io ti seguo tra dieci minuti. Aspettami all'angolo della piazzetta, lontano da sguardi indiscreti. Quando accenderò una sigaretta, potrai avvicinarti..."

Però, a me, 'sto film ha dato da pensare. Ha dato da pensare a qual'è il mestiere della spia. E a quello che può fare, senza che gli venga torto un capello...

Provate ad immaginare...
Voi siete ignari cittadini. Magari siete impegnati socialmente, nel campo dell'immigrazione, e questo vi porta a contatto con molte persone di altri paesi. Persone che per voi sono... persone. Semplicemente. Con questi parlate, discutete, lasciate che vi raccontino.

Tra queste, ma voi non lo sapete, c'è qualcuno che nel suo paese aveva strane amicizie. La spia lo sa, ed inizia a spiare anche voi. Poi, un bel giorno, mentre camminate tranquilli per strada, un furgone vi affianca, vi caricano a bordo di prepotenza, vi legano, vi bendano... Aeroporto, aereo, paese straniero, di quelli dove la tortura non fa scalpore. Perchè in un paese civile non si può torturare. Quindi, lo devi portare in un paese incivile, per poterlo fare...

Inverosimile, eh? Sì, lo credo anche io...

Ci sono leggi, qui da noi, e la legge vale per tutti. Oddio, quasi...
Ci sono procedure, pedinamenti, intercettazioni. Quando sono sicuri che sei un problema, ti arrestano. E lo fanno davvero... Altrimenti si chiama sequestro di persona, vero?

Sarebbe un ritorno a epoche oscure, se una polizia segreta potesse agire indisturbata, colpire, senza motivi, solo sulla base del sospetto, no? La Costituzione lo dice chiaramente, mi pare.

Quindi da noi non succede...

Non succede? E Abu Omar? L'imam rapito dagli agenti della Cia insieme ai servizi segreti italiani, trasferito in Egitto per gli... interrogatori...
Ora, io 'sto signore non lo conosco. Non so cos'ha fatto, non voglio neanche saperlo. So però cosa hanno fatto le spie. Han preso una persona sulla base di sospetti e l'han rapita.

Brutto! Brutto precedente, 'cidenti! Sì, perchè se agli 007 non li arresti subito, diventa un precedente, e da quel momento, io, te, mio padre, mia madre, mio fratello, possiamo essere presi e portati via, senza motivo.

Gli 007 li han arrestati. E' anche passato del tempo, da allora. Abu Omar è stato scarcerato. Tutto bene quel che finisce bene, no?

No, perchè una cosa che a me mi rode forte c'è!

Hai lasciato che ti tirassero giù un aereo perchè davano la caccia a Gheddafi, e sei stato zitto...
Hai lasciato che tirassero giù una funivia sul Cermis, e sei stato zitto...
Adesso lasci che ti dicano che i 29 agenti Cia, con nome e cognome, che hanno rapito l'imam col ca//o che te li danno, e stai zitto...
Poi mi chiedi di allargare le tue basi sul mio territorio, e devo stare zitto...

Mi chiedo: ma porca tro/a, possibile che l'unico che abbia mai avuto i cog\ioni per mandare i carabinieri nella base di Sigonella a mitra spianati a fermare i marines che si stavano per portare via un sospetto terrorista arrestato illegittimamente sul suolo italiano, sia stato quello che si è fottuto mezza Italia con le tangenti prima di scappare in Tunisia?

Il film è bello. Guardatevelo. Poi, a me m'ha fatto pensare anche ad altro e... come italiano, sento la mia dignità nazionale un po' sotto le scarpe, stasera. Uff...
buio07
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categoria : film, guerra, pensieri liberi, categorie umane


mercoledì, 18 aprile 2007,ore 15:30


armi
Io me le ricordo tutte, le sensazioni che ho provato davanti alle immagini di quel film, quando lo vidi nel  2003. Mi ricordo la rabbia, l'impotenza di fronte ad un sistema che uccide innocenti prima che colpevoli.

Ricordo che dopo quei fatti, l'allora presidente Clinton presentò una proposta di legge per abolire il commercio libero di armi, ma tutto il Congresso disse di no.

Io ho provato a chiedermi perchè dissero di no, e la risposta è lì, davanti a tutti: la lobby delle armi finanzia le elezioni di molti, troppi membri. E tu, appena eletto grazie al loro supporto economico, col cavolo che poi puoi sentirti libero di dire: "Sì, è ora di dire basta al commercio delle armi nei supermercati."

Perchè questo accade, quando il potere economico domina quello politico col denaro.

Mi chiedo se oggi, dopo l'ennesima strage, qualcuno tornerà a pensarci, ma seriamente, a quell'idea di Clinton. Di certo non quel cerebroleso Bush, che ha già detto che quello è un diritto che non si tocca (ma 'sto sfigato, quand'è che se la smette di fare dei danni al genere umano?).

Io me l'immagino, come dev'essere in certi paesi che usano 'sta filosofia:

<<Salve, stavo cercando una 9mm...>>
<<Guardi, vede dove c'è il latte? Subito dopo gira destra, supera il reparto casalinghi e trova il reparto armi... Però se posso consigliarla, prima di fermarsi ad una pistola dia un'occhiata in giro. Abbiamo dei fucili meravigliosi, con un ottimo rapporto qualità/prezzo...>>

Business is business. E se ci scappa il morto, pazienza...
Ma qui il morto ci scappa spesso: 12.000 negli Usa, 17.000 in Brasile, etc... Ogni anno. Altrochè le due torri!

Ma poi, dopo fatti come questi, è come se nulla fosse accaduto. Date loro un po' di tempo, sono i maestri indiscussi del marketing: la notizia sparirà dai media, la discussione politica sul commercio di armi si spegnerà sotto la pressione delle lobbies, Charlton Heston farà la sua comparsa come presidente della NRA, o chi per lui, e reciterà a soggetto il suo dispiacere per l'accaduto e ricorderà a tutti che il possesso di un arma è un diritto ormai insito nella cultura americana.

E tutto finirà. Almeno fino al prossimo caso di ragazzino che si compra una pistola al supermercato, entra in aula e stira il professore perchè gli ha dato un brutto voto...
buio07
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categoria : film, pensieri liberi


giovedì, 22 febbraio 2007,ore 22:12


Io le adoro, le serie Tv. Mica tutte, solo alcune, e rigorosamente in lingua originale, che ho scoperto essere moooolto meglio di quelle doppiate. Prendiamo ad esempio una delle mie preferite, Lost. Con i sottotitoli, perchè l'inglese un po' lo capisco, ma non così bene. Volete mettere la voce di Sawyer, il cattivo dei dispersi? Sembra trascini la lingua sull'asfalto. Uno slang del sud, ma così del sud degli States che ti sembra di esserci stato, nel sud degli States. Eppoi ho un grosso vantaggio, a vederle in originale: io sono già a metà della terza serie, dove succede che sto scherzando, naturalmente. Ma cosa vi pensavate! Paura che riveli qualcosa di importante, eh? Ma anche curiosi, confessate!
L'altra sera, a carnevale, passano quattro ragazzi bardati come palombari. Lorenzo mi chiede: "e questi chi sono?". Ma come? Non lo sai? I Ris, la CSI italiana! Già, CSI! Ma qualcuno deve spiegarmi una cosa: prendete una delle serie CSI che volete, Las Vegas, Miami, New York. Questi si presentano sulla scena del crimine in giacca e cravatta, belle scarpe di cuoio, pantaloni con la piega, e mentre zompettano tra sangue e brandelli di cervello si infilano i guanti sterili, sbirciano a destra e a sinistra e due secondi dopo hanno trovato una fibra delle dimensioni di un nanometro, che fortunatamente è particolare e viene prodotta solo da un'azienda, che nella città (scegliete voi quale) è commerciata solo da un negozio, dove un tizio, il giorno dell'omicidio, l'ha acquistata con la carta di credito! (scemo, aggiungo io!) Capisco che l'episodio duri solo 40 minuti, però dai... Ma torniamo all'abbigliamento. Pensate un attimo a come si vestono. Li avete visualizzati? Bene, ora pensate ai Ris di Parma... Una tuta sterile bianca li avvolge come la pellicola che avvolge i petti di pollo al supermercato. La mascherina è d'obbligo, metti ci scappi lo starnuto e inquini la scena con Dna estraneo! E le scarpe? Nononono. Babucce di plastica, come dei mini sacchi dell'immondizia. Ora, mi chiedo: o in Italia siamo criminal-ipocondriaci, o loro sono dei fenomeni. Mai uno starnuto, mai una grattatina, un capello cadente, un piede poggiato nel posto sbagliato. Risolvono tutti i casi, eppure... eh, si, c'è un eppure: i federali tengono sotto controllo il laboratorio, perchè pensano faccia degli errori. Ma come, 120% di casi risolti e tu mi dici che commettono errori? Mandateli da noi, i federali. Altroché gli ispettori del Ministero!
Ma io di CSI adoro i computer ed i software che usano. Io li voglio! Ditemi dove li posso trovare, li voglio. In una puntata mettevano a confronto il DNA trovato sulla scena con quello di cinque persone. Sembrava una partita di Black Jack: cinque foto rovesciate sul desktop, si scopre la prima... Match not found, si scopre la seconda... Match not Found, si scopre la terza... alla quarta pensavo che il tecnico chiedesse "Chiami o stai?". Naturalmente era la quinta foto...
Di bello c'è anche che, guardando gli originali, scopri serie che usciranno in Italia solo tra un anno. Ad esempio Dirt: protagonisti sono un caporedattore, donna odiosa, un paparazzo schizofrenico geniale, le star di Holliwood. Le star di Holliwood ne escono proprio male male, ma chi colpisce è il caporedattore: vi ricordate la ragazzina che nel video del Boss Bruce Springsteen, Dancing in the dark, alla fine sale sul palco tutta emozionata e balla con lui? Che altri non è che una del trio femminile di Friends, la dolcissima Courtney Cox. Beh, se l'avete amata in Friends, in Dirt vi verrà voglia di tirarle qualcosa. Ma proprio stronza. No, stronza è riduttivo per definire il suo personaggio. Comunque, mi è arrivata una brutta notizia in questi giorni: Lost chiude. Sì, cari lostofili. Chiude. Perchè dopo averlo interrotto tra natale e febbraio, alla ripresa ha avuto un calo di ascolti, quindi finiscono la terza serie e fanno altri sette - otto episodi per spiegare tutti i misteri dell'isola. Il mercato dei film Tv fa proprio schifo, vero? E allora io eleggo il mio personaggio serial - Tv preferito. Alla faccia degli Academy Awards: this year, for the Blog of Dark, the winner is... Don Konkey.
Chi è? Scopritelo, no? Ma vi devo dire tutto io?

buio07
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categoria : film