
A volte è necessario prendersi una pausa.
Una piccola riflessione spirituale. Le solite sciocchezze: chi siamo, da dove veniamo, dove andiamo. Non porterà da nessuna parte, come sempre, ma darà l'illusione di averci provato.
Sto perdendo di vista le palle da golf nel barattolo (vedi commento di MyTess). Ma non sono il solo, probabilmente.
Ci penso ancora un po'. Poi torno. Forse addolcito, forse più acido. Probabilmente più acido... Solo per sciogliere meglio la mondezza che vedo in giro...

Arriva sempre un tempo in cui si sente il bisogno di rimettere in fila noi stessi. Accumuliamo talmente tante cose, ogni giorno, che abbiamo la necessità di chiudere la mente per un po', come quando si sogna, per riordinare le idee, i pensieri, selezionare quelli utili e scartare quelli inutili...
Da un po' non mi soffermo più su tutto questo. Stancamente mi trascino per le vie della vita, senza più chiedermi cosa vale la pena fare, quali sogni inseguire, quali profumi mi inebriano, quali colori mi eccitano, bloccato nel traffico delle informazioni che faccio sempre più fatica a decodificare.
Ho bisogno di una pausa.
Mi sento ammorbato da voci insistenti: "Vota me, che sono migliore...", "lavora, che ci sono scadenze da rispettare", "muoviti, che sei in ritardo...", "fai così, che è meglio...", "ricordati gli impegni che hai...".
Ho bisogno di una pausa.
Le voci che sento non mi danno il tempo di scegliere quali scartare. Arrivano tutte insieme, come un fiume in piena. Mi sveglio con l'ansia di dimenticare anche il più piccolo degli impegni della giornata.
In questo momento, sogno il silenzio. Silenzio di immagini e parole. Una radio spenta, che se ne stia lì ad aspettare che la riaccenda, al momento giusto, quando mi sentirò più libero di decidere quale stazione ascoltare, su quale frequenza soffermarmi.
Ho bisogno che sparisca quell'ansia.
Che torni a svegliarmi e a guardare se fuori c'è il sole, prima di ogni altra cosa.
Un'amica ha pensato di regalarmi un attimo ;D, donandomi il suo apprezzamento per le follie che scrivo.
Un'immagine per dirmelo, semplicemente. Per la quale ricambio con un sorriso.

Prometto, 4ever4me, di non montarmi la testa, di restare calmo ma non troppo, di continuare a "dare i numeri". Mi riesce bene, dopotutto...
Perchè mi ha dato questo premio?
Scopritelo dalle sue parole...
Che l'informazione, nel nostro paese come in tutto il resto del mondo, sia manipolata per far sapere solo quel che si vuol far sapere, lo sappiamo tutti.
Non importa scrivere una menzogna per modificare la realtà. Basta scrivere solo brandelli di verità, oppure ometterne una parte. Oppure dirla in modo così superficiale da farla sembrare poco importante.
Leggevo La Stampa, oggi, e a pagina 13, dopo aver preso una lente d'ingrandimento per leggere un carattere di dimensioni 8, ho trovato una notizia mica bella.
Un micro trafiletto, invisibile ai più, recitava 'sta cosa: "Il veto di Bush alla legge antitortura"
Dico che non è bella, come notizia...
Esiste un luogo che non c'è, in un'isola tropicale. Si chiama Guantanamo. Non c'è perchè in teoria, secondo gli accordi internazionali, quel tratto di costa dovrebbe appartenere a Cuba, invece gli americani ci han tenuto una base in barba alla legge. Se non è americana e non è cubana, allora non c'è.
In un posto che non c'è, la cosa migliore da fare è metterci persone che non dovrebbero esistere. Sono tutti quei musulmani rei di essere sospettati di terrorismo, quindi senza diritto di esistere. Attenzione, ho detto sospettati, non provati. C'è una differenza sostanziale.
Le prove, secondo quel talebano di Bush, si ottengono dopo con la confessione. La confessione si ottiene, sempre secondo questo paladino della libertà e dei diritti dell'uomo, con la tortura.
La tortura è un metodo di dimostrata efficacia. La Santa Inquisizione riusciva a dimostrare che delle persone facevano sesso con Satana, erano posseduti dal demonio, erano eretici. La Santa Inquisizione poi si limitava molto. Probabilmente avrebbe dimostrato, se avesse posto le domande giuste, la presenza di alieni in mezzo a noi, che alcuni erano dei neri scoloriti, delle melanzane con le gambe, dei goblin travestiti, l'uomo ragno o superman sotto mentite spoglie, e così via...
Perchè uno sotto tortura dichiara, giustamente, solo la verità, quando viene portato al limite del dolore.
Il Paladino dell'Umanità dice che sono strumenti indispensabili, così si avvale del suo diritto di veto per bloccare la legge che la metterebbe al bando nel paese più civile del pianeta.
Ora, Bush non mi scandalizza più. E' un criminale al pari di quelli a cui da la caccia, solo meglio armato e meglio protetto da una bella rete pubblica di disinformatori.
Non ha importanza che per lui non faccia differenza la giustizia certa fatta di prove e testimonianze, come di dibattimento legale con una difesa ed un'accusa, e il waterboarding, quel giocoso sistema in cui si porta il prigioniero al limite della morte per annegamento continuando ad urlargli in faccia "parla!".

Sono certo che lui, nella sua integrità di paladino, se venisse posto sotto tortura non aprirebbe bocca...
Quel che però mi fa riflettere è: ma cosa cappero ci fa questa notizia in 13ma pagina di uno dei giornali più letti in Italia, in colonna laterale, in fondo, nove righe in carattere 8?
Forse la prima pagina, mi vien da dire, è piena di notizie più importanti. Migliori che "Nel civile mondo occidentale la tortura è ammessa come mezzo di indagine".
Le notizie in prima pagina, in effetti, sono queste:
007 Usa rivela: così convinsi le BR ad uccidere Moro
Acqua privata, quanto ci costi
Meglio i libri della Borsa
Stecca, dalla vita l'ultimo KO
Zapatero il precursore
Silvio-Walter, idillio finito
Morire per gioco (il caso del castello gonfiabile)
Chiamatele mogli e non compagne
La psicanalista sceglie Brass
Editoriale di Mina
Sono convinto che, in effetti, sostituirne una avrebbe stravolto l'ordine delle cose importanti da sapere...
Meno male che ci sono anche i TG che non ne parlano, altrimenti si potrebbe pensare che qualcosa, nel nostro mondo civilissimo, non funziona...

Io non so se ci riesco a non dir nulla... Della politica, intendo. Ogni volta che apro un giornale o che ascolto un TG, mi vien voglia di sfogare l'ironia che Topo Gigio e lo Psiconano mi ispirano.
Per esempio:
Notizia: Berlusconi strappa il programma del PD, definendolo carta straccia.
Ironia: ora mi aspetto che Veltroni faccia altrettanto con quello del PDL, per par condicio. Poi, secondo la tendenza all'inciucio che aleggia in questo paese, mi aspetto una riconciliazione dove Veltroni strappi il suo programma e Berlusconi faccia altrettanto col proprio.
Sarebbe la via più breve per spiegare il valore dei programmi politici in periodo elettorale agli italiani...

Il calendario è un'invenzione noiosa, tende ad essere ripetitivo. Tutti gli anni, un certo giorno ci ricorda qualcosa.
Come l'anno scorso, anche quest'anno c'è l'8 marzo. Io adoro l'8 marzo, mi ricorda periodi in cui l'inverno lasciava spazio al tiepido tepore primaverile, un tepore che nel 2008 tarda ad arrivare. Fa niente, non c'è fretta.
Sono stato un po' assente, negli ultimi giorni. Impegni di lavoro, nuove letture, ricerche su nuovi progetti di scrittura.
Ma è anche colpa del calendario. Il 20 febbraio del 2007 ho aperto Buio07, in risposta ad un'esigenza di mettere nero su bianco i miei pensieri. Guardare la realtà che gira intorno a noi e descrivere le sensazioni che ci da. La realtà, però, ha una certa tendenza a ripetersi...
L'8 marzo scrissi un pensiero acido sulla festa delle donne. Acido perchè vedere un giorno della memoria, che avrebbe lo scopo di non far dimenticare al mondo che la donna non è un essere inferiore, trasformato in un giorno commerciale dove si regalano spogliarelli e cene, come anelli e fiori, mi mette tristezza.
Quest'anno non mi va di pensarci. Ma un pensiero lo dedico alle ragazze che stasera non andranno a vedere uno spogliarello, o che non si offenderanno se non riceveranno un regalo, un fiore, una cena.
A quelle ragazze che oggi si godranno semplicemente il fatto di essere donne, in un giorno a loro dedicato, in un mondo che ancora le vorrebbe sottomesse.
Un luminoso 8 marzo ;P

Io, devo proprio dirlo, un fratello ce l'ho. E' più piccolo di me, anche se detta così non sarebbe corretta, questa affermazione, visto che è quasi un metro e novanta. E' più giovane di me... Meglio...
Lui giocava a tennis.
Sì, lo so, tantissime persone giocano a tennis. La domenica, il sabato, la sera durante la settimana. Solo che lui... GIOCAVA a tennis, nel senso che mi ha invitato a Wimbledon, agli US Open, agli Australian Open, al torneo di Roma, in Russia, Marocco, Argentina, Messico e in tanti altri posti meno probabili di questi.
Giocava a tennis, cioè era un professionista da 6 ore di allenamenti al giorno.
Nella sua gioventù di giocatore di bassa classifica mondiale ha visitato molti posti, e di questi mi ha sempre riportato racconti che starebbero bene in un libro: quella volta che in Azerbaijan si è fatto portare da un taxi attraverso 200 km di deserto in piena notte e il taxi si è spento due volte; quella volta che in pullman, mentre valicava dei monti dell'ex Yugoslavia, l'autista è sceso e ha tolto la targa, "che non si sa mai..."; quella volta che a Palermo l'aereo quasi cade; quella volta che vinse a Teheran e divenne un eroe; quella volta che Mc Enroe, negli spogliatoi, in Germania, gli fece i complimenti per come giocava ("Lui, il mio eroe, a me! Ci pensi?", mi raccontò)...
Gli anni d'oro, quando arrivò ad essere 166° al mondo. Gli anni difficili degli infortuni a ripetizione: la schiena, la spalla, la caviglia, il ginocchio... Un tennista di vetro... Fino al ritiro.
Tante storie, avrebbe da raccontare sul mondo del tennis, quel ragazzo...
Oggi, in una pausa, ha deciso di farsi un viaggio tutto spesato da ex giocatore, insieme a Canè, Camporese, Galimberti e altri. Dove? Negli Emirati Arabi, a Dubai, in un albergo a due passi dal più famoso albergo a 7 stelle...
Poi vengo io. Io ho sempre avuto un difetto: se qualcosa mi irrita, lo dico. Come lo dissi al vecchio presidente Bush, negli anni del primo attacco all'Iraq, attraverso il sito della Casa Bianca; come lo dico in questo blog, quando parlo di guerra, politica ed economia...
Ora, mentre scrivo, il fratellino starà facendo qualcosa a Dubai, e quando finirà, si collegherà ad internet e verrà a vedere se ho scritto qualche cavolata.
Il pensiero è: bro', potresti evitare di connetterti dagli emirati arabi, per favore? Che con tutto quello che scrivo, manca soltanto un contatto dai paesi musulmani perchè stasera mi ritrovi incappucciato in un furgoncino senza targa e trasferito segretamente a Guantanamo...