~~~~~~~~~~~~~~~

Pensieri su...

~~~~~~~~~~~~~~~

Sussurri
buio07 in Strascichi...
capitanoCirk in Strascichi...
buio07 in Strascichi...
capitanoCirk in Strascichi...
buio07 in Strascichi...
PiccolaIndia in Strascichi...
4ever4me in Strascichi...
buio07 in Nel caso in cui...
buio07 in Strascichi...
utente anonimo in Strascichi...

~~~~~~~~~~~~~~~


~~~~~~~~~~~~~~~

Memorie
oggi
luglio 2008
giugno 2008
maggio 2008
aprile 2008
marzo 2008
febbraio 2008
gennaio 2008
dicembre 2007
novembre 2007
ottobre 2007
settembre 2007
agosto 2007
luglio 2007
giugno 2007
maggio 2007
aprile 2007
marzo 2007
febbraio 2007

~~~~~~~~~~~~~~~



Altrove Succede...
~~~~~~~~~~~~~~~

10elode

per Buio
da
4ever4me

~~~~~~~~~~~~~~~


  • Contattami
  • Il mio profilo
  • Linkami

~~~~~~~~~~~~~~~

Il Buio su Messenger
buio07[at]hotmail.it

~~~~~~~~~~~~~~~

Luce/Buio
Buio : la falsità, l'ipocrisia, la guerra; la musica universalmente inascoltabile, i libri universalmente illeggibili, i film universalmente inguardabili; i silenzi di alcune persone, le parole di altre; certa politica, le frasi fatte, la codardia; chi non sa assumersi responsabilità...

Luce : le persone semplici, il coraggio delle scelte, i pensieri complessi, la notte...

~~~~~~~~~~~~~~~


Cose da fare...
Due o più figli;
Due o più libri;
Scrivere una canzone;
Fare il percorso in moto de "I Diari della Motocicletta;
Aprire un bar sulle coste dello Yucatan;
Imparare a cucinare;
Sparire per un po';



Notturno

Hanno illuminato il Buio
*loading*
Luci

  • RSS 2.0
  • ATOM 0.3
  • Powered by Splinder

~~~~~~~~~~~~~~~

Blogger: buio07
Nome: Buio
Buio, assenza di luce, quando non si vede più nulla e si può solo immaginare.


~~~~~~~~~~~~~~~



~~~~~~~~~~~~~~~


La vita, l'Amore, la notte...

lunedì, 31 dicembre 2007,ore 17:52


Leggetelo o... lasciate che ve lo racconti io...

 

1 - 2 - 3 - 4 - 5 - 6 - 7 - 8 - 9 - 10 - 11 - 12

Numeri, numeri che scandiscono il passare del tempo.

Tutto è iniziato il primo di gennaio. Non dimentico che fossi con dei cari amici a Lenola, nel Lazio, a passare il capodanno, ma quel sms di auguri, appena bucata la mezzanotte, inviato a Ilaria - svanita, scomparsa, in viaggio - quel sms di auguri senza risposta avrebbe segnato i primi freddi - freddissimi! - mesi del 2007, lasciandomi in una solitudine amara, inaspettata. Così fu, e di quell'inverno ormai lontano ricordo solo questo: un sms, quell'unico sms spedito a mezzanotte e un minuto, senza risposta, preludio di un telefono che non avrebbe più squillato e di una neve fitta sui miei pensieri.

Ma non ci si può spegnere, nessuno ha il diritto di spegnermi, così ripresi in mano la mia vita, come avevo fatto altre volte, e ricominciai a correre.

La prima corsa doveva essere verso il Messico, quel magico mondo di fantasia, fermata da necessità e responsabilità che con riluttanza dovetti accettare.

La seconda corsa fu verso un altro mondo di fantasia, quello che si nasconde in ogni anfratto del mio cervello. Creare mondi, vite, eventi, è un gioco che mi porto dietro sin da bambino, ed allora eccomi lì, ancora a scrivere, a raccontare storie inventate di uomini e donne inventati. Ma non si può solo inventare, esiste anche la vita reale, che merita di essere raccontata come ogni altra. Così nacque Buio07. Buio07, perchè Buio e basta esisteva già. Per raccontare me e il modo in cui vedo il mondo, quel mondo che immagino ancora immerso in un crepuscolo medievale, nonostante ogni giorno provino a dirci che è tutto bellissimo.

Gennaio - febbraio - marzo - aprile - maggio. Dal freddo al caldo, un tepore dolce dal profumo di vita che ritorna sempre più intensa. Il rockisland che riapre, l'estate che avanza, il mare, le notti insonni. Manuela.

Manuela la conoscevo già. In realtà, io e lei avevamo iniziato un cammino a passo leggero già nell'estate del 2006. Solo che tutti noi abbiamo un passato che presto o tardi decide di farsi vivo, di interrompere le nostre sinapsi, di interferire col nostro futuro. Il passato è egoista, ci vuole tutti per se. Quelle orme sulla sabbia da quattro divennero due, e mi ritrovai a camminare da solo.

Fu allora che incontrai Ilaria. Guardavo il riflusso delle onde sulla spiaggia, in una solitaria passeggiata al tramonto, quando lei si parò davanti a me, chiedendo di farle compagnia fino all'alba.

Ma anche con lei il passato fu egoista, e decise di riprendersela.

Nel 2002 devo aver rotto uno specchio. Non uno specchio normale, uno specchio minore. Se avessi rotto uno specchio normale, avrei subìto i sette classici anni. Uno specchio minore, da cinque anni. Cinque anni in cui ho passato il capodanno immancabilmente da solo. Con gli amici, ma sentimentalmente solo. Non che non abbia avuto relazioni. Di relazioni ne ho avute molte, ma mai nessuna che avesse varcato il confine immaginario del tempo che passa, il 31 dicembre.

Giugno - luglio - agosto - settembre - ottobre - novembre - dicembre. Il tempo è passato, dove ho perduto Manuela ho trovato Ilaria, dove ho perduto Ilaria ho ritrovato Manuela. Di nuovo a camminare insieme, con un passato che forse a volte prova a tormentarci, ma che abbiamo imparato a deridere, perchè il futuro è più bello, la sfida tra la cupa realtà di fatti già successi e la fantasia su eventi ancora da costruire che riempie le nostre notti insonni è vinta in partenza.

Ed eccoci qua, felici in un abbraccio, a condividere sogni e speranze, ed ora che lo specchio minore ha perso la sua nefasta influenza, a varcare insieme la soglia temporale immaginaria tra oggi e domani.

Come spero sia per tutti voi.

Vi abbraccio con affetto.

buio07
Permalink | commenti (3) | commenti (3)(popup)
categoria : pensieri liberi, notti insonni, messico e nuvole, io , audiopost


mercoledì, 26 dicembre 2007,ore 16:21


pillole

Ma che bestie!
Tigre siberiana fugge dallo zoo di San Francisco: aggredite tre persone, una muore. L'animale è stato abbattuto. Domanda: cosa cavolo ci faceva una tigre siberiana a San Francisco? Ci è arrivata a nuoto? Ma lasciarli stare a casa loro, 'sti poveri animali, no, eh? Mica sono dei peluches...

L'Italia è una democrazia...
La Giunta Elettorale si esprimerà per il 9 gennaio sui ricorsi legati ad alcuni senatori eletti ma che non sono entrati nel computo dei 315. Per un tacito accordo dx-sn, una cosa che andava fatta subito viene fatta dopo quasi due anni. Se passasse, la maggioranza si troverebbe con sei nuovi voti di scarto sulla minoranza. Intanto non si sa che fine abbiano fatto le schede bianche che stanno ricontando per i brogli denunciati dal cavaliere. Che forse ci son stati, ma quel 10% di schede in più finite a destra... Comunque, nel frattempo, invitiamo Putin a lezione di democrazia in Italia. Comico, direi.

Innocente a furor di popolo.
Concordo col cavaliere sul fatto che le intercettazioni non vadano rese pubbliche. Ci vorrebbe una legge che ne vietasse la divulgazione. All'art. 2 metterei pure che, se uno è indagato, debba omettere commenti (e insulti annessi) sulla magistratura che indaga sul caso. Altrimenti, lasciamo gli insulti e la libera pubblicazione delle intercettazioni, che dicano alla gente come mai è indagato un parlamentare eletto. E magari, così, per un motivo etico o opportunistico, all'art. 3 mettiamo pure che l'indagato non può modificare leggi che lo favoriscano in processi in corso. Altrimenti commissariamo la magistratura, che tanto è iniqua, e facciamo tutti quel cavolo che ci pare.

Contrada libero.
Poraccio, è vecchio e moribondo. Diamoglia la grazia. Sì, usiamo per un mafioso che ha appoggiato omicidi e delitti di ogni genere quell'istituto giuridico che fu negato a Sofri quando stava male, ad esempio.

Buon compleanno!
Qualche giorno fa, internet ha compiuto 20 anni. Ancora uno, e potrà bere alcolici negli Stati Uniti.

Desaparecidos.
Io non dite che non ve l'avevo detto! Dopo l'impatto mediatico di eventi neri, tutto è tornato in silenzio e nessuno ne parla più. In Birmania, adesso, tutti stanno bene, si è instaurato un governo democraticamente eletto. Per questo non ce ne frega più una mazza di quel posto là. Negli Usa hanno vietato l'acquisto di armi libero. Per questo le stragi nelle scuole non fanno più notizia. Iraq, Afghanistan, Balcani. Tutto ok, Babbo Natale ha portato i regali. Mah, quanto ci metteranno i bombardamenti turchi sui curdi a sparire dalla circolazione?

Notiziona!
Uno trova una busta con 5000 euro e la porta ai vigili. La notizia dovrebbe essere: uno trova una busta con 5000 euro e se la tiene. Perchè non è mica l'onestà che deve finire in prima pagina.

buio07
Permalink | commenti (2) | commenti (2)(popup)
categoria : pensieri liberi


martedì, 25 dicembre 2007,ore 20:49


?

Ma dov'è che finisco io e iniziano gli altri?

buio07
Permalink | commenti (1) | commenti (1)(popup)
categoria : pensieri liberi, notti insonni, io


lunedì, 24 dicembre 2007,ore 17:07


natale-multi

Che io non sia esattamente religioso, lo si era capito, vero?

Per questo il Natale per me non ha lo stesso valore che ha per molti altri. Certamente, è diventato un bel carrozzone mediatico, con le consuete trasmissioni sui cenoni e sui regali. Una tradizione dove ci si scambia regali per far sentire che ci siamo. Ma perchè irrompere negli occhi meravigliati di un bambino davanti all'albero pieno di doni con un cinico: "Babbo Natale non esiste, lo ha inventato la Coca Cola"?

Natale_cattivo

E allora, da un Buio, che da un lato vive con gioia contenuta una bella notizia, dall'altro si porta il peso di una serenità sempre in bilico, un augurio un po' Zen:

Che siate credenti o no, se basta il pensiero del Natale per alleggerire le fatiche dell'anima, o per dimostrare ad altri che ci siete ancora, domani non festeggiatelo. Semplicemente, lasciatelo entrare e portatevelo dentro per i restanti 364 giorni. A che serve esserci o esser contenti un giorno solo...

alberodinatale

(agli amici, ai nemici, alle Ilaria che ho amato e perso, alle Ilaria che mi hanno amato e perso, a chi avrei voluto incontrare e non ho mai incontrato, a chi avrei voluto non incontrare e purtroppo ho incontrato, alle persone semplici, alle persone innocenti, a chi mi ha insultato quando era il momento di farlo, a chi mi ha abbandonato quando era il momento di farlo, a chi non rivedrò più, a chi non mi rivedrà più, a chi pensa di avermi perso e non sa che io ci sono, a chi pensa che io ci sia e non sa che me ne sono andato: grazie, di tutte le emozioni che mi avete regalato...)

babbo-natale

buio07
Permalink | commenti (5) | commenti (5)(popup)
categoria : pensieri liberi, io


martedì, 18 dicembre 2007,ore 19:21


 

 

<<E' l'ultima volta che salgo su un palco. Il teatro fatto così, per qualche amico che a fine spettacolo ti applaude anche se non dovrebbe, non ha senso. Gli amici, quelli veri, ti applaudono già fuori dal palco. Per quello che sei, non per quello che fingi di essere...>>

Così avevo motivato il mio addio al teatro, nel 2006. Era il '91 quando mi iscrissi per la prima volta a un corso di recitazione. Volevo fare "cinema", illuso da luci colorate che poi tanto colorate non sono. E dopo tre anni di corsi, una presenza in radio alla Rai, come voce di uno sceneggiato audio, e decine di presenze in film come comparsa, mi ritrovai un giorno del '94 a calcare un palco teatrale. Ed è qui che inizia questa storia, la storia d'amore tra Buio e Sipario...

~ ~ ~maschere

<<Ciao, tu sei quello che ha mandato Natasha? Bene. Allora, questo è il copione di Enrico IV, tu sei Landolfo. Sali, che ti spiego e iniziamo...>>

La folta barba bianca di Enrico, solo omonimo del protagonista pirandelliano, incorniciava un sorriso sincero. Lui, e solo lui, fu il primo impatto con il mondo del teatro. Un impatto caldo ed appassionato, un imprinting che mi avrebbe segnato nel tempo, impedendomi di mollare un'arte spesso povera e sottovalutata, che attira spettatori solo se "c'è uno famoso". Poco importa se è bravo, preparato, capace. L'icona vince sulla narrazione, l'apparire sull'essere. Un po' come nella vita, in fondo...

Quell'anno scoprii che dopo tutto, a me, di diventare una stella del cinema, importava poco. Avevo molto da imparare, e non solo di recitazione vera, di dizione, di immedesimazione.

Il teatro non consente sbagli. In un film, se sbagli, rifai la scena, ma in teatro, se sbagli devi avere calma e pelo sullo stomaco per non farti prendere dal panico, che è la via più semplice per giustificare l'errore e quelli successivi. Li, se sbagli, devi contare fino a dieci e mettere a posto le cose. Devi fidarti dei tuoi compagni, i migliori amici che tu possa avere in quelle due ore di spettacolo. Solo così, ne esci: calma, pelo sullo stomaco e fiducia.

Il teatro non consente stanchezza. Hai un pubblico davanti, e quel pubblico non ha un telecomando. Tu e loro, in un orgia emozionale, e sei tu che dirigi quell'orgia. Non puoi permetterti di non avere l'erezione.

Il teatro non consente timidezza e insicurezza. Devi trasmettere emozioni, e lo puoi fare solo con la voce e con i movimenti. Se ti trattieni, se non scavi dentro di te per sentirla, quell'emozione che devi trasmettere, tutto suonerà falso. Bene che ti vada, regalerai qualcosa alle prime due file, che ti vedono bene. Ma gli altri, quelli seduti laggiù in fondo?

Il teatro non consente egoismo. Hai un pubblico, a loro regali tutto te stesso. Hai dei coprotagonisti, non puoi farli sentire degli esclusi. La scena è una melodia d'insieme, nessuno deve stonare. Se tu stoni, perchè pensi che sia un assolo, rovini tutto.

Il teatro vuole amor proprio. Sei su un palco, davanti a persone che hanno aspettative. Non le puoi tradire perchè non hai carattere.

E' facile capire che presto o tardi, tutte queste cose si spostano dal palco alla vita vera. E questo è accaduto a me, andando su e giù per il palco. Ho imparato molto più di quel che ho dato...

In questi mesi d'autunno, mi sono ritrovato seduto in teatro, qualche volta. La febbre del sabato sera, Lascio alle mie donne, Lei dunque capirà, eppoi Davide Enia, sabato e domenica, con "Antoniuccio si masturba" e "Piccoli gesti inutili che salvano la vita".

Io, Enia, l'ho conosciuto per caso nel 2006. Amici comuni. Ora ogni volta che passa di qua ci si vede e si beve una birra insieme. No, lui il Negroni. Per lui, alcune delle cose che ho detto non valgono. E' un narratore, tra i migliori. Sta da solo sul palco, e racconta storie che portano a ridere e a piangere. Forse anche le chiacchiere fatte con lui, sulla passione che ci mette, su quanto creda nei suoi lavori, hanno riacceso in me questa voglia sopita, amplificandola al punto di desiderare ardentemente di scrivere anche un copione o una narrazione, e di dedicarmi alla regia, oltre che alla recitazione.

Un pensiero mi sfiora, immagini lontane prendono vita...

Eccole che le sento tornare, le sette vocali, a e è i o ò u, che infarciscono il nostro parlare e lo rendono tanto diverso da città a città, perché se dico pésca, intendo il pescare, se dico pèsca, intendo il frutto. (L'ho imparata, alla fine, 'sta cosa che non mi entrava in testa...).
Ecco che sento tornare il ritmo dei dialoghi, lenti e soavi in amore, concitati nelle liti, tremanti nelle paure.
Ecco quel morso nello stomaco, quando cala il silenzio e lentamente il sipario si apre.
Ecco quel brivido per un applauso conquistato.
Ecco il tempo in cui si montano e si smontano le scene.
Ecco il momento in cui si ride di quell'errore o di quella battuta, tutti insieme, davanti ad una pizza. Dopo.

E allora, adesso mi chiedo, perchè rinunciare ad un amore così vero? Buio e Sipario si sono conosciuti, compresi, accettati ed infine amati. Ed hanno ancora voglia di stare insieme...

buio07
Permalink | commenti (7) | commenti (7)(popup)
categoria : film, pensieri liberi, io , categorie umane, le cose che non sai di me


lunedì, 17 dicembre 2007,ore 18:13


ciak

 

Quando sei un adolescente, si sa, di sogni ne hai così tanti che ti si aggrovigliano nella testa. Uno, però, a me restava sempre lì, presente come l'albero a Natale: fare l'attore...

In realtà, non sapevo proprio bene come funzionasse. Forse bastava la telecamera, un regista, altri attori; forse serviva qualcosa di più...

Una sera, tranquillamente a zonzo per un locale, incontrai per caso i responsabili di un'agenzia che cercavano volti qualunque per lavoretti di ogni tipo nello spettacolo: comparsate in qualche film, piccole sfilate per aziende locali, qualche pubblicità, qualche servizio fotografico...

Lavoretti, dicevo, piccoli e mal pagati. Sì, perchè per fare la comparsa ti toccava stare lì senza far niente per dieci, dodici ore, fino a che ti chiamavano per essere ripreso a cinquanta metri dalla scena principale, mentre cammini per strada o chiacchieri con qualcuno o qualsiasi altra cosa, purchè tu riempia il panorama. I soldi? Un'inezia... ma quando sei un ragazzino anche un'inezia fa la differenza.

Quel giorno mi avevano chiamato per una presenza in un film che aveva tra i protagonisti Franco Nero. Me lo ricordo, lui, quando, mentre i mille tecnici cinematografici preparavano la scena, le luci, le posizioni, dormiva beato su un divanetto. Noi tesi come corde di violino e lui lì, in un sonno leggero e quieto...

La scena era più o meno questa: sala riunioni, cattedra in fondo, due blocchi di sedie che lasciavano un corridoio nel mezzo, riempite di volti anonimi tranne uno, la protagonista, che tra l'altro era seduta davanti a me (quindi in camera mi si vedeva proprio bene)...

...e si doveva svolgere circa così:

Nero finisce la conferenza, saluta, tutti si alzano e se ne vanno tranne la protagonista che lo intercetta e si mette a chiedergli del più e del meno...

Come andò? Circa così...

Ciak, azione...

Nero tiene la sua conferenza, finisce, si incammina per il corridoio tra le sedie, viene fermato dalla ragazza. Nel frattempo le comparse raccolgono tutto e iniziano a defluire... uscendo tutte ai lati della sala, anche quelle che, come me, erano sedute dalla parte del corridoio centrale. Non era proprio naturale, 'sta cosa, ed io, che avevo sempre sentito parlare della naturalezza cinematografica, uscii sul corridoio centrale. Peccato che... fossi stato l'unico, e tra me e la telecamera il passo fosse chiuso da Nero e dalla ragazza.

Voi non potete capire quanto possa essere imbarazzante trovarsi nel campo della telecamera che sta riprendendo i due protagonisti, bloccato da loro due che dialogano come da copione, con un bisogno enorme di attraversarli senza disturbare e sparire dalla memoria degli spettatori...

I secondi sono pochi, per pensare. Uno di troppo ed il regista sarebbe stato costretto a chiamare: "Stop!".

Stop! Davanti a decine di persone e attori costretti a rigirare la scena per colpa mia!!!

Timidamente, continuai verso l'uscita e davanti a loro, fermo ed esitante, esalai un lieve fiato: "permesso..."

Quando fui in salvo, tirai un sospiro di sollievo non da poco. Rivedendo il film, scoprii di essere stato doppiato. Per forza...

Ma rivedendo il film, pensai anche una cosa: che senso aveva essere ad un passo dal corridoio centrale e scorrere tutte le sedie per uscire dalla parte laterale? Alla fine, forse quel gesto rese quella scena meno surreale. Alla fine, dopo quel gesto, iniziai i miei corsi di recitazione e mi ritrovai a calcare per molti anni i palchi teatrali della mia città e di quelle limitrofe, godendo non della notorietà che non avevo, ma del piacere dello stare insieme nella Compagnia, delle lunghe ore di prova, di quei secondi d'ansia che precedono l'aprirsi del sipario, del panico nel tuo compagno che non si ricorda le battute e devi aiutarlo senza farlo capire a chi guarda, del brivido che corre lungo la schiena quando ti rendi conto che hai dato il massimo ed il pubblico ha apprezzato...

E dopo un addio alle scene un po' affrettato lo scorso anno, forse questa settimana deciderò di tornare a calcarli, perchè in fondo mi mancano, quei momenti magici. A me, che quella volta fui anche "attore protagonista"...

Ah, piesse: il film era un film tv, andato in onda su Italia 1. Il titolo era "Azzurro Profondo", del 1992. Chissà se si trova in giro... ;P

buio07
Permalink | commenti (2) | commenti (2)(popup)
categoria : le cose che non sai di me


mercoledì, 12 dicembre 2007,ore 15:30


La seconda di otto storie che hanno me come protagonista...

Uomo-pesce

Il pesce che volle farsi uomo

A 13 anni ti porti dentro un sacco di sogni e di passioni. Oggi, forse, la passione di un 13enne si chiama Playstation o Xbox o Nintendo, ma quando 13 anni li avevo io, i computer praticamente non esistevano, e allora purtroppo dovevi passare un sacco di tempo in giro con gli amici, a far lunghe pedalate o giochi nei parchi, senza guinzagli che ti impedissero di allontanarti da casa più di cento metri. Triste, lo so. Mica come adesso, che puoi vivere il mondo virtuale di elfi e fate. Allora, gli elfi e le fate li dovevi creare con la fantasia, e immaginare storie dove tu e i tuoi amici eravate gli eroi che salvavano la principessa, con spade di legno al posto di megaultrasuper fucile al plasma.

A 13 anni io una passione vera l'avevo: amavo pescare. In realtà, ero la felicità dei pesci, perchè allora ne prendevo raramente. Sarà per quello, che successe che un pesce decise di farsi uomo: forse voleva dirmelo...

Il laghetto distava poco da casa mia. E' ancora là, una piccola vecchia cava, incastonata in un parco appena sotto la vecchia fiera di Rimini, ricca di leggende come il lago di Loch Ness. Certo, non così eclatanti, ma sicuramente suggestive: il pesce siluro di cinque metri che qualcuno affermava di aver visto; la carpa gigante; il luccio famelico che avrebbe cancellato da solo ogni forma di vita acquatica; i persici trota più furbi delle volpi; i cavedani più furbi dei persici trota. Eppoi i bambini morti, tanto tempo prima, intrappolati nel fango del fondo dopo essersi tuffati...
Storie, si sa... ma non quel che accadde a me quel giorno di primavera...

Io, quel giorno di primavera, avevo preparato le mia canne da pesca per una missione impossibile: catturare delle carpe pescando a fondo. Pescare a fondo significa non usare il galleggiante, ma solo un peso di piombo di venti- trenta grammi e l'amo, ed è il modo migliore per insidiarle, perchè loro, le carpe, pascolano sui fondali, ingoiando tutto quello che trovano di commestibile.

Jeans, giacchetto leggero, canne sulle spalle, come Sampei arrivai al lago ballonzolante, allegro come sempre, felice di trascorrere qualche ora all'aria aperta in attesa della cattura da fotografia, della preda perfetta, la Gigante narrata da altri pescatori, che ne avevano visto la schiena enorme emergere dai fondali assassini della Cava.

Annusai l'aria, profumata dalla natura che stava tornando a vivere, a colorare prati, cespugli e alberi, poi scesi il breve sentiero che portava al luogo prescelto, un largo spiazzo proprio dove il lago si divide, dove il fondale decresce e piccole isole si mostrano al cielo. Lì avrei catturato la Gigante...

Avevo appena finito di piazzare le tre canne, quando qualcosa mi distrasse, un rumore che proveniva dalla mia destra. Mi girai a guardare il fitto canneto, aspettando di veder comparire l'immancabile topo attirato dal profumo delle esche, ma quando l'ospite sposto le ultime piante che ci separavano vidi...

...un uomo. Un uomo di una trentina di anni, completamente nudo e in piena eccitazione...

"Scusa, pensavo non ci fosse nessuno..."

"No, niente..." risposi, mentre velocemente recuperavo la lenza e chiudevo le mie canne da pesca...
Pochi minuti mi erano bastati per riprendere la via di casa, leggermente sconvolto per l'insolito incontro...

Allora pensai che fosse un maniaco, un pervertito, ma oggi la mia convinzione è diversa: quello era la Gigante, il patriarca delle carpe del lago, che si era fatto uomo perchè voleva spaventarmi. Perchè mi temeva, perchè temeva che quel giorno l'avrei catturato. Quel che non sapeva è che lo avrei ributtato in acqua...

L'ultimo ricordo che ho di quell'evento sono le parole di mio padre quando gli raccontai l'accaduto:

"Davvero? Era tutto nudo?" disse sorridendo.
...
"Invece di scappare, secondo me dovevi andare a vedere tra le canne. Forse c'era anche la donna..."

Mio padre è impagabile...

buio07
Permalink | commenti (4) | commenti (4)(popup)
categoria : io , le cose che non sai di me


lunedì, 10 dicembre 2007,ore 17:23


Qualche tempo fa, l'amica Always mi nominò come uno dei cinque fortunati destinati a raccontare 8 episodi della propria vita. Ci ho pensato un po', a 'sta cosa. Non credo di avere 8 buoni motivi per scrivere qualcosa di me. In fondo, sono un notturno, ma non fuori dall'ordinario. Non rapino banche, non ricatto Vips, non corrompo giudici, non partecipo a shows famosi... non ho nulla, insomma, per attirare l'attenzione delle masse. E magari per sperare di entrare in politica...

Però, otto storie semplici semplici le ho, anzi, addirittura qualcuna di più. E allora, cara Always, ecco la prima, la più semplice, di otto risposte...

scavi

Il giorno in cui distruggemmo la casa degli uomini preistorici...

"Non correre, ma vedi di andare a passo spedito, che se ci prendono..."

Il Trentino, d'estate, è emozionante. Ci andavo ogni anno, con mia madre e mio padre, che d'improvviso avevano deciso di sostituire le vacanze sulla neve con le lunghe passeggiate tra le cime delle Dolomiti. Peccato, perché io, a sciare, stavo diventando bravino. Avevo pure smesso di fare le curve "a spazzaneve", ma cosa vuoi, quando sei un bambino devi accettare di buon grado le scelte degli adulti, giuste o sbagliate che siano.
Quell'anno ero un quattordicenne nel pieno dell'età dello sviluppo, lungo lungo e secco secco. Timido come una marmotta, poco sicuro di me, poco loquace, alla ricerca di un equilibrio continuamente messo a rischio dalle cariche ormonali. Incerto sul futuro, come ogni bambino un po' cresciuto (sì, lo so che adesso a quattordici anni si diventa già padri e si sniffa cocaina, ma allora era un'altra storia...): sarei diventato un supereroe o un divo del cinema? Queste, probabilmente, erano le domande che più di frequente si rincorrevano nella mia mente immatura...
In Trentino ci si andava con gli amici di famiglia, e anche loro avevano dei figli della mia età. Eppoi c'era il figlio dei proprietari della pensione, a Ziano di Fiemme, che spesso si univa a noi nelle innumerevoli escursioni che mio padre, in forma come un portatore africano, ci spingeva a fare nelle vaste e desolate cime di granito rosa. "Qua ci è passato Coppi, lo sapevate?" ci diceva. Perchè Coppi era stato il mito della sua gioventù e lui sapeva tutto delle sue sfide con Bartali.

Quella volta, la lunga marcia ci aveva condotto sulle rive di un lago alpino di cui non ricordo il nome. La giornata era soleggiata, baciata dal caldo mite di agosto a duemila metri di altitudine. Decine e decine di turisti affollavano quel luogo, provenienti da mezza Europa, Germania e Austria soprattutto.

Quasi senza accorgercene, ci trovammo assiepati intorno a due uomini intenti a pulire pietre nell'acqua, un po' come facevano i cercatori d'oro nei fiumi americani negli anni della conquista dell'Ovest. Si notava che erano fuori contesto: la Baita, il lago, i turisti, i cercatori di funghi, i raccoglitori di mirtilli... Che ci facevano, i cercatori d'oro, in quel posto?
"Abbiamo trovato un sito preistorico... vedete questa pietra? E' selce lavorata. Sono i primi attrezzi rudimentali della civiltà umana..."

Non so cosa accadde dopo, ma ancora oggi conservo quel ricordo con tristezza. Ricordo gli occhi di quell'archeologo, le sue mani tra i capelli, una disperazione che lasciava trapelare con dignità. Il volto di un uomo che, tornando alla sua scoperta, la trovò completamente distrutta da quattro ragazzini stupidi che pensavano di rendersi utili cercando anche loro la selce degli uomini preistorici. Un accampamento vecchio di millenni raso al suolo per gioco.

Il cuore che batte forte, quando ti rendi conto di aver distrutto non tanto un buco in terra, ma i sogni di due uomini, quei due archeologi che con tanta minuzia spulciavano nella terra bagnata alla ricerca di un pezzettino di pietra lavorata, alla ricerca del nostro passato, per ascoltare un'ultima volta il racconto dei nostri avi.

Il cuore che batte forte quando, in "fuga" dopo il danno, vedi da lontano la lunga fila di turisti che seguono il secondo archeologo infuriato che arriva veloce dal lago.

Vorrei averli davanti ora, solo un attimo. Solo per chiedergli scusa...

buio07
Permalink | commenti (7) | commenti (7)(popup)
categoria : io , le cose che non sai di me


martedì, 04 dicembre 2007,ore 20:08


Dopo aver atteso del tempo per verificare quanto "pesasse" sul caricamento il nuovo template, ho notato che la grafica, su certi sistemi e con certe connessioni, e anche in certi orari, era un po' eccessiva.

Per ora ho tolto Dizzler, programma flash per l'ascolto musicale, la visione di filmati etc..., e la Chat Box, sempre in flash.

In realtà, non li ho proprio tolti. Ho creato delle pagine web moooolto semplici in cui ho trasferito i codici, che possono essere aperte a parte ( i link sono belli in vista) come popup. Il rischio è che abbiate programmi che blocchino i popup, come google toolbar o lo stesso explorer 7.

In questo modo, però, potete anche decidere di tenere aperta solo la Chat o Dizzler, chiudendo il blog. Credo... Non ci ho provato...

Bah, devo comunque trovare un rimedio per la musica di sottofondo. Abbassarne la qualità (ora è a 56kb, contro i 128kb tipici), tagliarla dopo il ritornello, toglierla del tutto. E' quella, più del resto, a ridurre le prestazioni in apertura.

Ci penserò...

buio07
Permalink | commenti | commenti (popup)
categoria :


domenica, 02 dicembre 2007,ore 17:05


Il mistero che circonda quel dannato virus è il frutto inevitabile di quei due miliardi di dollari che ci spendono sopra ogni anno. Se prendessimo un qualsiasi altro virus e spendessimo due miliardi di dollari ogni anno per studiarlo, state certi che anche quel virus produrrebbe misteri a bizzeffe.

(Kary B. Mullis,
nobel per la chimica 1993)

'sto post è un po' lungo, ma ritengo fosse giusto farlo. E che sia giusto leggerlo...

Lo so, qualcuno probabilmente aspettava il momento in cui l'avrei tirata fuori, 'sta storia. Eh sì, perchè sentirsi ripetere in continuazione "I malati sono aumentati... il virus è lontano dall'essere sconfitto... bisogna intervenire..." dovrebbe stimolare chiunque a cercare risposte.

Io le ho cercate, e dopo mesi di studi ho raggiunto le mie conclusioni...

L'aids, questo sconosciuto. Iniziamo dal principio. Cos'è l'Aids? Cos'è il virus dell'Aids?
Molti sono convinti che l'Aids sia una malattia. In realtà, altro non è un insieme di malattie che attaccano il nostro organismo quando un virus, l'hiv, colpisce le difese immunitarie e ci espone alla contrazione di virus e microbi che possono portare alla morte, perchè i linfociti non possono difenderci.

Il concetto di Aids/Hiv nasce nel lontano 1982, ma forse anche qualche anno prima. Cinque omosessuali ricoverati per strani sintomi in un ospedale californiano accendono la lampadina. I malanni contratti erano: sarcoma di Kaposi (un tumore della pelle, quello delle macchie celebrate in Philadephia, film con Tom Hanks), una polmonite rara, la PCP, candida, e un altro paio di virus infettivi.

Questi cinque ragazzi, tra i venti e i quarant'anni, sono morti dopo giorni di agonia. La paura diede l'avvio alla caccia al virus che aveva debilitato le loro difese immunitarie. Nell'83, uno dei boss del sistema sanitario americano, Robert Gallo, dichiara di aver scoperto il virus e brevetta subito il test per trovarlo... Gallo non segue le procedure scientifiche, che vorrebbero: ricerca, pubblicazione dei risultati, controanalisi di altri scienziati, conferma. La sua procedura è stata: ricerca, brevetto del test, conferenza stampa.

Passano quasi 25 anni, e di soluzioni a 'sto malanno non se ne trovano. Solo che... spaventa solo una volta all'anno, il primo dicembre, quando tutte le tv ci ricordano che esiste ancora.

Eppure, mi son chiesto prima di iniziare questa ricerca allucinante, un virus che si trasmette così facilmente (sesso, sangue...), a quest'ora dovrebbe aver infettato metà della popolazione mondiale. E non è che ogni giorno ci ricordino di usare il preservativo nei rapporti...

Domande

1. Quando è stata fatta la fotografia al microscopio elettronico del (retro)virus dell'Hiv? Nell'83, nell'86 o nel '97?

R1: mai. nonostante il virus sia teoricamente diffusissimo nell'organismo infettato, dovendo demolire le difese, nessuno scienziato, seguendo le procedure standard di individuazione dei virus in laboratorio, è riuscito a trovarne traccia. Tutto quel che è stato trovato sono brandelli di proteine che vengono attribuite al virus. Brandelli derivati dalla lotta persa contro i linfociti. La lotta persa... Quelle che vengono mostrate in tv o sui libri sono solo riproduzioni grafiche. 25 anni, e ancora il virus viene solo ipotizzato... (Perth Group, ricercatori australiani)

2. Il virus quanto si è diffuso, in questi 25 anni?

R2. La sua diffusione andrebbe divisa in due parti: Africa e paesi sviluppati. Nei paesi sviluppati, l'incremento è stato pressochè ridicolo, dei sieropositivi. Sempre che i test possano ritenersi affidabili, perchè il test del'Hiv viene ritenuto da alcuni scienziati importanti (volete i nomi? Ok, uno per tutti: Peter Duesberg, il maggior ricercatore retrovirologo vivente.) come sbagliato all'origine, capace di toccare il 90% di falsi positivi. Dell'Africa parlo dopo...

3. Il virus colpisce chiunque?

R3. Dai dati statistici, no. 25 anni fa i malati erano tossicodipendenti e omossessuali. Oggi la stragran maggioranza dei malati è ancora costituita da tossicodipendenti e omosessuali. Curioso, per un virus che si trasmette con tanta facilità... Per correttezza, gli altri sieropositivi sono emofiliaci, trapiantati e trasfusi, in minima parte soggetti non ritenuti a rischio, di cui, però, non si sa nulla della vita privata...

4. Quindi c'entra il contagio sanguigno, in tutti i casi?

R4. Se eliminiamo tossicodipendenti e omosex, i casi minori sono dati da emofiliaci, trapiantati e trasfusi. Parrebbe di sì, quindi. Solo che...qualcuno dovrebbe spiegare come è possibile il contagio per gli emofiliaci. Gli emofiliaci necessitano del Fattore VIII, un componente del sangue umano. Di solito, il F. VIII viene prelevato da soggetti sani, liofilizzato, imbustato, conservato per mesi nei magazzini, poi venduto e usato. Come è possibile prendere l'Hiv da una sostanza che sta in magazzino per mesi, quando un virus, fuori dal corpo umano, non può sopravvivere che poche ore? Questa domanda è stata posta nel 2000 ad una conferenza in Sud Africa (non ricordo dove, ma se volete ho gli atti...), davanti ai maggiori ricercatori del mondo. Nessuno ha risposto...

5. Perchè ogni anno dicono che i casi sono aumentati di centinaia di migliaia di individui?

R5. Per l'Africa... l'Africa è il pozzo dei desideri. Negli anni 80, le malattie associate all'Aids erano pochissime. Poi si è ritenuto di incrementarne il numero, ritenendole collegate all'Hiv. Sono stati aggiunti dei tumori, tipo quello alla cervice femminile, ma sono state anche aggiunte delle malattie più diffuse. Come mai in Africa è esploso l'Aids? Ok, aggiungiamo all'elenco delle malattie tipiche dell'Aids le seguenti. Vediamo se ne riconoscete qualcuna...
a. Malaria
b. Tubercolosi
c. Sindrome da denutrizione etc...
Da cinque, sei tipologie, oggi si sono superate le 30 malattie associate all'Aids. E quand'è che vengono associate all'Aids? Quando le prendi e risulti sieropositivo. Altrimenti hai la malaria, la tubercolosi, un tumore. Il problema è che in Africa il controllo sanitario e i test praticamente non esistono, si basa tutto sulle dichiarazioni verbali. Ora, se in un anno ('95) vengono versate poche decine di migliaia di euro ad un paese per la lotta alla malaria, mentre l'anno successivo vengono versati 6 milioni di euro per la malaria da hiv, + medici stranieri + ospedali nuovi, è chiaro che il sistema statistico africano metta seri dubbi...

Conclusioni:

Oggi, dell'Aids, non ne parla più nessuno. La peste del 2000 si è rivelata inconsistente. Niente più alone viola, niente più pubblicità progresso. La battaglia è stata vinta? La battaglia non c'è mai stata. Quando si iniziò a parlare di Aids, si pensava che il sistema immunitario umano fosse costituito solo da linfociti. Oggi si sa che invece è duplice, linfociti e monossido d'azoto. Il funzionamento dello switch tra i due sistemi, che spiegherebbe la sparizione dei linfociti nei "sieropositivi" (calcolo delle cellule CD4 per determinare l'infezione), ve lo lascio studiare da soli. Ci ho messo mesi per capirlo, non posso riassumerlo in poche righe...

Ma ho una certezza: non esiste nessun virus. E se non esiste nessun virus, non può esserci contagio!

Allora cos'è l'Aids?

Quando il sistema umano raggiunge livelli di intossicazione troppo elevati, si avvia l'immunodeficienza e si sviluppano le malattie da Aids. In realtà, i linfociti ci sono ancora, ma l'intossicazione li fa sparire, sostituendoli con il monossido d'azoto. Quali le cause dell'intossicazione? Lo dicono le statistiche stesse: droghe pesanti e farmaci, soprattutto. Ma anche alcuni stili di vita eccessivi ad essi associati. Tra i più importanti farmaci a causare l'Aids, in quanto immunosoppressivi, i chemioterapici. Cosa c'è tra i chemioterapici? I farmaci anti hiv, ad esempio. Che in buona parte spiega la contrazione dell'Aids da parte di persone non a rischio che i test hanno dichiarato sieropositivi (falsi, sicuramente), che iniziano poi la terapia (cercate il motivo per cui l'AZT non si usa più...).

Pensateci: l'hiv nasce negli anni ottanta e viene definito un lentivirus, con un'incubazione di dieci anni. Andiamo indietro: anni ottanta - 10= anni settanta. Gli anni delle droghe pesanti per eccellenza. Dieci anni di abuso di droga, eroina soprattutto. Ecco perchè prima degli anni ottanta non v'è traccia di Aids. Perchè gli omosex? Popper, ancora oggi venduto (e molto) legalmente. Un concentrato di... ossidi di azoto, capaci di far rilassare lo sfintere anale e facilitare il rapporto. Poi l'assunzione di proteine esterne (sperma).

Perchè allora lasciar morire milioni di persone se una cura esiste?

Cura per l'Aids: qualche centinaia di euro in farmaci generici e alimenti particolari;

Cura attuale: 500 miliardi di dollari in chemioterapici, milioni di dollari all'anno in ricerca e sviluppo, milioni di medici specializzati in aids. L'intera economia di una piccola nazione...

Se non ti fai problemi a sganciare tonnellate di bombe su un paese per petrolio, perchè una cosa molto più soft dovrebbe scandalizzare l'opinione pubblica? Tanto basta versare un obolo il primo dicembre di ogni anno per lavarsi la coscienza...

 

Fonti:
Peter Duesberg - Ricercatore a Berkley, California (inglese)
Gruppo Perth - Australia (inglese)
Prof. Heinrich Kramer - Germania
Kary Mullis - Premio nobel per la chimica 1993
Il virus inventato
Il mito del virus dell'Aids (inglese)

buio07
Permalink | commenti (7) | commenti (7)(popup)
categoria : guerra, pensieri liberi, notti insonni, categorie umane, stato e denaro