Mia nonna raccontava, a volte, di come fosse la vita ai suoi tempi, quando nelle campagne non avevano nulla di ciò a cui siamo abituati ora. Niente Tv, niente telefono, cellulare o computer. E allora, mi veniva da chiederle, come facevate... il tempo, intendo, come lo trascorrevate... E lei via, a raccontare delle passeggiate con le amiche lungo le strade sterrate che attraversavano le colline dolci dell'entroterra riminese e delle veglie. Sì, le veglie. Lunghe e interminabili serate davanti a un camino o una stufa a legna, o nelle aie, quando il caldo estivo accarezzava la pelle, a chiacchierare, a spettegolare sui fatti accaduti negli ultimi tempi in paese: sai che il figlio di... esce con la figlia di...; sai che quello... sai che quell'altro...
E se dovevi lasciare un messaggio a qualcuno, lo lasciavi al droghiere: "Se viene la Laura, dille che mi venga a trovare, che ho le uova fresche...". Eh sì, perchè presto o tardi dal droghiere ci passano tutti...
Altri tempi, quelli... tempi in cui dovevi farti una bella camminata per parlare con qualcuno, in cui le notizie arrivavano con giorni di ritardo, in cui il gusto della vita era la veglia con le amiche, la sera, dopo il lavoro...
Io ci ho pensato a 'sta cosa. Certo, era un po' eccessivo, ma c'era dell'umanità dentro.
Sì, però era un po' eccessivo...

...ma vogliamo parlare di oggi? Sì, dai. Ci sto...
Intanto, i mezzi. Per un qualsiasi problema tecnico ai sistemi di comunicazione:
a. andiamo in crisi, perchè internet non va; il cellulare non prende; il fisso (ma esiste ancora?) non ha la linea.
b. ci irritiamo se il segnale è scarso e si sente male; se internet ci mette più di quindici secondi a visualizzare la pagina.
Ma c'è sempre il supporto tecnico... il numero verde!!! Chi non ha mai chiamato un numero verde per farsi aiutare...?! Se deve... prema 1; se deve... prema 2; se deve... prema 3... e via, ad libitum...
Dopo aver premuto tutti i numeri della tastiera più e più volte
[aperta.parentesi]
Io ho il display del numero composto, e le vedo, certe cose. Penso che a volte abbia rischiato di superare l'insieme delle cifre di carta di credito, pin bancomat, codice fiscale e numero di previdenza...
[chiusa.parentesi]
finalmente l'agognato: resti in linea, verra messo in comunicazione con un nostro addetto...
Un essere umano! Dopo le dodici fatiche di Ercole, il premio: una voce amica! Ma allora Dio esiste, e sto per parlare con lui, dall'altra parte del telefono!
E mentre sei li che sogni... tututututututututututu... cade la linea...
Alla decima volta che provi, rinunci e diventi ateo. E' così che ho imparato a risolvere da solo la gran parte dei problemi tecnici che mi son trovato davanti... di necessità, virtù...
Di fronte a questa decadenza della socialità umana, almeno però i rapporti amicali o sentimentali li puoi tenere di persona, cosa non da poco, perchè ti rendi conto che tutti quei fantasmi che incontri per strada hanno una sostanza, sono veri e parlano pure. A volte, pensano pure...
E come comunicano gli amici? E gli amanti?
SMS: "ciao, vieni a giocare a calcetto?"
SMS: "stasera non esco, sono stanco/a..."
SMS: "ho un problema in ufficio, quando arrivi?"
SMS: "C'è una festa, vieni?"
SMS: "Ciao, come stai?"
...
SMS: "E' meglio se ci lasciamo..."
E' meglio se ci lasciamo? Con un SMS? Sì, perchè nella vita mi è successo anche questo...
SMS: "E perchè?"
SMS: "Perchè è meglio così..."
...
SMS: "forse è meglio se ne parliamo di persona, non credi?"
SMS: "No. Tanto tu... tanto tu... tanto tu...."
Io ci provo, a volte, a parlare con la gente. A me piace guardare la loro espressione mentre dicono qualcosa, mentre accusano, mentre si scusano. Mentre ridono o piangono. Gli occhi dicono molto, come i toni della voce. Leggere le persone, i sentimenti e le emozioni che esprimono, lo puoi fare solo quando le hai davanti.
E allora, ricordandomi di mia nonna, mi metto a pensare che la comunicazione tecnologica è solo un mezzo da usarsi per il minor tempo possibile. Un sorriso è meglio di una faccina :-)...
E a chi mi vuol dire cose attraverso un SMS, rispondo sempre: "160 caratteri non sono sufficienti per costruire un dialogo...".
In fondo, non esiste mica solo il cellulare. C'è anche la posta elettronica. No?
"Ce l'hai la roba?"
"Sì"
"Quanto?"
"10 euro... ma stavolta faccio io..."
Ora, detta così sembra che due amici abbiano acquistato dell'hashish e stiano spartendo la spesa, invece...
Io l'avevo detto che tra le tante cose che avrei voluto fare c'era anche questa. No, ancora per i due figli non ci siamo; di libri ne ho scritto uno solo; in Messico non ho aperto un bar sulla spiaggia; non sparisco per un po'; non vado a fare il giro in moto del Che; non ho scritto una canzone.
Mentre tutto questo ha dei tempi di realizzazione piuttosto lunghi, una cosa che posso fare subito, in realtà, c'è...
"Vediamo: scalogno... c'è... olio, pepe, sale... ci sono... zucca e salvia... ci sono... cognac... c'è... riso, c'è... ok cominciamo"
Il massimo della mia espressione culinaria la raggiunsi quando preparai piada, prosciutto, pomodoro, insalata, mozzarella, mais, pepe e peperoncino. La piada, naturalmente, era precotta...
Ah, la gola...
Io al ristorante ci vado spesso e volentieri, e di solito non per una pizza... adoro i piatti sofisticati il giusto, ricchi di aromi, speziati in abbondanza. Ho sempre avuto un'invidia epidermica per i cuochi, questi peripatetici delle cucine, che non escono mai, neppure quando il piatto di punta riscuote gli applausi degli ospiti. Le poche volte che vengono richiamati fuori dalla loro tana di fornelli e cibo, sorridono, ringraziano, poi scappano via timidi come le marmotte, senza dir nulla perchè per loro ha già parlato il sapore...
Cose da fare: imparare a cucinare.
Manuela io l'adoro. Lei ha una pazienza biblica e l'entusiasmo dei bambini. Mai una volta che non trovi del buono nelle strambe idee che spesso, quando il buio scende, tiro fuori dalla mia mente malata.
"Voglio imparare a cucinare, Manu..." e lei non si tira indietro. Scopriamo un bell'elenco di ricette, scartiamo quelle con carne e pesce, perchè la roba, poi, buona o cattiva che sia, ce la mangiamo, e lei è vegetariana...
"Dai", mi dice con gli occhi sorridenti...
3, 2, 1, via...
Ok, io taglio lo scalogno e piango, tu metti a bollire l'acqua e prepara la zucca. Sono decisissimo, da grande mica voglio morire di fame se non trovo piada e prosciutto...
Taglia, taglia, taglia... lo scalogno è pronto. Mentre lei affetta la zucca, io stappo il vino e verso, con le lacrime agli occhi. Si, perchè mica lo sapevo che la cipolla fa davvero un effetto così....
"Mettici dell'acqua..."
"No, no... io 'st'esperienza mica l'avevo mai fatta... di piangere sulle cipolle, intendo... e quindi me la voglio godere fino all'ultima lacrima..."
Soffriggiamo due scalogni con la salvia per qualche minuto, poi togliamo la salvia e ci buttiamo dentro tre etti e un po' di zucca a dadini piccoli piccoli. Dopo diversi minuti trascorsi a mescolare e tracannare vino, ci buttiamo il riso e il cognac. Quando il cognac si asciuga, iniziamo a versare il brodo vegetale...
Il piatto è buonissimo. E' un inizio, in fondo le rare volte che ho toccato dei fornelli ne ho tirato fuori dei deliri...
L'idea è di continuare a provare. In queste sere d'inverno, tanto, mica ho più così voglia di star in giro fino a tardi per strade deserte...
Solo che... o impariamo ad essere più veloci, o il vino lo stappiamo dopo aver finito di cucinare. Perchè anche a sorseggiare, se stappi alle nove e ceni alle dieci e mezza...


Vi aspettavate altro, eh? ne sono sicuro...
Ma giocare con i template, quando io non sono un programmatore, tanto meno un grafico, è tanto divertente quanto complicato. Apprendere, per me, è sempre una gioia...
E allora perchè diventare scemi quando di template carini se ne trovano a bizzeffe in tutto il web?
Perchè quelli sono i template di altri... non c'è del mio dentro, e nelle cose che faccio, vorrei sempre ci fosse del mio. Magari dovrò fare qualche aggiustamento, non è che lasci a bocca aperta, la grafica...
I Css sono uno strumento incredibile. Prima gli oggetti, poi i contenuti. E' come avere una tavola e appoggiare i pezzi che desideri nel punto che desideri, anche sovrapponendoli... Volevo una grafica a "brandelli", e l'ho costruita. Diversa dai template che si vedono in giro, dove le celle (titolo, colonna, post) sono normalmente unite. Nella colonna ho separato gli argomenti, creando una classe tabella ed inserendo i contenuti in tante tabelle diverse e separate. Ho separato il titolo dai post, lasciando uno spazio da riempire. Inizialmente doveva essere uno spazio piccolo, poi, non sapendo dove mettere il programma multimediale Dizzler (devo scoprire se funziona senza iscrizione. Il mio PC non vale, ho un cookie che ha registrato il mio login, quindi non mi chiede l'accesso...), ho allargato le distanze.
L'impalcatura, insomma, è fatta. Ora cambiare i colori e le immagini è il meno, come eliminare oggetti di troppo o spostarli da un punto all'altro del template...
Poi, volevo costruire un blog multimediale, e l'ho fatto.
Nella colonna di sinistra ho messo un player mp3 in flash con autostart e loop, giusto per tediarvi con la musica che piace a me. Rispetto a prima, quando non c'era possibilità di interrompere il sottofondo, questo player ha un bel pulsante di stop. Così anche chi ha connessioni meno veloci un giro se lo può fare...
Ho inserito Dizzler. Dicevo che non so se funziona con iscrizione, o se potete fare quel che faccio io:
posso cercare musica o video (pescando da database in rete, come Youtube etc...), creare una mia playlist e lasciar andare la musica in streaming, direttamente su internet; posso cercare giochi in java o flash e giocare direttamente su web; etc...
Sull'onda dell'idea di Bellatrix, la tentazione di dar vita al blogcast c'è: gli audio-post, per esempio. Ma ci devo pensare...
Inserirò presto una tag board, una sorta di mini chat, a messaggi istantanei anche anonimi.
Insomma, un lavoro lungo, che mi ha tenuto sveglio anche fino alle quattro di notte, a volte (di giorno, non è che avessi del gran tempo...).
Perchè? Provate voi a capire cosa cavolo significano 'sti simboli, quando è la prima volta che li vedete... e meno male che c'è Google...
#corpo {
background-color: #FFFFFF;
text-align: right;
float: left;
width: 713px;
padding-top: 5px;
padding-bottom: 15px;
margin-bottom: 10px;
margin-top: 5px;
position: absolute;
top: 400px;
}
.table {
width: 180px;
empty-cells: show;
text-align: center;
padding-bottom: 10px;
padding-top: 0px;
cursor: help;
background-color: #F9F9F9;
}

Pazientate, sto lavorando ad una piccola sorpresa...
che mi toglie anche il sonno, non avendo mai abbastanza tempo...
;P

Presto o tardi, nelle cose che uno fa, arriva sempre il momento di ritirarsi. Lo dico per esperienza, sapete? Ne ho conosciute di persone che ad un certo punto della loro storia avrebbero dovuto tirarsi indietro, perchè mica puoi continuare in eterno ai massimi livelli, no?
Inizi una cosa qualsiasi, dimostri di essere bravo, raggiungi la vetta, poi... basta. Stop. Fine. Devi renderti conto quando è il momento di smettere, altrimenti le cose buone che hai creato rischiano di essere sovrastate dalle inutilità di quel che ne è seguito...
Eh? Come? Nonononono, non stavo parlando di me. Ancora ho un sacco di cose da dimostrare, non sono arrivato da nessuna parte, non ho toccato alcun vertice di carriera. In fondo, sono ancora abbastanza giovane, di tempo ne ho. "Spero per te..." direbbe il mio amico Robo.
Parlavo di... ma andiamo con calma, dall'inizio.
Domenica sera, io e Manu, dopo un pomeriggio alla Fiera di San Martino, in quel posto meraviglioso a uno sputo da casa mia che è Santarcangelo, un bomboniera di paese, abbiamo pensato bene di rifugiarci in uno di quei luoghi asettici che comunemente si definiscono Multisala. Una sorta di seconda casa, un centro commerciale della settima arte, un self service della celluloide. L'idea era: vediamo qualcosa di orrorifico, che stimoli i nostri incubi, qualcosa di memorabile.
Dopo un'accurata selezione tra le varie schifezze proposte, la scelta è caduta sull'unica cosa che si portava appresso un nome decente: Dario Argento.
Ora, il nome del regista ed il nome dell'attrice protagonista, sua figlia, dovrebbero essere una garanzia, direbbe chiunque.
Ma voi l'avete visto "La terza madre"? E vi è piaciuto? No, sapete, perchè quel che sto per dire magari potrebbe ferire i sentimenti di qualcuno.
Io, i film di Dario Argento me li ricordo. L'uccello dalle piume di cristallo, il gatto a nove code, Profondo rosso, Suspiria, Phenomena... Ti lasciavano con l'ansia per una settimana, mica scherzi. Ad ogni rumore, di notte, accendevi la luce terrorizzato. Mi aspettavo più o meno la stessa cosa anche questa volta, invece...
Oh, io non sono un critico, quindi quello che dico va preso per quello che è...
In primis, l'unica parte horror che mi ha fatto venire in mente è cosa farei allo sceneggiatore se lo prendessi: un coacervo di dialoghi abominevoli, di deviazioni prese senza spiegare nulla, prive di ogni conclusione, di un senso logico. Neanche dire che lascia alla fantasia del pubblico. Il pubblico, certi passaggi, è costretto a rimuoverli, privi di contenuti come sono...
Poi, la recitazione: gli unici due attori decenti, Philippe Leroy e Udo Kier, muoiono dopo cinque minuti dalla loro apparizione. Gli unici due, dico, perchè, perdonami Asia, non ho visto un interprete che si possa definire attore, tra gli altri. Una recitazione recitata è il peggio che ci si possa aspettare, in un film. Io, nei miei anni di teatro amatoriale, ricordo di aver visto performances migliori...
Ma li hanno pagati? Spero di no, ve'.
Infine, la scenografia e i costumi. Per le scene horror, meglio definirle inutilmente splatter, B movie, la spesa più grossa è stata nel sangue finto e nei pupazzi simil-umani. Non ce n'è stata una credibile, neanche lontanamente. Le streghe? Madonna ai tempi di Like a Virgin, con un look dark anni ottanta da discoteca. Quando da ragazzino andavo all'Altro Mondo di Rimini, vedevo donne vestite uguali...
Per concludere, i dialoghi doppiati. Un film italiano doppiato in italiano mi lascia sempre perplesso...
Presto o tardi, nelle cose che uno fa, arriva sempre il momento di ritirarsi. O magari di provare a far di meglio. Perchè io, caro Dario, mica ci credo che non puoi far meglio di così... Un'ispirazione? Prova a guardare il filmato del mio precedente post. Allora sì che riusciresti a farmi tornare i brividi come una volta...
(grazie a Manu per la segnalazione)

Se c'era una cosa che amavo da piccolo, e che in fondo amo tuttora, è la natura. In modo particolare, gli animali. In modo ancora più particolare, i cuccioli di animale.
Non sono un vegetariano, ma ne comprendo l'etica, di chi fa una scelta di questo tipo.
Avete mai giocato con un cucciolo? Un cucciolo qualsiasi? Sì, va bene anche quello di gatto o di cane...
Non trovate che siano meravigliosi, nella loro genuinità? Il cucciolo di essere umano sa essere anche cattivo, nei suoi giochi, ma un cucciolo di animale no.
Ti saltano in braccio, ti mordicchiano le dita, ti cercano, ti rincorrono e poi scappano. Ti scaldano il cuore, insomma.
Poi il cucciolo di animale cresce e diventa indipendente. Comincia a cercare nutrimento e un partner per accoppiarsi.
Il cucciolo di uomo, cresce pure lui. Non cerca nutrimento soltanto, perchè la competizione con quelli della propria specie si sposta su livelli intellettivi che molti definiscono superiori, complessi: la ricchezza, il profitto, le leggi economiche che sostituiscono gli istinti basilari di sopravvivenza.
Si spostano su livelli intellettivi che molti definiscono superiori, complessi. Già...
Giusto, verrebbe da pensare. In fondo, noi siamo gli esseri più intelligenti ospitati da questo pianeta, no?
E allora, dei due cuccioli, di umano e di animale, che un tempo erano felici di giocare insieme, che avevano quel rapporto così intimo di amicizia, quando crescono, che ne è?
I cuccioli... ti saltano in braccio, ti mordicchiano le dita, ti cercano, ti rincorrono e poi scappano. Ti scaldano il cuore, insomma...
E quando crescono, sono sempre loro, solo un po' più grossi... Cerchiamo di non dimenticarcene, altrimenti il buio dentro di noi prende il sopravvento...
(ATTENZIONE, le immagini del video sono estremamente cruente.
Raccomando di pensarci bene, prima di avviare.
Io ho dovuto smettere di guardare dopo pochi secondi)

Un saluto glielo devo proprio. Glielo devo, a questo instancabile amico, che mi ha tenuto compagnia per quasi un decennio, senza lamentarsi mai dei continui cambiamenti che gli imponevo: più veloce, più resistente, più capiente...
Mai una parola di scontento. Beh, sì, a volte diventava blu di rabbia, ma poi facevamo pace...
Con lui ho ascoltato musica, ho guardato film, ho letto pagine e pagine di notizie, informazioni, cose curiose. Con lui ho scritto pagine e pagine di parole. A volte vuote, a volte piene. Con lui ho scritto pure un libro e ne ho iniziato un altro, solo perchè certi giorni non trovavamo nulla di interessante da leggere.
Lui c'era quando mi sono laureato, mi ha pure aiutato con la tesi. Un sacco di notti insonni a pensare. O semplicemente a giocare, per ore, lontani dal mondo, come fossimo due bambini.
Mi è stato compagno quando comunicavo con amici lontani, con volti sconosciuti. Quando mettevo i miei sentimenti in una bottiglia prima di buttarli nel mare.
Non ha retto, il suo cuore. E venerdì si è spento e mi ha lasciato, per sempre.
Ma non lo piango. Anzi, sorrido quando ripenso a lui.
Ciao, computer, e grazie di tutto. Provo ad immaginarti, in questo momento, mentre da qualche parte quella meravigliosa persona che era Enzo Biagi forse batte sui tuoi tasti qualche articolo dei suoi; o magari te la stai spassando con Niels Liedolm, che traccia le sue tattiche calcistiche con una penna elettronica su una tela di pixel, sempre che non si sia addormentato sulla sedia, come era solito fare durante le partite; oppure stai facendo leggere a Don Benzi tutto quello che ho scritto sul cattolicesimo, lui, con quel sorriso solare che non si toglieva mai dalla faccia, pronto ad infuriarsi e a perdonare per quello in cui credeva.
Più probabilmente, sarete tutti insieme, e loro staranno litigando per poterti usare, e vi immagino quando al culmine della discussione, una signora grida da dietro le spalle per riportare la calma: "Quello è il computer di Buio, e lui, che è uno calmo, ed io lo so, perchè abitava affianco a me, tutto 'sto casino non lo vorrebbe..."
Salutameli tutti, computer. Sì, anche la mia vicina di casa. Che anche lei, 'sto fine settimana, non ce l'ha fatta più e ci ha lasciati...