
Dicevo ieri notte, in un post un po' scarico, circa come me dopo tutte quelle ore di viaggio, che davanti a San Pietro mi son fatto una domanda: "Caro Ratzinger, ma io e te cosa abbiamo da condividere?"
La domanda non è banale. La considerazione che segue non è anticlericale. La definirei piuttosto... legittima.
Si dice che quando si è cattolici si condividono i principi, i valori del cattolicesimo, ma è ovvio che alcuni principi non possono che essere considerati soprattutto culturali, figli del diritto romano prima che della Bibbia.
Da quando il Papa più reazionario del pianeta ha preso il potere, la Chiesa sta facendo passi da gigante. All'indietro.
Grandi strali verso i Pacs prima e i Dico poi, come se la verità universale sulla convivenza di due esseri umani fosse rinchiusa nell'Istituto del Matrimonio, quello celebrato in chiesa, soprattutto.
Io la domandina la faccio: "e se foste voi, a sbagliarvi?". Difficile ottenere risposta, da chi è abituato ad avere la verità in tasca, ed allora la convivenza non è così diversa da incesto e pedofilia. Eppure esistono decine e decine di culture monogame, che da sempre vivono senza una certificazione, ma solo con l'approvazione tacita della comunità. E non divorziano. Sì, forse vi sbagliate.
Oggi un'altra sparata: chi abortisce è un terrorista, le cliniche sono dei mattatoi.
Il problema, a mio modesto parere, non sta semplicemente nell'evidenziare il disaccordo, che è un diritto. Il problema sta nel modo di porsi: "tu, che non la pensi come me, sei un pedofilo-incestuoso-terrorista."
"Ma sei scemo?", mi vien da ribattere. Sì, perchè i toni sono da guerra santa. Si stanno spingendo i cattolici a rompere definitivamente con la restante parte della società civile, uccidendo il dialogo con frasi ad effetto.
Davanti a San Pietro, ancora frastornato dalla notte lunga, mi son chiesto non solo cosa ho da spartire con loro, ma anche da dove trae potere la Chiesa.
Risposta ovvia? Per me sì: dai numeri. Il fatto che in Italia e nel mondo ci siano milioni di cattolici, masse che possono spostare il peso politico di una parte o dell'altra, porta chi governa a tenere una posizione ambigua, non decisionista. E silenziosa, di fronte a certe affermazioni.
Un momento, però: in quei milioni di cattolici... ci sono anche io, e tanti altri come me. Cavolo!
Eh, sì, perchè nel momento in cui vengo battezzato, io divento di fatto cattolico, come ben ebbe a spiegarmi un zelante militare durante i tre giorni per la leva, che si rifiutò di mettere "Ateo" alla voce religione, e scrisse d'ufficio "Cattolico", facendomi girare le p***e non poco.
Di conseguenza, è una verità che i vescovi, i teologi, il Papa stesso, dicano cose che non condivido affatto, e lo facciano anche a mio nome.
Così ho deciso dire basta, e di dimettermi ufficialmente dalla chiesa cattolica. Davanti a quel bellissimo cupolone, davanti al colonnato del Bernini, guardando la finestra da cui Ratz si affaccia per parlare ai fedeli, ho deciso che non avrei più lasciato dir nulla ad un uomo di chiesa in mio nome, o come si dice per sottolineare che una guerra di qualsiasi natura non mi appartiene: NOT IN MY NAME!
Come? Dopo le opportune verifiche, così...
======================================
(FAC SIMILE DA COMPILARE)
Raccomandata A.R.
:
(*) Al Parroco della parrocchia di:
……………………………………
……………………………………
data ………………………………
:
OGGETTO: istanza ai sensi dell'art. 7 del Decreto Legislativo n. 196/2003.
:
Io sottoscritto/a ……………………………………...........................………. nato/a a ………………...........................................….............…………… il ………….....……. e residente a …………………………………………………………… con la presente istanza, presentata ai sensi dell'art. 7, comma 3, del Decreto Legislativo n. 196/2003, mi rivolgo a Lei in quanto responsabile dei registri parrocchiali. Essendo stato sottoposto/a a battesimo nella Sua parrocchia, in una data a me non nota ma presumibilmente di poco successiva alla mia nascita, desidero che venga rettificato il dato in Suo possesso, tramite annotazione sul registro dei battezzati, riconoscendo la mia inequivocabile volontà di non essere più considerato/a aderente alla confessione religiosa denominata "Chiesa cattolica apostolica romana". Chiedo inoltre che dell'avvenuta annotazione mi sia data conferma per lettera, debitamente sottoscritta. Si segnala che, in caso di mancato o inidoneo riscontro alla presente istanza entro 15 (quindici) giorni, il/la sottoscritto/a si riserva, ai sensi dell'art. 145 del Decreto Legislativo n. 196/2003, di rivolgersi all'autorità giudiziaria o di presentare ricorso al Garante per la protezione dei dati personali. Ciò, in ottemperanza del Decreto Legislativo n. 196/2003 (che ha sostituito, a decorrere dall’1/1/2004, la previgente Legge n. 675/1996), in ossequio al pronunciamento del Garante per la protezione dei dati personali del 9/9/1999 e alla sentenza del Tribunale di Padova depositata il 29/5/2000. Si allega fotocopia del documento d'identità.
Distintamente.
:
Firma
………………………………..
:
Mittente:
………………………………..
………………………………..
………………………………..
(*) Nota: Nel caso non si ricordi la parrocchia del battesimo, la lettera va indirizzata al vescovo.
======================================
Gran bella legge, quella sulla privacy 
La religiosità e la spiritualità sono una cosa, la Chiesa, le sue fobie, i suoi strali sono un'altra.
Io mi riprendo la mia libertà.
Mi stia bene, Santità.