


Tema libero, questa notte. Perché a volte mi irrito di fronte a certe esternazioni. So che quello che sto per scrivere toccherà la sensibilità di qualcuno, ma almeno avviamo una discussione, o no?
Partiamo dal principio…
Sentirmi imporre le cose, proprio mi mette di cattivo umore. Se vuoi, me lo chiedi, poi se non capisco me lo spieghi. Se sono d’accordo lo faccio, se non sono d’accordo discuteremo. Così dovrebbe valere per tutti, altrimenti saremmo delle capre…
Ergo…
Quando sento un padre spirituale, il massimo padre spirituale, che dice che il divorzio non va bene, e che se divorzi esci praticamente dalla luce divina, mi vien voglia di chiedergli: ma te (sic!), sei mai stato sposato? E allora che ne sai? Guarda Casini: lui è uno di quei religiosi… religiosi forte, di quelli che se vivesse nel medioevo partirebbe per le crociate, eppure è divorziato anche lui. Un motivo ci sarà pure?
[parentesi.on]
<pensieri random>
Già che da uno che di famiglia non ne ha avuta neppure una io non mi farei mai spiegare il senso della famiglia in un corso prematrimoniale… Eppoi, restare single tutta la vita senza fare sesso è contro natura… dopo si combinano casini (vedi che ritorna sempre…) con le perpetue. O peggio…
Io glielo avevo detto a F. che il corso non lo facevo e che in chiesa mi stava pure bene, “basta che il parroco parli solo con te. A me consegna un test multiopzionale prima della cerimonia: vuoi tu prendere in moglie… 1. SI 2. NO 3. NON SO”.
Poi dal parroco non ci siamo arrivati… ma questa è un’altra storia.
In fondo è vero che sono battezzato, ma io a 0 anni mica potevo dire di no…
</pensieri random>
[parentesi.off]
Dicevo, la massima espressione spirituale, invece di trovare le parole per dire alla gente che la famiglia è importante ed è un impegno che va curato come un fiore, e magari dare anche due dritte (di certo non per esperienza, ma per sentito dire, con tutte le confessioni che girano…) su come fare, non trova di meglio che sparare un’anatema medievale tipo “o con Gesù o contro Gesù”? Secondo me, Gesù non è che sarebbe proprio d’accordo.
Con le polemiche sono poi usciti allo scoperto i mediatori. La massima espressione spirituale avrò pensato che magari aveva alzato un po’ il tiro. Io li ho sentiti, ‘sti mediatori, che dicevano che “sì, beh, dipende di chi è la colpa del divorzio. Se la colpa è del partner, allora si può chiudere un occhio…”.
Ahhhh, riduzione della pena. Nei tribunali lo chiamano patteggiamento…
La comunione sì, ma con mezza ostia ed un rosè.
Esser religiosi va bene, ma non si può nemmeno esagerare…
Ma DICO io…
Sento un po' del peso dell'anima, oggi. Piove, il cielo è triste. Una poetessa sta piangendo. Nasceranno sicuramente parole struggenti, da questo suo dolore. Vorrei solo essere lì, con lei, per abbracciarle l'anima e raccogliere una lacrima.Scomporre la realtà si può, scomporre il tempo è più complesso, perchè devi raccogliere immagini, metterle insieme e cercare di dare un senso logico, anche se non lo hanno.

<<Sei pronta?>>
<<Dove mi porti?>>
<<E' una sorpresa...>>
Il viaggio dura circa un'ora, la destinazione, per lei, è sconosciuta. La sto portando fuori dal mondo, dove il cellulare non prende, quel cellulare che tanto riempie la sua vita. In mezzo ad una foresta, ma lei non lo sa.
La strada scorre veloce, e lei smette di porre domande a cui io non rispondo.
<<Dove mi stai portando?>>
<<Fuori dal mondo, te l'ho detto...>>
Siamo in ritardo. Avevo promesso che saremmo arrivati alle sette di sera, quel sabato pomeriggio, ma sarebbe stato impossibile. Star Trek è ancora fantascienza...
Finalmente ci siamo. Quell'esile ponte sul fiume ci separa dalla nostra meta. La mia meta, perchè lei ancora non sa cosa le aspetta. Forse non è del tutto chiaro neppure a me, cosa ci aspetta.
Eccola, quell'esile donna che ci indica dove posteggiare.
<<Possiamo lasciarla qui? Restiamo a dormire, non vorremmo che desse fastidio...>>
<<No, qui va bene. Siete quelli di Rimini?>>
<<Sì.>>
<<Vi stavamo aspettando. Venite...>>
E' dolce, il suo sguardo, mentre ci invita ad entrare, come se fossimo ospiti della sua casa privata. Una cinquecento gialla ci osserva attraversare il selciato, verso il ristorante.
<<Amore, ma dove mi hai portato?>>
<<Fuori dal mondo. Siamo solo io e te, questa sera...>>
Si anima, quando scopre che tutto è buio intorno a noi. Non c'è una luce che ci illumina, non un riflesso lontano. Solo un cielo stellato come non eravamo più abituati a vedere. Il silenzio è commovente. Puoi sentire i pensieri dell'altro...
<<Sedetevi qui...>>
<<Tu... tu sapevi quanto amo lo sharing?>>
<<No, cosa intendi?>>
<<Lo sharing, la condivisione. Siamo ad un tavolo con altri perfetti sconosciuti...>>
<<No. Non sapevo di questo...>>
<<Esistono alcune città dove lo sharing è una realtà meravigliosa...>>
Mi racconta il concetto di sharing, come lo vede lei, ed io non posso non sognare. Ha ragione, il suo pensiero è perfetto nella sua astrattezza, e non ci mette neppure un minuto a far breccia nel mio fragile muro.
Arrivano le prime portate. Tutto prodotto in casa, dalla ricotta alla carne.
Si inquieta, Ilaria, quando arrivano i secondi. Carne di cervo.
<<No! Bambi no!>>
La sua innocenza è reale. Quel pezzo di carne di cervo le ricorda Bambi, e lei stenta a mangiarlo, fino alla rinuncia. Aspetterà il dolce, mi dice.
<<C'è un'altra sorpresa per te...>> le dico.
Si eccita. <<Cosa?>>
<<E' una sorpresa che ti piacerà...>>
<<Dai, dimmelo!>> insiste. Ma io la lascio crogiolare nella sua curiosità.
Nel luogo in cui siamo, dispersi nella Foresta delle Lame, questo focolare ha più di una sorpresa. A fine cena il nostro ospite ci invita a seguirlo. L'ho pregato più di una volta di non rivelare cosa accadrà dopo, e lui mi ha seguito, in questo desiderio.
Ci accomodiamo nella comune, una sala calda, separata da tutto il resto, dove un grande camino impera su tutti noi. Mentre le immagini della storia della valle scorrono, qualcuno cuoce castagne, da abbinare ad un vino dolce. Lei, Ilaria, si offre di riempire calici per tutti gli altri. Siamo una famiglia, in quella grande sala. Sharing, come direbbe lei...
Finisce la serata, è ora di ritirarsi nelle nostre umili dimore. Piccole stanze accoglienti per gli ospiti. C'è un grande letto, al centro della stanza. Sharing, penso io, ma solo per noi due. E' una dolce attrazione, quella che ci muove. Si spengono le luci, i vestiti volano via, lontano dai nostri corpi. C'è fretta, fretta di sentire la nostra pelle l'una sull'altra. E' un'estasi, quella che ci prende. Siamo lontani dal mondo che conosciamo, in un ambiente remoto, arcaico. E' come se tutto quello che ci circonda non esistesse. Giochiamo, con i nostri corpi. Giochiamo con le labbra, con le parole sussurrate, fino a che non possiamo più resistere, a quell'attrazione, ed entrambi fremiamo, quando ci sfioriamo, fino a sussultare...
Non riesco a dormire. Ogni minimo sussulto mi fa aprire gli occhi. Un rumore esterno, una volpe, un gatto, non posso saperlo. Lei dorme. E' lì, affianco a me. La guardo dormire. Il suo volto rilassato, teneramente sognante. "Cosa starà sognando?" mi chiedo. Invidio la sua pace. La osservo, timidamente, come se stessi osservando qualcuno da una serratura, e penso che forse, di quell'attimo, di quel sogno, io ne sono parte.
Passa, il tempo, e Morfeo viene a trovare anche me. Mi abbraccia, mi coccola, mi invita a seguirlo. Cedo alle sue lusinghe. Allungo una mano, per sentire se è ancora lì, Ilaria, nel buio della stanza. La sento, la sua pelle delicata, il suo respiro pesante, di chi in quel momento non prova nessuna ansia, nessuna paura. "Forse perchè sente che io sono qui...". L'abbraccio, la stringo a me, per sentire il suo odore, la sua presenza, poi cado in un limbo senza sogni.
Il suono della sveglia è invadente. E' domenica, voglio continuare a dormire. A tenerla stretta e a dormire. E quando ci sveglieremo, faremo ancora l'amore, dolce e rabbioso, passionale come la notte prima di cadere. E ci racconteremo chi siamo, quando i nostri corpi avranno avuto soddisfazione. Che cosa stiamo facendo, là, lontano dal mondo.
Suona la sveglia, e rovina i miei pensieri. Non apro gli occhi. Ho paura che lei non ci sia.
"Corro lungo una collina. Cado. Le ginocchia sbucciate, una mano sanguinante. Mia nonna mi chiama, mi chiede se mi sono fatto male. Sono un bambino, sento dolore, ma non piango. Le sorrido, la rassicuro, mi alzo e corro da lei. Non ho paura..."
Suona la sveglia, ed è invadente.
Allungo una mano, al mio fianco, con gli occhi ancora chiusi, vinti dal sonno, e trovo...
Questa notte non mi va di essere serio, neppure impegnato. Ok, ok, non che mi capiti spesso di esserlo, però...
Questa notte non parlerò di Ilaria...
Sono partito già male, vero? Vien da dire: "ecco, subito, al primo concetto che esprime, la tira fuori. Ma chi cavolo è 'sta Ilaria? Esiste, non esiste...". Avete ragione...
. Se esista o no, ve lo dirò alla fine del viaggio. La nomino solo una volta, prometto, poi passo ad altro.
Pensieri a caso
23 marzo!
Una mia cara amica mi ha ricordato che dalle 00.00.00.001 scattava il compleanno di un mio vecchio amico, che non vedo e sento da un sacco di tempo. Ne approfitto per fargli gli auguri. Potrebbe essere un'occasione per fare un salto a trovarlo nel locale che ha aperto nell'entroterra riminese. Lui si chiama Filippo Malatesta. Filippo era, ed ancora è, un ottimo cantante. I suoi esordi risalgono ai primi anni '90. Si pensava facesse il botto, visto che si trovava ad aprire i concerti di un mito come Bob Dylan e come spalla a Neil Young. E stava andando bene, finchè la folle logica del mercato non se lo è mangiato vivo. Per me, rimane comunque un buon rocker. 
Un assaggino della sua musica...
L'audio e' stato cancellato dallo spazio su Splinder
Amici #1
Io ho degli amici. Ne ho diversi, in verità, ma con alcuni mi trovo, mio malgrado, a condividere tempo e spazi. Ora, tre di questi simpaticoni hanno deciso di creare un loro Blog, con l'intento di pubblicare tutto quello che gli passa per la testa. E fin qui, è normale. Gli ho dato anche qualche indicazione su come aprirlo: vai su splinder, compila i moduli, 'sì, dove ti chiede "sesso" metti "sì"' e così via. Solo che ho scoperto che quello che gli passa per la testa, purtroppo, sono io. Meno male che sono paziente...
Terrificante l'epitaffio... Sto ancora decidendo se dissotterrare l'ascia...
Amici #2
Ieri sera ho avuto la gradita visita di due amici di vecchissima data, Lucio e Paolo. Per dimostrarmi che i nostri 23 (Lucio) e 31 (Paolo) anni di amicizia sono importanti, hanno ordinato da bere e in un freddo polare, seduti in piazzetta al Caravaggio, cosa mi hanno raccontato? Mi hanno citato a memoria tutti i post di questo Blog... Ma si potrà? Di loro scriverò in un altro momento, perchè l'amicizia è l'amicizia, non è che la puoi sintetizzare in dieci righe, e che cavolo...
I Blogger
Mi son fatto un bel giro su Splinder, alla ricerca di storie di ogni tipo, e le ho trovate, ne ho trovate fin troppe. Posso dire che tentare di sfogliare 260 mila blog è impossibile. A volte son scritti troppo in piccolo, a volte i colori dello sfondo sono quasi uguali a quelli del testo, e per leggerli devi evidenziarli. Poi diciamolo, leggere al computer non è così rilassante. Comunque, ne ho trovate, di pagine che val la pena visitare, e continuo a cercarle. Per ora molte sono inserite tra gli amici (no, tranneiuri ancora non c'è...), pian piano le linkerò così che siano raggiungibili subito dal mio web. I Blogger sono un popolo meraviglioso, è bello essere entrato a farne parte.
Bye...

L'audio e' stato cancellato dallo spazio su Splinder
Io ci ho pensato, a quanto potrebbe costare la felicità... Almeno, a quanto potrebbe costare una parte della felicità, cioè quella materiale. Mi son preso un foglio excel, ho fatto un po' di ricerche ed una botta di conti, pensando di vivere altri 50 anni, cosa che non succederà se non mi dò una regolata, e di restare solo soletto:
Essenzialità
1. Premesso che vivo in una città dove acquistar casa è come investire in una miniera di diamanti, una cifra che posso sparare con tranquillità per un nido in zona residenziale di circa un centinaio di metri quadrati non troppo lontano dal centro storico è, diciamo, 350.000,00 pizze di fango;
2. Un'auto di livello medio alto la piazzo sulle 30.000,00 p.d.f.; ho considerato poi, stando molto largo, che un'auto la devi cambiare: se la cambio ogni cinque anni, restituendo la mia, con un'aspettativa di vita di altri 50 anni significa che alla voce auto ci devo aggiungere altri "10 cambi d'auto x (30.000 di auto nuova - 5.000 di supervalutazione dell'usato
)", cioè 250.000,00 p.d.f.. Oh, ho detto che sto largo, va bene?
3. Non so bene quanto si possa spendere in un anno in vettovaglie (cucina casalinga, il ristorante sta in un'altra voce), ma diciamo approssimativamente, stando larghi, 80 p.d.f. a settimana x 52 settimane x 50 anni? Parlo solo di rifornimenti al supermercato, naturalmente. Fanno 208.000,00 p.d.f.;
4. Gli abiti e le scarpe: ora io non sono ossessionato dall'acquisto di roba alla moda, e neanche dagli acquisti frequenti, ma provo ad ipotizzare: comprando due pezzi d'abbigliamento al mese, a 150.00 p.d.f. a pezzo, fanno, in cinquant'anni, 180.000,00 p.d.f.; comprando un paio di scarpe al mese dal costo medio di 100,00 p.d.f., fanno 60.000,00 p.d.f.;
5. La casa ha dei costi di manutenzione e di utenze, che sparo sui 200.000,00 p.d.f.;
6. Ogni giorno, togliendo tutto quello che ho già indicato, posso spendere 30 p.d.f., in media, cioè in 50 anni 547.500,00 p.d.f.
7. Ci metto anche un fondo vacanze da 5000 p.d.f. all'anno (che non esclude 30 p.d.f. al giorno), fanno 250.000,00 p.d.f.
L'essenziale vale circa 2.075.000,00 pizze di fango in 50 anni.
Se poi volessi metter su famiglia, dovrei considerare qualche altro dettaglio:
8. Seconda auto, con un costo di 18.000,00 p.d.f., ed un rinnovo quinquennale con supervalutazione dell'usato da 130.000,00 p.d.f.;
9. Un fondo imprevisti/vecchiaia di 300.000 p.d.f.;
Totale dell'essenziale: 2.523.500,00 p.d.f.
Superfluo
10. Una casa ai Caraibi: 150.000,00 p.d.f.;
11. Due case per i figli: 500.000 p.d.f.;
Totale Essenziale + Superfluo = 3.173.500,00 p.d.f.
Posto che ricalcolando tutto su di me, la cifra approssimativa per una vita familiare agiata sarebbe di circa 2.000.000,00 p.d.f., io mi chiedo
ma cosa ca**o ci fa Bill Gates con 41,86 miliardi di pizze di fango?
Riscrivo la cifra? Così si capisce meglio cosa voglio dire:
Io = 2.000.000
Bill = 41.860.000.000
Bill potrebbe vivere 1.046.500 anni felici come li intendo io. Io non so mica cosa ci farei con tutti quegli zeri...
A me piace giocare coi numeri, ed allora ho preso la lista di Forbes dei quasi mille miliardari, di cui il primo è Bill, e li ho sommati, in via approssimativa, per difetto:
2.300.000.000.000,00 p.d.f.
Posto che questa cifra farebbe contente 1.150.000 persone che vivono per 50 anni con pretese non troppo alte in un paese come l'Italia, i soldi non comprano la felicità. Danno una bella mano, ma non la comprano. Quindi io sono pronto a ridurre drasticamente la mia pretesa nei confronti dei mille di Forbes, il tutto in cambio di un'informazione: come sta Ilaria?
PS: il cambio pizza di fango/euro è alla data odierna 1 a 1 sulla borsa di New York; la pizza di fango vale 1,3379 dollari alla data odierna.