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La vita, l'Amore, la notte...

mercoledì, 28 febbraio 2007,ore 13:01


Il mio amico mi ha chiarito le idee, sarà per quello che mi son ritrovato alle 2.47 a far riflessioni intimistiche e noiose. Per dimenticare quello che aveva detto: perchè l'uovo no, nella dieta umana? Semplice: mangeresti le mestruazioni di una mucca? Ecco, l'uovo non fecondato è la mestruazione della gallina. Ammetto che probabilmente non mangerò più una frittata, che vista così non attira più tanto. Ci aveva provato anche con la carne: io non mangio cadaveri. Però questa gli era riuscita meno bene.

buio07
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martedì, 27 febbraio 2007,ore 02:28


No, non confondiamoci. Non sto parlando di Goldrake, miticissimo manga degli anni 80, e quindi della mia gioventù. Sto parlando di una bella parte del nostro paese che ha scelto di nutrirsi solo di vegetali, escludendo dalla propria dieta ogni derivato animale. Ho discusso molte volte con un caro amico dell'onnivorità dell'essere umano, e seppur con molti punti di conflitto devo ammettere che... ha ragione. Ci sono domande a cui non ha ancora risposto, ma credo siano domande a cui non si possa rispondere, perchè hanno poco senso.
Il perchè della sua scelta estremista, vegetariano alla seconda potenza, anzi alla terza potenza, visto che mi sta diventando crudista (evolvo, sostiene), ha una ratio importante, ma di questo ne parlo dopo.
La domanda che gli ho posto è questa: ammettiamo che l'allevamento non appartenga alla cultura alimentare dell'uomo, ma sia stata forzata da eventi successivi, è pur vero che noi sintetizziamo proteine animali, o sbaglio? E allora mi si può concedere che l'uomo, piuttosto che carnivoro, potrebbe essere stato, in origine, necrofago? Ovvero, se trovo una carcassa animale morta, posso nutrirmene? Io penso di si, lui pensa di no. L'esempio che porto io è: in Canada, durante la risalita dei salmoni, dopo la deposizione delle uova e la loro inevitabile morte per lo sforzo, posso raccoglierli? No. Ma perchè non posso? Poi ci penso e mi dico che io non vivo in Canada, come grossa parte della popolazione mondiale. Ma questa discussione non ha senso. Ha più senso eventualmente parlare delle uova di gallina. Posso mangiare le uova di gallina? Escludiamo gli allevamenti intensivi, dove si trattano quei poveri animali come oggetti (dei peggiori), ma le uova di gallina biologica, che scorrazza tutta la vita in un campo, all'aperto, che l'uovo lo fa anche se non è fecondato...?
In realtà, e quando dico che il lunedì sera si fanno discorsi più intelligenti che il sabato o il venerdì parlo di questo, il problema è ben più complesso. Sostengo che il vegetarianesimo light, come amo chiamarlo, sia il futuro inevitabile. Non ho ancora avuto occasione di leggere il libro "Ecocidio" di Rifkin, ma penso ne valga la pena. La teoria che viene sostenuta è che, se tutti noi divenissimo vegetariani, il problema della fame nel mondo sparirebbe. C'è ben più che un fondo di verità, in queste parole. Proviamo ad analizzare un solo dato: "Più di un miliardo di vacche pascolano nei cinque continenti. Un quarto delle terre emerse è usato per nutrire bovini e altro bestiame".
Questo significa, spiega Rifkin prendendo ad esempio gli Stati uniti, che il 70 per cento dei cereali prodotti in America viene utilizzato per l'alimentazione animale. Ma, a fronte di un utilizzo di 157 milioni di tonnellate di cereali per il nutrimento del bestiame da macello, la carne consumata dall'uomo è pari a meno di 28 milioni di tonnellate.
In conclusione, dice Rifkin, "attualmente, il nostro pianeta è popolato da ben oltre un miliardo di bovini. Quest'immensa mandria occupa, direttamente o indirettamente, il 24 per cento della superficie terrestre e consuma una quantità di cereali sufficiente a sfamare centinaia di milioni di persone."

Sulla necessità della carne della dieta umana preferisco glissare. Non sono un medico. Ma sulla moralità, concordo con questo mio Amico che esistano più di una ragione per sostenere una cultura vegetariana, seppur, a mio modesto avviso, non completamente tale.

A chi volesse info maggiori, consiglio di farsi un giro qui: http://www.veganitalia.com/

buio07
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categoria : vegetariani


domenica, 25 febbraio 2007,ore 20:12


Avevo scritto in un altro post, quando mi stava per venire l'orticaria, che sulla guerra avevo una storia da raccontare. Adesso la posso raccontare? Non sono male, a raccontare storie. Mi documento e cerco di essere chiaro. Magari la scrivo come fosse un romanzo semiserio, così domani potrete far finta di aver letto delle fantasie. Ma non sono fantasie. Come scrivono certi autori? "Tutto quello che è scritto in questo libro risponde a realtà". Beh, più o meno, perchè in un romanzo un po' di inventiva ci vuole.

Vi porto indietro nel tempo. Sì, perchè per raccontare una storia devo raccontare gli antefatti. Alla fine degli anni '80 c'erano diversi elementi di tensione in medioriente. L'Iran khomeinista stava facendo a pugni con l'Iraq di Saddam, il conflitto israelo-palestinese, il Libano. Più in là, i russi combattevano in Afghanistan. Verso la fine di quegli anni accade che il conflitto Iran - Iraq finisce e che i russi si ritirano, lasciando campo libero al governo dei Talebani. Chiaramente, in un mondo dove ci sono due blocchi contrapposti, i nemici dell'uno sono amici dell'altro. Quindi i talebani, guidati da un miliardario che vive in una caverna, che non è Batman, bensì Bin Laden, sono fortemente sostenuti dall'altro blocco. Nell'altra guerra, tra Iran e Iraq, vige un senso di democrazia e pari opportunità, quindi si sostiene sia Saddam (apertamente) che Khomeini (di nascosto, v. irangate), inviando armi, apoggi, denaro, non si sa mai che si elimino a vicenda lasciando campo libero a grandi investimenti petroliferi. La fine di quest'ultimo conflitto, però, lascia le casse dell'allora buon Saddam un po' svuotate, e allora lui che fa? Chiede ai paesi opec di ridurre il commercio del greggio, per farne salire il prezzo e rientrare dei debiti. La risposta arriva da Arabia Saudita e Kuwait, che invece aumentano le quote stabilite dallo stesso opec, creandogli più problemi ancora. Poi il Kuwait decide di finanziare l'Iraq, ma in cambio vuole una revisione delle frontiere. Ora, secondo me a Saddam un po' gli hanno girato : ti chiedo di ridurre le quote di petrolio, e tu le aumenti, poi mi presti i soldi che comunque rivuoi indietro, ma vuoi prenderti un pezzo di Iraq... scusa, ti invado... Io non credo che fosse una questione politica. Secondo me Saddam all'Emiro non lo poteva vedere. Comunque, il mondo si indigna, tutti insieme si parte per il Golfo, si tira qualche bomba, si ammazzano circa 150.000 persone, poi, quando finalmente sei a due passi da Baghdad, con il Rais che praticamente ha già preparato le valigie, che fai? Ti ritiri... Ma perchè? Qualcuno l'ha capito? Via, tutti a casa. Si saran detti: l'avrà capita... E Saddam sembra averla proprio capita. Si da una calmata, fa uccidere un po' di oppositori, reprime le fazioni avverse, ma a noi smette di dar fastidio. E poi, noi siamo tosti: gli imponiamo l'Oil for Food, petrolio per cibo, e un bell'embargo, così la capisce del tutto con chi ha a che fare. Qualcuno si dimentica sempre di ricordare che quei dieci anni di embargo e Oil for Food hanno provocato 1.500.000 vittime civili, donne, anziani e bambini, o almeno così dicono l'Unicef e l'Onu. Tanto valeva continuare a bombardare, no? Ma finchè nessuno si scandalizza, che importa...
Nel frattempo, in Afghanistan il meraviglioso stato talebano che con tanto calore abbiamo sostenuto nella guerra con i russi si consolida, aiutato nella guerra civile contro altre fazioni da quell'agenzia... quella degli agenti segreti, dai...
Arriva il 1998, un anno molto interessante, per la coincidenza di eventi strani che guardati oggi in modo asettico sembrano particolarmente inquietanti.
Nel febbraio del 98, un signore bello incravattato, con la sua 24 ore si presenta a Washington per discutere con i membri di una sottocommissione parlamentare sugli affari mediorientali. Provo ad immaginarlo, all'ingresso: "Who are you?" "My name is Maresca, John Maresca" "Ok, go..." John Maresca è il vicepresidente della Unocal Corporation, una multinazionale che si occupa di infrastrutture e strategie petrolifere. Bello bello, davanti a tutti si mette a leggere la sua relazione, che in sintesi dice:

- Cari amici, c'è un problema grosso grosso. Se già non lo sapete, il Giappone ha un'economia in ripresa, la Cina si sta fortemente industrializzando, l'India pure. Cosa significa? Che questi iniziano a chiedere petrolio, ma tanto tanto. Ora, se non troviamo il modo di farglielo avere, ci ritroviamo nel bel mezzo di una nuova crisi petrolifera, col prezzo del greggio che, per quella storia della domanda e dell'offerta, schizzerà alle stelle. E noi dipendiamo per oltre il 50% dal petrolio importato.  Io, un paio di idee le avrei, ma poi dovrete vedere voi se possiamo realizzarle.
Allora:

1. Si potrebbe far passare un grosso tubo attraverso l'Afghanistan, fino all'Oceano Indiano. Così, senza intaccare le riserve arabe, preleviamo il greggio dal Mar Caspio e lo consegnamo alle economie emergenti. Però dovremmo pacificare l'area afghana, che è un po' instabile. Poi dovremmo anche mettere a capo del governo qualcuno di nostra fiducia, che secondo me è il modo migliore per avere successo negli affari;

2. Dovremmo cercare un luogo dove le riserve di petrolio sono molto grandi ed i costi di estrazione molto bassi;

3. Si potrebbe tentare di far passare un oleodotto in Iran, per portare le riserve del Caspio a occidente. Ma io eviterei questa strada, perchè l'Iran non è che ci veda di buon occhio.

Adesso lo so, cosa dirai, caro lettore: me le sono inventate, queste cose. Romanzate sì, inventate no. Questo John Maresca esiste davvero, e nel febbraio del 1998 è andato davanti a questa commissione a dire proprio queste cose. In modo più formale, se volete, ma le ha dette. Ed io stesso ho pensato che fosse uno scherzo, finche Google non ha trovato il link a questa relazione nel sito della Casa Bianca. Link irraggiungibile, perchè nel frattempo il file era stato rimosso dal sito della Casa Bianca. Non mi sono arreso e l'ho trovata in altri due, tre siti non ufficiali. Avevo addirittura pensato si trattasse di un mago, perchè ha avuto una capacità di previsione oltre ogni aspettativa.  Ripensiamoci:

Pacificare l'Afghanistan - Work in progress
Al Governo una persona di fiducia - Fatto (Karzai è stato dipendente della Unocal)
Costruire l'oleodotto - work in progress
Grandi riserve a basso costo - Fatto (Iraq: III produttore, basso costo di estrazione)
Oleodotto in Iran - Work in progress

Ma sto correndo avanti, scusatemi. Avevo detto che il 1998 è stato un anno ricco di coincidenze che trovano ragione solo oggi. Immagino che, visto le preoccupanti aspettative del nostro amico John, alcuni stimati membri della comunità politica americana si sia dato una mossa.
"Caro amico talebano, visto che ti abbiamo dato una grossa mano con i sovietici, avremmo bisogno di fare una chiacchierata con te. Siamo quindi lieti di invitarti negli States per una visita di lavoro a nostre spese."
Ed il talebano, curioso, accetta e vola dall'altra parte del mondo, dove viene trattato come un vero, grande Capo di Stato, nonostante l'indignazione popolare (il Burqa era già di moda, a Kabul). Il tutto si è concluso con un nulla di fatto, il grosso tubo non piaceva ai talebani. E men che meno la costituzione di un grande governo di unità nazionale capace di dare una pace duratura all'area.

Visto che non si cavava un ragno da un buco, e visto che l'opinione pubblica non è che festeggi questa alleanza, si decide di passare a trattative private. Viene creato quello che fu chiamato "Gruppo Berlino", un pool di politici ed imprenditori lobbisti che aveva l'ingrato compito di tentare di convincere i talebani a costruire l'oleodotto, solo che nel dicembre del 1998 questi sono ancora lì che tergiversano. Qualcuno perde la pazienza e con lo sguardo da cowboy lancia una sottile minaccia in pieno stile hollywoodiano: o ci lasciate costruire l'oleodotto, e allora vi copriremo d'oro, o rifiutate, e allora vi seppelliremo sotto un tappeto di bombe.

In realtà poi le trattative andarono avanti fino al 2 agosto del 2001... (sì, sì, un mesetto prima). Ma io me lo immagino, il talebano che torna a casa tutto preoccupato, bussa alla porta della caverna del miliardario (che non è batman, ma Bin Laden, voglio specificarlo di nuovo) e tremante sussurra: hanno detto che se non facciamo come dicono loro ci bombardano! Provo a immaginare la reazione di Bin Laden: ah, sì? (Bin Laden è di poche parole).
Ecco che cominciano a saltare un po' di ambasciate, comincia qualche minaccia terroristica (oh, prima del '98 mica c'era tutta 'sta preoccupazione, eh?), fino al 2001, dove zitto zitto Bin Laden ha un po' esagerato, dando l'avvio alla realizzazione della Relazione Maresca (per questo dico che era un chiaroveggente, quel Maresca).

Intanto, sempre nel 1998 nasce il Pnac, Project for the New American Century, che si propone di bombardare, scrivendolo anche in un sito ancora esistente, tutti quelli che stanno antipatici, primo tra tutti Saddam. Vi partecipano eminenti sconosciuti, quali i Bush, Rumsfeld, etc...

Il problema Saddam, però, è diverso. Saddam, come l'Iran di oggi, aveva tirato un brutto scherzo agli States. Nel 2000 aveva chiesto che il petrolio iracheno venisse commerciato in euro, non più in dollari. Ora, io in economia politica ero bravino, un po' meno in quella monetaria, e mi son chiesto: e quindi? Poi ho rispolverato i libri.
Gli States si finanziano stampando carta straccia. Una moneta deve avere una copertura in materie prime, normalmente oro, a garanzia. Gli States hanno imposto il petrodollaro come moneta di scambio mondiale per l'oro nero. Eccola, la garanzia. Il petrolio garantisce la stampa illimitata di moneta americana. La quale, poi, viene obbligatoriamente reinvestita dai paesi arabi negli states stessi: ecco perchè l'Arabia Saudita non può essere toccata. Possiede mezzi USA. Con questa pratica, tutti i paesi del mondo devono comprare dollari per pagare il petrolio, mantenendo forte quella moneta. Ma se l'euro diventasse il nuovo mezzo di scambio per il petrolio, tutti i dollari non più coperti tornerebbero a casa loro, inutili. gli Usa sparirebbero economicamente dal pianeta, trovandosi con una moneta priva di valore ed un debito pubblico vertiginoso (6.000.000 di miliardi di dollari), che porterebbe alla fuga di tutti gli investitori stranieri. Saddam chiede l'euro come moneta di scambio, l'Iran si appresta a fare la stessa cosa, il Venezuela potrebbe in futuro seguire la stessa strada... Brutt'affare, devono aver pensato a Washington. E allora? Ma certo, le Armi!
La vicenda delle armi di distruzione è meravigliosa. Provo a ricordarne dei brandelli:

Gli ispettori Onu dicono: qua non ci sta niente.
Usa e Inghilterra dicono: no, vi sbagliate. Sono nascoste sotto la sabbia. E adesso tornate a casa che mandiamo le truppe.
Dopo l'invasione, una rettifica: non sono sotto la sabbia, sono su dei camion che vagano nel deserto per non essere trovati.
Ma cerca, e cerca, e cerca, niente. Eppure ne siamo sicuri.
In quel frangente, la più bella la racconta l'Inghilterra: sono su delle navi, che ora si trovano nell'Oceano, ma non le possiamo attaccare, perchè se affondano, rischiamo una catastrofe ecologica. La catastrofe ecologica!!! A parte che io darei l'Oscar per la sceneggiatura a chi ha inventato una fregnaccia simile, dov'eri quando i francesi devastavano l'atollo di Mururoa?
Insomma, 'ste armi non c'erano, quindi hai illegittimamente attaccato un paese e quindi vai arrestato tu, perchè le bombe che hai tirato senza aver una giustificazione (nessun mandato Onu, nessun motivo di rischio) hanno ammazzato migliaia di persone che non c'entravano niente. 

Comunque problema risolto: Saddam morto, tutto il petrolio in mano agli States, e il petroeuro... beh, il petroeuro sarà presto un ricordo.

Adesso tocca all'Iran: nel 2003 la rivoluzione studentesca (ma non ce n'era stata una anche negli anni di Khomeini, quando l'Iran divenne nemico degli States), poi le armi di distruzione di massa, ora il nucleare. Sul nucleare ho una teoria: siccome gli iraniani non sono stupidi, e forse sanno almeno quello che so io , hanno pensato "qua, come la giri la giri, due bombe te le tirano. Ma se gli lascio capire che potrei avere la bomba atomica...". Eh, si, perchè se hai la bomba atomica non ti viene mica a rompere le scatole nessuno. "Ma se poi la tirano?". Bah. Per ora c'è un solo paese che ha avuto il coraggio di tirarle. E' stato durante la seconda guerra mondiale.

To be continued...

buio07
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categoria : guerra


venerdì, 23 febbraio 2007,ore 21:57


peter pan

Stasera DEVO uscire! Eh, facile, direte voi, è venerdì... Poi a Rimini, chissà che bello... Nonono. Stasera DEVO uscire, mi sento costretto, non vorrei, ma DEVO. Io amo uscire il lunedì, non il venerdì. Il lunedì siamo in pochi, si riesce a fare una chiacchierata, magari anche intelligente, tra amici. Il mio spazio non viene invaso da nessuno, ho svariati metri quadrati a disposizione per sbracciarmi e muovermi, se mi va. Invece stasera... Stasera vi racconto cosa succederà (sì, perchè il venerdì è prevedibile, il lunedì invece non sai mai cosa ti aspetta): stasera andrò nei soliti posti, i locali della vecchia pescheria, in centro; arrivato in zona, parcheggiato abbastanza distante da farmi riflettere sul perchè non sono venuto direttamente a piedi, mi infilerò tra la folla, raggiungerò a stento il bancone dove la mia amica barista mi spinerà un po' di medicina (soluzione acquosa giallastra al 4.5% alcol volumetrico, leggermente gasata), ma solo dopo aver fatto la fila, perchè c'è un sacco di gente che sta aspettando la propria razione giornaliera; presa la medicina, cercherò di raggiungere, tra spinte e "permesso, scusate", un luogo sicuro, che mi garantisca almeno un paio di metri quadri di spazio. Normalmente questo luogo si trova all'esterno del locale. Vabbè che è stato un inverno mite, però... ok, va bene, mi adatto. Arriva un amico, che provo ad ospitare nel piccolo giardino che mi sono ricavato, ed ecco che sento salire una senzazione mista tra claustrofobia e agorafobia, ed allora inizio a parlare per ingannare l'ansia. Solo che devo urlare, perchè la musica e il rumore di fondo coprono le mie parole, quindi mi stanco e tutti e due, come mummie imbalsamate, torniamo a guardare intorno lasciando correre i nostri pensieri, maledettamente e forzatamente egoisti. Tutto bene, fin qui, comunque. La musica è carina, le ragazze si lasciano guardare, qualcuna ammicca pure (ma è inutile cercare di raggiungerla, la corrente umana l'ha già portata al largo. Eppoi io devo partire alla ricerca di Ilaria, che si è persa durante un viaggio, quindi le altre non mi interessano. Ma questa è un'altra storia). Sorseggio, penso, osservo. Il quinto senso e mezzo vibra, incanalo strane vibrazioni, come per un istinto ancestrale di protezione. Un dettaglio ha colpito il mio subconscio. La vista si fa più acuta, scruto in lontananza. Il cuore va in tachicardia, accelera, batte, batte, batte. Un profilo lontano, un certo taglio di capelli, un certo modo di sorridere. Ecco, lo sapevo, un fantasma del mio passato torna a farsi vivo. Una donna che ho amato, non può che essere lei. Io non la vedo bene, da qui, ma il mio cuore non può sbagliare. Batte troppo veloce. Si avvicina, eccola, e adesso che le dico? La saluto? La lascio passare? Eccola, è... è... ma chi è? No, non è lei, non ci somiglia nemmeno un po'... La tachicardia si sgonfia, d'un botto, e ti lascia un vuoto grande dentro. "Hai bell'e trentott'anni e ti emozioni come un quindicenne". "Meno male" o "peccato" assumono la stessa connotazione.
Io ho la sindrome di Peter Pan, sono convinto di non invecchiare mai. A volte, la mattina, davanti allo specchio, mi capita di scorgere qualche capello bianco, ma do la colpa alla vista appannata dal sonno. Io sono così, più o meno come tutti quelli della mia generazione. "Cosa farai da grande?" Boh? Ci sto ancora pensando. Ho un lavoro che non è un lavoro vero, ne ho anche un altro, ma neanche questo è un lavoro vero. Ne avrei un altro ancora, ma questo sarebbe vero, quindi lo tengo buono lì, di riserva, nel caso fallissi in tutti gli altri non-lavori. "Ma cosa vorresti fare?" Scrivere libri. "Ma dai, dico sul serio...". Anche io: scrivere libri. "Sì, va bene, ma di lavoro?" Ohhh, allora! C'è gente che vive scrivendo libri. Magari in Italia pochi, ma me lo lasci un sogno piccolo piccolo, o vuoi che faccia quel che mi dici tu? Mica ti do fastidio... non vengo mica a casa tua a scriverli. Uff...
Io lo odio il venerdì sera, ma questo vizio grande grande che ho di vivere mi porta comunque a voler stare in mezzo alla gente. Poi fortunatamente arriva anche il lunedì, trovi persone intelligenti con cui parlare, filosofeggiare distrattamente sulla vita, e dire senza remore che tu sei Peter Pan, quello che scrive libri.

buio07
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categoria : pensieri liberi


giovedì, 22 febbraio 2007,ore 22:12


Io le adoro, le serie Tv. Mica tutte, solo alcune, e rigorosamente in lingua originale, che ho scoperto essere moooolto meglio di quelle doppiate. Prendiamo ad esempio una delle mie preferite, Lost. Con i sottotitoli, perchè l'inglese un po' lo capisco, ma non così bene. Volete mettere la voce di Sawyer, il cattivo dei dispersi? Sembra trascini la lingua sull'asfalto. Uno slang del sud, ma così del sud degli States che ti sembra di esserci stato, nel sud degli States. Eppoi ho un grosso vantaggio, a vederle in originale: io sono già a metà della terza serie, dove succede che sto scherzando, naturalmente. Ma cosa vi pensavate! Paura che riveli qualcosa di importante, eh? Ma anche curiosi, confessate!
L'altra sera, a carnevale, passano quattro ragazzi bardati come palombari. Lorenzo mi chiede: "e questi chi sono?". Ma come? Non lo sai? I Ris, la CSI italiana! Già, CSI! Ma qualcuno deve spiegarmi una cosa: prendete una delle serie CSI che volete, Las Vegas, Miami, New York. Questi si presentano sulla scena del crimine in giacca e cravatta, belle scarpe di cuoio, pantaloni con la piega, e mentre zompettano tra sangue e brandelli di cervello si infilano i guanti sterili, sbirciano a destra e a sinistra e due secondi dopo hanno trovato una fibra delle dimensioni di un nanometro, che fortunatamente è particolare e viene prodotta solo da un'azienda, che nella città (scegliete voi quale) è commerciata solo da un negozio, dove un tizio, il giorno dell'omicidio, l'ha acquistata con la carta di credito! (scemo, aggiungo io!) Capisco che l'episodio duri solo 40 minuti, però dai... Ma torniamo all'abbigliamento. Pensate un attimo a come si vestono. Li avete visualizzati? Bene, ora pensate ai Ris di Parma... Una tuta sterile bianca li avvolge come la pellicola che avvolge i petti di pollo al supermercato. La mascherina è d'obbligo, metti ci scappi lo starnuto e inquini la scena con Dna estraneo! E le scarpe? Nononono. Babucce di plastica, come dei mini sacchi dell'immondizia. Ora, mi chiedo: o in Italia siamo criminal-ipocondriaci, o loro sono dei fenomeni. Mai uno starnuto, mai una grattatina, un capello cadente, un piede poggiato nel posto sbagliato. Risolvono tutti i casi, eppure... eh, si, c'è un eppure: i federali tengono sotto controllo il laboratorio, perchè pensano faccia degli errori. Ma come, 120% di casi risolti e tu mi dici che commettono errori? Mandateli da noi, i federali. Altroché gli ispettori del Ministero!
Ma io di CSI adoro i computer ed i software che usano. Io li voglio! Ditemi dove li posso trovare, li voglio. In una puntata mettevano a confronto il DNA trovato sulla scena con quello di cinque persone. Sembrava una partita di Black Jack: cinque foto rovesciate sul desktop, si scopre la prima... Match not found, si scopre la seconda... Match not Found, si scopre la terza... alla quarta pensavo che il tecnico chiedesse "Chiami o stai?". Naturalmente era la quinta foto...
Di bello c'è anche che, guardando gli originali, scopri serie che usciranno in Italia solo tra un anno. Ad esempio Dirt: protagonisti sono un caporedattore, donna odiosa, un paparazzo schizofrenico geniale, le star di Holliwood. Le star di Holliwood ne escono proprio male male, ma chi colpisce è il caporedattore: vi ricordate la ragazzina che nel video del Boss Bruce Springsteen, Dancing in the dark, alla fine sale sul palco tutta emozionata e balla con lui? Che altri non è che una del trio femminile di Friends, la dolcissima Courtney Cox. Beh, se l'avete amata in Friends, in Dirt vi verrà voglia di tirarle qualcosa. Ma proprio stronza. No, stronza è riduttivo per definire il suo personaggio. Comunque, mi è arrivata una brutta notizia in questi giorni: Lost chiude. Sì, cari lostofili. Chiude. Perchè dopo averlo interrotto tra natale e febbraio, alla ripresa ha avuto un calo di ascolti, quindi finiscono la terza serie e fanno altri sette - otto episodi per spiegare tutti i misteri dell'isola. Il mercato dei film Tv fa proprio schifo, vero? E allora io eleggo il mio personaggio serial - Tv preferito. Alla faccia degli Academy Awards: this year, for the Blog of Dark, the winner is... Don Konkey.
Chi è? Scopritelo, no? Ma vi devo dire tutto io?

buio07
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categoria : film


mercoledì, 21 febbraio 2007,ore 21:59


Maaaamma mia, co' sta palla dell'Afghanistan, stasera mi vien la depressione! E casca il governo, ma no, non casca, traballa solo un po', ma vedremo domani. Uff... Si può dire Uff!? Mi vien l'orticaria...
Forse la vera, nuova democrazia esistente al mondo, nonché unica, è proprio internet. Ed io, che rifuggo i media tradizionali come portatori di verità assolute, quando voglio sapere qualcosa corro qua, nel mondo virtuale, e cerco. No, non faccio l'ascoltatore passivo. Cerco, mi informo e... cavolo, una guerra fa molti morti. Prima di farla, di motivi ne devi avere proprio un sacco! "E, beh... le torri gemelle...". Ma fammi il piacere, dai. Posso raccontare una storia? Se chi legge è per la guerra, ha solo due possibilità: cambia canale o apre la mente. Perché qui, ora, adesso, non ne faccio una questione ideologica, dico soltanto che quello che sappiamo è solo una briciola dell'enorme insieme delle verità, tra cui ci stanno anche le torri gemelle. Vado avanti? Mi si attorciglia il fegato, quando ripenso alla mole di roba che ho trovato, letto, selezionato (eh, sì, perché anche se internet è una bella democrazia, c'è chi di sciocchezze ne scrive a fiumi), di cui nessuno ha mai fatto parola.
Vi lascio metabolizzare, il resto ve lo racconto un'altra volta. Io vado a bermi la medicina che mi conserva giovane e sano: alcol da fermentazione al 4.5%, acqua, luppolo. Avrei voglia di una Big Babol alla pesca, ma qualcuno mi ha detto che non sono più in commercio :-)

buio07
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categoria : guerra


mercoledì, 21 febbraio 2007,ore 17:37


Due anni fa, nel 2005, un amico mi convinse ad andare in vacanza in Messico. Se ne parla sempre, di questo luogo mistico, della sua storia, della sua gente, ma avevo l'animo talmente a terra che avrei preferito le fredde distese della steppa siberiana. In fondo, pensai, non mi farà male staccare un po' da tutto. Accettai. Quel viaggio, posso dire adesso, mi ha segnato. E' vero che quei quindici giorni li passammo tutti a Playa del Carmen, salvo qualche estemporanea uscita a Tulum, Xelha (meravigliosa) e Cancun (il Coco Bongo merita di essere visto), ma in quel tempo mi sono potuto rendere conto di come la gente affronti diversamente la vita. Non c'è fretta, in quel luogo, tutto si svolge al rallentatore, e la frenesia che mi ero portato dall'Italia è scivolata via nell'indifferenza di tutti. Nel momento in cui appoggi il piede a terra (e passi la dogana), tutti diventano "amici". Non amici perchè porti con te moneta pregiata, ma perchè è così. Mi son visto offrire da bere da perfetti sconosciuti solo perchè pochi minuti prima ci avevo scambiato una battuta. Baristi, camerieri, persone comuni: basta un cenno, una parola, nessuno si volta dall'altra parte. Si fermano, parlano, ti raccontano. Non ti chiedono nulla. Al ritorno ero letteralmente rinato.

V Avenida 2005V Avenida

<<Prova ad immaginare come potrebbe essere vivere qui. Apri qualcosa, quel tanto che basta per vivere bene, e ti godi la vita. Poi, vecchio, ti siedi sotto una palma e ti bevi una sorsata di Sol. E mentre ti gusti i pellicani che si tuffano nell'oceano cristallino al tramonto, un uomo della tua età, con la pelle arrossata, si ferma e ti guarda. Riconosci in lui un vecchio amico che hai perso di vista quando ti sei trasferito in Messico. Ti saluta e comicia a parlare:
- Ma guardati. E' questo ciò che hai fatto della tua vita? Avevi una laurea, eri uno in gamba, ed hai mollato tutto. Io, invece, sono rimasto in Italia. Ho lavorato duro, a volte trascurando gli affetti, ed alla fine ho costruito un impero. Oggi ho più denaro di quel che potrò mai spendere, una moglie, dei figli col futuro assicurato... Tu, invece, cosa ne hai fatto della tua vita? L'hai passata all'ombra di una palma a bere birra, guardando il culo delle donne che passano o i pellicani che si tuffano nell'oceano al tramonto, ed ora questo è tutto quello che ti resta...
Tu lo gurdi sorridendo, ci pensi un attimo e rispondi soddisfatto:
- ...Sì...>>

Chi mi raccontava questa storia poi ha avuto un magnifico maschietto ed ha aggiunto: <<Tu intanto vai avanti, io ti raggiungo tra 18 anni...>>

Se tutto va bene, tra meno di due settimane sarò in viaggio di nuovo. Parto alla ricerca di Ilaria, la ragazza che sorride. Si dice l'abbiano incontrata tra lo Yucatan ed il Chiapas, diretta a San Cristobal. Ma il resto di questa storia la racconterò direttamente da laggiù.

buio07
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categoria : pensieri liberi, messico e nuvole


mercoledì, 21 febbraio 2007,ore 01:54


Ho aperto un blog. Uff... mi sto chiedendo ancora perchè. Comunicare, probabilmente. Ma cosa? L'espressione dei miei pensieri? Forse. Ma più probabilmente sono le idee che ho che mi muovono, che mi spingono a dire quel che penso.
Un esempio? Diciamo che se dicessi (cacofonico, lo so...) che conosco la cura per l'Hiv, e il cancro, molti mi direbbero che sono pazzo. Salve, sono un pazzo. Ma di questo parlerò in altri post.
Stasera ho festeggiato il carnevale. Triste, in verità. Una forzatura, tutta quella gente in piazza a Rimini, coperti da maschere, obbligati a divertirsi. Non era meglio un buon film, in compagnia dell'altra metà del cielo, sul divano, col camino acceso? Sì. Sì, sì, sì! Lo avrei fatto anche io, se avessi potuto. Almeno non mi sono mascherato...
Ripensavo alla vicenda Vicenza, la protesta per la base Usa. Mi ha colpito un signore che diceva che "abbiamo la memoria corta. Loro ci hanno liberato." Ma zio bonino, è successo 60 anni fà, e mica lo hanno fatto solo perchè sono buoni samaritani! Se non arrivavano loro, arrivavano i russi, e l'Italia è, come dice Marco Paolini in Ustica, una portaerei naturale nel bel mezzo del Mediterraneo. Eppoi, se oggi arrivasse uno a dirmi: "Sai, siccome sessant'anni fà ti ho dato una grossa mano, vorrei mi dessi il tuo giardino per piantarci qualche seme di marijuana...", io gli dico di andare a fare in culo, onestamente. Perchè potenziare una base per aerei che partono verso i Balcani o per il Medioriente a bombardare è la stessa cosa. In un caso arrivano i caramba, nell'altro arriva il tritolo. Io sono europeista, preferisco i tedeschi, i francesi, gli spagnoli. Prova te a dire a Bush: "Ok, ma in cambio vorrei costruire una base europea a due passi da Las Vegas". Ma secondo voi, vi dice: "Prego, accomodatevi, tanto siamo tutti nell'alleanza atlantica?" Ma dai, un po' di dignità nazionale...

buio07
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categoria : guerra, pensieri liberi


martedì, 20 febbraio 2007,ore 00:28


Buio. Buio perchè di notte mi sveglio. No, non lavoro di notte. Solo che... di notte mi sveglio, tutto qua. Il mio metabolismo accelera, il cuore fibrilla, le luci tenui mi attirano. E' l'effetto del silenzio delle strade deserte, dei rumori sordi e lontani, di una strana solitudine, che tale non è, perchè incontro i miei simili, pochi miei simili, lontani da puttane e spacciatori, alla ricerca di altro che paradisi a pagamento. E aspetterei l'alba ogni giorno, quando al sorgere del sole tutto si ravviva, la città riprende vita. Aspetterei solo per chiamarmi fuori, tornare nella mia bara di cristallo, come un vampiro.

Purtroppo il mondo degli uomini vuole che io mi mostri alla luce del sole, e quindi, allo squillare della sveglia eccomi pronto, o quasi, a correre. Presente! Niente alba, questa notte, domani mi aspettano. Ma un giorno so che li lascerò aspettare...

Canzone di oggi: Word up, versione di Willis.
Libro di oggi: Il conte di Montecristo, di Dumas
Film di oggi: Il labirinto del fauno

buio07
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