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venerdì, 16 maggio 2008,ore 01:34


Sembra stupido per uno che ha fatto del tempo libero una necessità, ma son due giorni che corro in continuazione.

Rileggo il diario. Val la pena continuare. Solo che è ora di metter su qualche foto.

Parliamo di 20 anni fa, le digitali erano solo una fantasia. Lo scanner funziona, ora devo solo trasferire la carta sullo schermo.

Devo, assolutamente! Potrei non scannerizzare la multa che ci fecero a Parigi?

Non ho molto tempo.
Sono giorni intensi.
Perdono.
Domani recupero.

PS: manca veramente poco all'uscita del libro, e sento le gambe che mi cedono. No, non è vero. Solo un piccolo tuffo al cuore, quando ci penso.

PPS: al momento, mi han trasferito qua...

IL SOLDATO PERFETTO

buio07
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martedì, 13 maggio 2008,ore 03:45


Le macchine vanno troppo veloci, a Ginevra.
Stiamo cercando di organizzarci. Siamo usciti dall'Italia, siamo in territorio ostile.
Sono le 9 del mattino. Una levataccia, vista col senno di poi. Il mio senno di poi, visto l'ora cui mi alzo di solito.
Cerchiamo una cartina. Dopo qualche tempo, troviamo un giornalaio che ce la vende a 3.000 lire. Non che sia un prezzo alto, ma per far pari, squattrinati come siamo, Lucio (auguri, bello!!!!), alias Spork, preleva una Gazzetta dello Sport senza passare dal via. E neppure in prigione, come sarebbe stato più giusto.

Sono le 9.13 quando ci avviciniamo al Palazzo dell'ONU. La struttura si erge nel cielo, forte dei suoi vetri a specchio che si stagliano tra le nuvole. Ci resta indifferente. Agli occhi di un diciottenne, un palazzo resta sempre un palazzo, alto o bello che sia.

Ce ne andiamo velocemente, attratti da necessità più reali di una speculazione edilizia che forse avrebbe ben più da raccontare. Abbiamo bisogno di un supermercato. Ci infiliamo nel primo posto che troviamo e investiamo 16 franchi svizzeri, al valore di 880 lire l'uno, 0.4 euro attuali. Nella spesa, ci son 3 cioccolate senza scontrino. Mi piacerebbe, a questo punto, raccontare della gentilezza del proprietario, ma sarebbe ipocrita negare che in realtà ce le siamo infilate in tasca senza confessare.

Sono le 11. Alla guida del Camper/Enterprise c'è l'amico della birra. Il suo stile di guida, scusate il paragone, è più simile al traffico catanese, o milanese, o napoletano se preferite, stile italiano di poco rispetto delle norme del codice della strada, in sintesi. D'altra parte, Ginevra non è Rimini, l'adattamento è una conseguenza.

Decidiamo di fare una sosta e di fermarci nella Cattedrale. Qui non si intende mescolare sacro e profano, la nostra è una visita istruttiva, nulla di più.

Immaginateci: siamo un gruppo di ragazzini alle prese con un viaggio, il primo viaggio della nostra vita. Il primo viaggio vero della nostra vita: nessun genitore o parente, nessuna meta conosciuta. Tutto quello che sappiamo è che dobbiamo arrivare in Danimarca. Nessuna mappa stampata dalla guida Michelin, o da Virgilio Mappe, o da Google Map. Possiamo solo acquistare, o espropriare proletariamente, delle cartine stampate, giuro che è vero, su carta!

Come diverrà tradizione, lungo queste miglia percorse ingenuamente, privi di denaro, rubammo le cartoline nella cattedrale. Sono certo, Dio non ce ne vorrà. E' sempre stato dalla parte dei poveri, lui, checchè ne dica l'uomo in bianco seduto su un trono che non gli spetta.

A Ginevra, lo ammetto, abbiamo dato il peggio di noi, o quasi. Abbiamo scaricato le acque nere in una fogna in centro, per poi girovagare per le strade con gocce ricche di streptococchi che abbandonavano la Nave come topi in balia di un uragano.

"Forza Italia!" gridò Lucio, che, permettetemi, potrebbe senza ombra di dubbio chiedere i diritti d'autore per quel che poco tempo dopo sarebbe successo nel nostro paese natio.

In realtà, ad onor del vero, le perdite non provenivano dalla fossa biologica, ma dalle condutture delle acque bianche. Questo non ci esonera, ma almeno ci giustifica quel tanto che basta per non essere giudicati troppo gravemente.

Sono le 14.29, se quel diario che ho ritrovato in un baule stanco e polveroso non mente, quando i led che segnano il livello dell'acqua diventarono rossi, di un rosso tramonto. Prima che la carenza di liquidi ci metta in crisi come accade abitualmente in Africa, decidiamo di usare il residuo per cucinare. Non sarebbe facile, in Svizzera, trovare un ristorante a buon prezzo che cucini penne al pomodoro e salame, con tonno e fagioli a far di secondo. Siamo là, lontani da casa. Cinque diciottenni che armeggiano da disperati sui fornelli di un camper parcheggiato alla meglio lungo una strada qualunque, senza alcuna esperienza che possa rassicurarli su quel che verrà fuori, a mescolare ingredienti a caso.

Eppure, lasciate che ve lo dica, quel cibo frugale, semplice e dall'odore semplice, è quanto di più meraviglioso possa esistere. E' il profumo dell'ingenuo viaggio intrapreso senza meta, di cinque Ulisse persi in un'Odissea destinati all'incontro con Circe, o Polifemo il ciclope. Coraggiosi nella nostra ingenuità di ragazzi, in viaggio verso l'ignoto. Un ignoto di asfalto, certamente, con Sirene a cui chiedere indicazioni. Ma pur sempre ignoto, ingenuamente.

Son le 14.44 quando alla bene e meglio attacchiamo una fontana pubblica ad una cannella di gomma per riempire i serbatoi. La gente passa, ci guarda con disgusto, ma non possiamo non sorridere dell'avventura che stiamo vivendo. Non ci importa, dei giudizi. Ci importa di noi. E del fatto che useremo quell'acqua per lavare i piatti sporchi di pomodoro e salame e tonno e fagioli.

Sono quasi le sei di sera quando decidiamo di partire alla volta di Parigi. Ginevra sarà pure bella, ma è priva del fascino televisivo della capitale francese.

In questo tratto, Roby si mette alla guida, affiancato da Lollo, l'amico della birra che tanto mi è caro. E' una guida spastica, sconclusionata. Ci perdiamo e ci riperdiamo tra le vie insulse della città svizzera. Di essa mi resta il colore intenso delle luci. Mi restano le immagini di Lucio e Lollo che si vestono in ciabatte per andare sotto il getto d'acqua sul Lago. Mi resta uno di noi che attraversa la via principale, superando Ferrari, e Porsche, e donne con la scollatura che meriterebbe una censura, tutti intenti a trovar posto per entrare al Casinò, la sala giochi per adulti, armato di una bottiglia d'acqua vuota di plastica da riempire nella fontanella appena più in là. E poi i piedini del camper. Già, i piedini del camper, solo perchè in quel buio monolocale a 5 posti eravam stanchi da morire, ma non riuscivamo a dormire perchè dondolava... Le mie prime notti insonni... Le nostre prime notti insonni...

Passiamo davanti al Cern. Dovevamo venirci in gita, in quinta liceo. Non lo facemmo, e non ricordo più il perchè. Non importa. Rubbia non smise di far ricerche per la nostra assenza. Pensiero logico, quello che sale davanti ad un mondo così fantascientifico: perchè Lucio sta scrivendo il suo nome sulla cioccolata che neppure ha pagato? Perchè convivere è bello, ma è pure una questione di sopravvivenza. Non scordatevi queste parole: convivere è anche un questione di sopravvivenza.

Superiamo la frontiera. C'era ancora la frontiera, non smetterò mai di ricordarlo, che c'erano frontiere da superare, in Europa.

Sono le 18.40 quando lungo le Strade di Francia, come dirà Silvestri molti anni dopo, recuperiamo un'autostoppista francese. Era giovane, una ragazza giovane, non lo dimeticherò mai. Ho dimenticato invece se era bella o no. Rileggo questo diario, ma non vi trovo nessun indizio. Nessun indizio neppure sul perchè sia salita su un monolocale su ruote popolato da una stirpe tribale di 5 uomini quasi adulti e maschi, quando oggi la diffidenza tra uomini è Regina.

Sono le 20.45 quando si manifestano i primi problemi. Mangiamo carne in scatola e fagioli. Forse il mistero del cucinare ci ha già stancato, non saprei dire. Poco dopo, si tappa il lavandino. Siamo nei pressi di un cantiere edile, dal quale recuperiamo un pezzo di tubo che usiamo per sturarlo. Come? Vi prego, non chiedetemelo, non saprei rispondervi.

Nel viaggio verso Parigi, mentre la notte ci avvolge tra i suoi colori cupi, Andy (Orbov) si dedica alla riparazione di un finestrino che ha dei cedimenti strutturali. Questo sarà un leit motiv. L'aver della colla e del nastro adesivo è stato sicuramente elemento essenziale di sopravvivenza. Il motivo lo saprete più avanti.

Siamo in dirittura d'arrivo. Parigi non dovrebbe esser lontana.

Sono le 23.35 quando Lollo si soffia il naso nel foulard di Lucio, il quale si "scaccola" (perdonate il termine desueto) pulendosi alla sua gamba. Ne nasce un diverbio, terminato da rispettivi, e rispettosi, sputi in faccia. Cosa dire, la convivenza è un fatto territoriale, specie per individui dello stesso sesso. Nel frattempo, il mezzo, la nostra Enterprise, continua a cadere a pezzi, risistemata con colla e nastro adesivo.

...

Son le 2.30 quando usciamo dall'autostrada. Percorriamo una via di campagna che ricorda molto i racconti di Stephen King. Una sottile foschia spettrale che si ferma al livello della cabina oscura la visibilità. Nelle nostre giovani menti affiorano racconti gotici di esseri umani squartati e seppelliti alla rinfusa, o bambini urlanti fatti a pezzi e buttati in fosse comuni.

Nulla è reale, e lo sappiamo. Sono solo le 2.30 del mattino, del secondo giorno di viaggio. Siamo in una via deserta, perduta in campagne desolate, ed una strana nebbia, che a Rimini non c'è mai stata, avvolge il nostro mezzo.

Tutto sfuma quando arriviamo a Fountainbeau. Sono le 3.30 del mattino. Tiriamo giù i piedini del camper. Non vogliamo che dondoli, ora che lo sappiamo. Vogliamo solo dormire. E' tardi, domani la sveglia è puntata presto. Cinque ore di sonno.

Ma cosa sono cinque ore di sonno, se sei con i tuoi migliori amici e stai realizzando un sogno?

[Continua: l'arrivo a Parigi, la Tour Eiffel, il Pigalle, i grandi viali. La mancanza di casa., le foto..]

buio07
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lunedì, 12 maggio 2008,ore 02:11


Diario di Bordo
Giorno 1
Via dall'Italia...

Sono le 9.15 di una stanca domenica di settembre. Tutto è pronto. Il camper, la nostra Enterprise, è pronto per intraprendere il viaggio che ci porterà da Rimini alla Danimarca.
Il camper lo abbiamo affittatto a 150.000 lire al giorno da un amico.
Quando decidemmo di partire, tutti insieme, in una delle solite serate al Bouillabaisse, tra una partita a carte e una birra, ormai il diploma era solo un ricordo.
"Chissa cosa diranno i miei quando gli chiederò 800.000 lire per questo viaggio"

Il giorno dopo, quando confessammo il nostro desiderio in famiglia, mai ci saremmo aspettati un sì incondizionato. 800.000 lire, una cifra esorbitante ai nostri occhi ingenui.

Roby, da questo momento Capitano Cirk...

[se il camper era l'enterprise, noi eravamo il suo equipaggio. Così decidemmo di usare, rivedendoli, i nomi di Star Trek:

Capitano Cirk (addetto all'orientamento e al pilotaggio)
Tenente Piddu Solu, o anche McCoion (io: vagabondo di bordo)
Mr. Spork (Bidello tuttofare; addetto scarico... liquami organici)
Gen. Scottex (Addetto cesso) - l'amico della birra, per chi lo volesse sapere...
Serg. Magg. Orbov (Cuciniere)

]

...si era premurato di cambiare la cartamoneta italiana nella miriade di conii europei: franchi, marchi etc...

Il Capitano Cirk era uscito dall'esame finale con un 60/60. No, non era un secchione. Era solo uno particolarmente sveglio. Il che gli permetteva di apprendere con estrema facilità, senza sforzi, e nel contempo di uscire insieme a noi a bere una birra la sera. Questo gli era valso il soprannome di "The Brain".

Ma lasciate che prosegua, senza perdermi ulteriormente in dettagli che forse non vi interessano.

E' una stanca domenica di settembre, dicevo. Una giornata soleggiata, ma offuscata da una cappa di umidità che ricorda i giorni di smog milanesi.

Avevo promesso di portare del prosciutto, quel giorno. Come prima scorta di cibo prima del supermercato più vicino. Quel prosciutto l'avevo vinto durante l'estate ad un torneo di tennis. Avevo vinto anche la coppa, ma la coppa vera, di metallo, e quella, quel giorno, non sarebbe servita a nulla.

Passiamo da casa mia, a recuperare quel che avevo scordato.

Alle 9.30 siamo in autostrada. L'A14 è piena di gente che torna a casa dalle vacanze, ed appena usciti dalla corsia di accelerazione ci ritroviamo di nuovo fermi, o quasi. Ne approfittiamo per fare gasolio. Spendiamo ben 38.000 lire. Un sogno, se paragonato ad oggi.

La noia del primo tratto di strada la sconfiggiamo con un buon cruciverba di gruppo.

Ore 11.34. Siamo a Modena. Approfittiamo per fare un rapido cambio alla guida e per indire la prima elezione libera del Camper: chi vince la classifica dei rompiballe. Vince a man bassa l'amico della birra, Scottex. I motivi non sono riportati nel diario....

Ore 11.45. Ci sono esperienze che presto o tardi van fatte. Il nostro Mr. Spork testa il funzionamento del WC nautico...

Ore 12.00: Reggio Emilia.
Ore 12.52: Piacenza.
Ore 13.17: superiamo il confine tra Emilia Romagna e Lombardia.

C'è una nota, in questo lasso di tempo, che val la pena riportare. E' indicato che alle 13.04 i nostri sono rientrati in autostrada - evidentemente, visto che in quel tratto non si interrompe, ne erano usciti. Oppure all'epoca mancava un tratto, non saprei dire con certezza. La nota è che criticammo il fatto che i biglietti ci vennero dati a mano, alla stazione di entrata. Credo sia un reperto storico di grande importanza...

Ore 13.29 - 14.34: i cinque amici trovano il tempo per fermarsi a pranzare prima di arrivare in Piemonte.

Ore 16.34: difficile definire i consumi dell'Enterprise. Il serbatoio è quasi agli sgoccioli e un segnale indica che al prossimo autogrill mancano 7 km. Una stima di Cirk suggerisce che il mezzo viaggi a 8.3 km/litro.

Ore 17.05: la Val d'Aosta. I monti che la circondano sono tutti innevati.  Ci dirigiamo verso il Monte Bianco. Là, attraversato il traforo, saremo in Francia. Il nostro obiettivo, per concludere la giornata prima di coricarci, è Ginevra, in Svizzera.

Ore 18.56. Superiamo la Dogana (già, c'erano ancora le dogane, all'epoca...) e ci buttiamo a capofitto nel traforo, spendendo ben 29.000 lire. A questo punto, sono stati percorsi 637 km e nulla è successo. Ci vollero 10 minuti, a dar retta al diario, per attraversare quel buco d'inferno. Io non li ricordo, quei dieci minuti, perchè in fondo vivo di memorie emotive. Ricordo molte altre cose, di questo viaggio, però...

Mancano ormai 65 km a Ginevra.

Ci siamo, il primo giorno sta finendo. E' la prima volta che esco dall'Italia. Non c'era Messico che tenesse il confronto. Non si può definire l'emozione di abbandonare per la prima volta il proprio paese e la propria lingua verso un mondo completamente sconosciuto. Non esisteva internet, non esistevano i cellulari. Oddio, c'erano altre cose, le avanguardie di un mondo tecnologico, ma la vita era diversa. E c'era un gusto diverso per la conoscenza, fatta di libri e librerie anzichè di wikipedia - cerca nel sito.

Lungo il tragitto non possiamo far a meno di notare che in fondo il mondo là fuori non è così diverso dal nostro. Ascoltiamo musica francese alla radio, salutiamo una lucciola lungo la strada, paghiamo il pedaggio autostradale...

Alle 20.54 siamo a Ginevra. Ginevra, ai nostri occhi di ragazzini di provincia, è una città meravigliosa. Ci lasciamo prendere dalle luci del Casinò. E come falene nel buio ci avviciniamo, poi cerchiamo il rifugio per la notte nei suoi pressi.

Passeggiare per Ginevra ha il suo perchè. Tutto è più grande, più luminoso. Cerchiamo delle cabine telefoniche. Ripeto, i fatti che sto narrando sono avvenuti in un'epoca romantica, in cui cellulari, palmari, email non condizionavano la nostra vita. Non potevi essere trovato ovunque ed in qualsiasi momento, e vi assicuro che la qualità della vita era ben altra. Cerchiamo delle cabine telefoniche, dicevo, per rassicurare a casa.

Un'auto sfreccia veloce portandosi dietro un rumore atroce. E' senza una gomma, il cerchione stride e fa scintille contro l'asfalto. Sorridiamo, al pensiero che tutto il mondo è paese. Nel frattempo, l'uomo in giacca scintillante e tuba davanti al Casinò saluta donne imperlate e uomini in Ferrari e Porsche. Passiamo davanti a quella sala giochi per adulti senza sudditanza, in jeans e maglietta.

Fa caldo. Dormire è difficile, ci perdiamo in chiacchere senza senso. Siamo in cinque in un monolocale su ruote. Che dondola ad ogni movimento, per giunta.

Spork esce con delle bottiglie in mano. Va a far acqua. La fontanella è subito dopo il Casinò. Passar davanti a quella porta in jeans e maglietta è un conto, ma in tuta e ciabattine... Eppure accade anche questo, quando la morale non ha ancora imparato la giusta via per condizionare i tuoi comportamenti.

Sono le 2.00. Abbiamo sonno, molto sonno. Il rumore, la lontananza da casa, l'ambiente, il caldo, ci tengono svegli. Il dondolio del camper, soprattutto, ci tiene svegli.

Ci sono esperienze di vita che van vissute. E quando possibile, raccontate...

"Ehi, ma non è che il camper ha i piedini, vero?" Una voce, nel silenzio, sussurra il dubbio.

Scendiamo. Il camper ce li ha, i piedini. Per evitare che dondoli durante la notte. Esperienze di vita, dicevo. Tipo scoprire che il camper ha due leve esterne che bloccano il dondolio. Non è mai troppo tardi per imparare...

[Continua: nella prox puntata, i nostri eroi visitano Ginevra e si dedicano, ora lo posso dire visto che il reato è caduto in prescrizione, a qualche furtarello innocente...]

buio07
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lunedì, 12 maggio 2008,ore 00:38


Mi son perso un po' per strada, lo so.
Capita a volte che nulla vada come deve andare.
Capita invece a volte che le mille cose che metti in piedi, anche solo per gioco, si trasformino in opportunità reali nel complesso flusso della tua vita.
Eccoli, i nodi che vengono al pettine.
Un lavoro strano, come base.
Un altro lavoro in potenza, come ufficio stampa.
Le scadenze con l'editore. Le scadenze con l'agenzia letteraria. (ma qui siamo nell'ambito del piacere)
Le scadenze con dei video che hai promesso di fare.
La promozione di eventi. Eventi che non tardano ad arrivare.
E poi, la tua vita. Disordinata, disorganizzata, come in un cazzo di film senza finale.

Adesso, stop!

Voglio raccontare una storia, voglio avere il tempo di farlo. Per me, non perchè qualcun altro se lo aspetta.

Cinque amici alla fine dell'estate della maturità. Un viaggio che attraversa tutta l'Europa, un'Europa senza euro, su su fino ad Arus, in Danimarca. Tante tappe, in quei diciannove giorni stupendi in cui cinque ragazzini ha scoperto il piacere della vita, il piacere dello stare insieme, il piacere del viaggio. Tante città varcate senza timore. Tante strade percorse senza paura. Sempre con un sorriso sulle labbra.

Ho qui, al mio fianco, il diario di quel viaggio. Minuto per minuto, ogni evento è stato raccolto nelle pagine di un quaderno a righe. Ed ora voglio raccontarlo anche a voi. Provando a romanzarlo, se mi è concesso.

Insomma, per citare Pennac, Ecco la storia.

buio07
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martedì, 06 maggio 2008,ore 01:54


Venerdì.

Torno a casa alle 2.15.
Ho un'idea per il nuovo video del Rockisland.
Mi metto al lavoro subito.
Faccio a pezzi decine di filmati, pronto a riunirli in una nuova creatura come un novello Frankenstein.
4.30, sono nel pieno delle mie sinapsi.
5.30, un bagliore leggero si intravede dalle finestre. Non ho sonno, sono concentrato su quel che sto facendo.
6.30, comincio ad assemblare i pezzi. L'idea prende forma. Fuori, esseri diurni riconquistano lentamente il mondo.
7.20. Il lavoro è finito. E' brutto, vorrei buttarlo e ricominciare. Ma fuori c'è il sole, perdo l'energia che mi regala la notte.
7.30. Decido di andare a dormire. Non ho sonno, ma non vorrei che il sole mi sorprendesse fuori dalla mia bara.

La notte, il buio. Il suo silenzio è adorabile. Nessuno che si intrometta tra me e i miei pensieri. Mi sento libero, completamente. Libero di dar spazio alla mia creatività da dilettante. Professionalmente lucido, come un chirurgo in sala operatoria.

Di giorno sono una persona come tante, presa dai problemi pragmatici della quotidianità.

Di notte sono Buio, colui che scrive, che pensa, che libera la mente per portarla oltre confine.

Due vite. Forse complementari, forse contrapposte. Non potrà essere sempre così, dovrò scegliere.

Per ora, spengo la luce...

buio07
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domenica, 04 maggio 2008,ore 18:29


Caro Blog,

scusa se ultimamente ti ho un po' trascurato. Mi son perso a guardare il cielo. Ho molte, troppe idee che frullano in testa, non riesco a fermarle. Il libro, il nuovo libro, il modo per risolvere il problema energetico mondiale, i video, le notti insonni...

Prometto che adesso mi calmo, e domani ricomincio a scrivere. Ho la storia di un viaggio, di cinque ragazzi appena diplomati che saltano su un camper per andare in Danimarca. Con tutte le disavventure che ne sono conseguite...

Domani, però. Che oggi ho da fare altro...

;P

PS: ho letto tempo fa che ci son state 80.000 persone al concerto degli "Amici di Maria" e 1.500.000 alla riesumazione di Padre Pio. Dov'è che ci si dimette da cittadino italiano?

buio07
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martedì, 29 aprile 2008,ore 13:46


Vista la giornata, sto pensando di metter mano al guardaroba per adattarlo alla stagione che sta incombendo...

 

piumino

 

maglione

sciarpa

 

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martedì, 29 aprile 2008,ore 02:31


Seppur lo stereotipo vuol che si sia duri sempre e comunque, a me una lacrima di tristezza o di gioia ogni tanto mi viene...

Buio o luce che ci attraversi, resto umano, e questo mi fa sentire vivo.

buio07
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categoria : io


giovedì, 24 aprile 2008,ore 16:39


casa

 

Mi capita, a volte, di buttare un occhio alla situazione del mercato immobiliare. Così... non si sa mai che si trovi una bazza, quattro pareti buttate là, senza niente dentro, che le si può riempir di sogni.

Capita che sfogli una di quelle riviste specialistiche, e non avendo due soldi da spendere, cominci dal minimo, dai prezzi popolarissimi. Un appartamento potenzialmente appetibile ci sarebbe pure, pensi: 55 mq, non troppo lontano dal centro storico. Un po' piccolo, in verità, se decidi che non è che vuoi passare il resto dei tuoi giorni a far l'eremita solitario, ma è sempre meglio di niente. Al modico prezzo di 200.000 euro.

Non so, ci devo pensare. E' da un po' che vacillo tra l'idea del qui e i caraibi.

Chiudo la rivista. La giro. Leggo:

South Florida Investment Opportunities

Villa Ranch Style: 215 mq, da 3 a 5 camere, garage, patio, piscina, campo da golf in comune, vista sul lago. 235.000 euro

Villa con piscina, vista sul lago, campo da golf, 3 camere, garage 2 posti, 225 mq. 280.000 euro

Appartamento lusso, da 1 a 3 camere, sui canali interni, piscina, centro benessere, segreteria, attracco barca. Da 135.000 euro.

Ville 2 piani lusso, 280 mq, 4-6 camere da letto. Da 265.000 euro.

Chissà quanto costerà in Florida un normalissimo appartamento senza piscina, garage, centro benessere, finiture il lusso e vista mare, da 55 mq...?

Vabbè, giustamente San Giuliano di Rimini mica è Miami...

buio07
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martedì, 22 aprile 2008,ore 17:36


justice

Eh, come dite? Nonono, non si tratta di diete o altro, anche se il periodo si presta...

Mi è capitato di pormi delle domande sul funzionamento della giustizia in 'sto paese, invece.

Mi sono sempre lamentato del fatto che molte, troppe persone la passassero liscia per il dilungarsi del processo. Troppi furbi che han speso bene i soldi con gli avvocati, come alcuni che gironzolano per le stanze del potere.

Prescrizione, si dice. Il processo finisce perchè il reato è a tempo, e scaduti i termini, tutti a casa con un nulla di fatto.

Se è vero questo, vi è un'altra faccia di questa giustizia imballata e lenta. Chi viene accusato e portato in aula, viene comunque giudicato (di solito male...) dall'opinione pubblica. Spesso si tratta di persone innocenti, che han dovuto subire lo zelo di qualche rancoroso con legale disposto a tutto pur di incassare la propria parte.

La prescrizione, in questo caso, chiude il processo, ma non riabilita del tutto la persona inquisita agli occhi della gente, persona che "si è salvata perchè son scaduti i termini".

Non sarebbe giusto, forse, che queste persone avessero la facoltà di chiedere la non prescrizione del processo, per poter far valere la propria innocenza?

Pensandoci bene, darebbe anche una bella scrematura tra chi innocente lo è davvero e chi invece lo si proclama in piazza...

buio07
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categoria : pensieri liberi


"Non dire che le stelle sono morte soltanto perchè il cielo si è rannuvolato" Paulo Coelho ~~~"La gente pensa a noi infinitamente meno di quanto crediamo" Sandro Veronesi, Caos Calmo ~~~ "Fa più rumore un albero che cade, piuttosto che una foresta che cresce..." Lao-Tse